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L'Atto unico europeo

L'Atto unico europeo (AUE) procede ad una revisione dei trattati di Roma al fine di rilanciare l'integrazione europea e portare a termine la realizzazione del mercato interno. L'Atto modifica le regole di funzionamento delle istituzioni europee ed amplia le competenze comunitarie, in particolare nel settore della ricerca e sviluppo, dell'ambiente e della politica estera comune.

ORIGINE

L'Atto unico europeo (AUE), firmato a Lussemburgo il 17 febbraio 1986 da nove Stati membri e il 28 febbraio 1986 dalla Danimarca, dall'Italia e dalla Grecia, costituisce la prima modifica sostanziale del trattato che istituisce la Comunità economica europea (CEE). L'AUE è entrato in vigore il 1° luglio 1987.

Le principali tappe che hanno portato alla firma dell'AUE sono:

  • La dichiarazione solenne di Stoccarda del 19 giugno 1983
    Questo testo, elaborato sulla base del piano del ministro degli Esteri tedesco, Hans Dietrich Genscher, e del suo omologo italiano, Emilio Colombo, è corredato di una serie di dichiarazioni degli Stati membri sugli obiettivi da raggiungere per quanto riguarda le relazioni interistituzionali, le competenze comunitarie e la cooperazione politica. I capi di Stato e di governo si impegnano a passare in rassegna i progressi compiuti in questi settori e a decidere, ove opportuno, di integrarli in un trattato sull'Unione europea.
  • Il progetto di trattato che istituisce l'Unione europea
    Sotto l'impulso del parlamentare italiano Altiero Spinelli, viene costituita una commissione parlamentare per gli affari istituzionali con il compito di elaborare un trattato per sostituire le Comunità esistenti con un'Unione europea. Il Parlamento europeo adotta il progetto di trattato il 14 febbraio 1984.
  • Il Consiglio europeo di Fontainebleau del 25 e 26 giugno 1984
    Traendo ispirazione dal progetto di trattato del Parlamento, un comitato ad hoc composto di rappresentanti personali dei capi di Stato e di governo e presieduto dal senatore irlandese Dooge esamina le questioni istituzionali. La relazione del comitato Dooge invita il Consiglio europeo a convocare una conferenza intergovernativa per negoziare un trattato di Unione europea.
  • Il Libro bianco sul mercato interno del 1985
    La Commissione, sotto l'impulso del suo presidente Jacques Delors, pubblica un libro bianco che individua 279 provvedimenti legislativi necessari per completare il mercato interno e fissa, a tal fine, un calendario e la scadenza del 31 dicembre 1992.

Il Consiglio europeo di Milano del 28 e 29 giugno 1985 propone infine la convocazione di una conferenza intergovernativa (CIG) che viene inaugurata sotto la presidenza lussemburghese il 9 settembre 1985 e si conclude all'Aia il 28 febbraio 1986.

OBIETTIVI

L'Atto unico europeo si prefigge quale principale obiettivo il rilancio del processo di costruzione europea al fine di portare a termine la realizzazione del mercato interno. Ciò appariva tuttavia difficilmente realizzabile sulla base dei trattati in vigore, in particolare per via del processo decisionale in seno al Consiglio che imponeva il ricorso all'unanimità per l'armonizzazione delle legislazioni.

La conferenza intergovernativa che ha portato all'AUE aveva quindi un duplice mandato: da un lato, concludere un trattato in materia di politica estera e di sicurezza comune e, dall'altro, introdurre un atto di modifica del trattato CEE, in particolare a livello:

  • della procedura decisionale in seno al Consiglio;
  • dei poteri della Commissione;
  • dei poteri del Parlamento europeo;
  • dell'estensione delle competenze delle Comunità.

STRUTTURA

L'Atto si compone di un preambolo e di quattro titoli e contiene una serie di dichiarazioni adottate dalla conferenza.

Il preambolo illustra gli obiettivi fondamentali del trattato e esprime la volontà degli Stati membri di trasformare l'insieme delle loro relazioni al fine di attuare un'Unione europea. Il preambolo sottolinea al contempo il carattere unico dell'atto, il quale raggruppa le disposizioni comuni relative alla cooperazione nel settore della politica estera e alle Comunità europee. Infine, mette in luce i due obiettivi della revisione dei trattati, ossia "migliorare la situazione economica e sociale, approfondendo le politiche comuni e perseguendo nuovi obiettivi" e "assicurare un migliore funzionamento delle Comunità".

Il titolo I contiene le disposizioni comuni alla cooperazione politica e alle Comunità europee. Il titolo II riguarda le modifiche dei trattati istitutivi delle Comunità europee e il titolo III la cooperazione europea in materia di politica estera. Il titolo IV contiene le disposizioni generali e finali.

CONTRIBUTI DEL TRATTATO - MODIFICHE ISTITUZIONALI

Per facilitare la realizzazione del mercato interno, l'Atto prevede un aumento del numero di casi in cui il Consiglio può decidere a maggioranza qualificata invece che all'unanimità. Ciò facilita l'adozione delle decisioni evitando le situazioni di blocco che si verificano quando si cerca un accordo unanime dei 12 Stati membri. Non è più necessaria l'unanimità per le misure destinate all'instaurazione del mercato interno, fatta eccezione per le disposizioni fiscali e per quelle relative alla libera circolazione delle persone e ai diritti ed interessi dei lavoratori dipendenti.

L'AUE sancisce formalmente l'esistenza del Consiglio europeo, istituzionalizzando così le conferenze o vertici dei capi di Stato e di governo. Tuttavia, le competenze di questo organo non sono precisate. Il Consiglio è privo di poteri decisionali o coercitivi nei confronti delle altre istituzioni.

I poteri del Parlamento sono potenziati con l'esigenza che il Parlamento esprima un parere conforme per la conclusione di un accordo di associazione. L'Atto istituisce inoltre la procedura di cooperazione la quale rafforza la posizione del Parlamento europeo nel dialogo interistituzionale, conferendogli la possibilità di una doppia lettura delle proposte legislative. Tuttavia, tranne che nel settore dell'ambiente, il campo di applicazione di questa procedura resta limitato ai casi in cui il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.

L'Atto precisa le disposizioni sulle competenze di esecuzione. L'articolo 10, che modifica l'articolo 145 del trattato CEE, stabilisce come regola generale che il Consiglio conferisce alla Commissione le competenze di esecuzione degli atti. Il Consiglio può riservarsi di esercitare le competenze di esecuzione solo in casi specifici.

L'AUE getta le basi per la creazione del Tribunale di primo grado, competente a conoscere di tutte le cause, ad eccezione delle cause proposte da Stati membri o da istituzioni o delle questioni pregiudiziali.

CONTRIBUTI DEL TRATTATO - MODIFICHE POLITICHE

L'articolo 8A definisce chiaramente la finalità dell'Atto, che consiste nell'instaurazione progressiva del mercato interno nel corso di un periodo che scade il 31 dicembre 1992. Il mercato interno è definito come uno "spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali secondo le disposizioni del presente trattato".

Nel settore della capacità monetaria, l'Atto, pur non consentendo l'attuazione di una politica nuova, introduce disposizioni specifiche. La convergenza delle politiche economiche e monetarie figura già tra le competenze esistenti.

Nonostante la politica sociale sia già disciplinata dal trattato CEE, l'Atto introduce due nuovi articoli in questo settore. L'articolo 118A del trattato CEE autorizza il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata nel quadro della procedura di cooperazione, ad adottare prescrizioni minime per promuovere "il miglioramento (…) dell'ambiente di lavoro, per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori". L'articolo 118B del trattato CEE attribuisce alla Commissione il compito di sviluppare il dialogo sociale a livello europeo.

L'Atto introduce una politica comunitaria di coesione economica e sociale per controbilanciare gli effetti della realizzazione del mercato interno sugli Stati membri meno sviluppati e per ridurre il divario tra le diverse regioni. L'intervento comunitario si effettua attraverso il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) e il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).

In materia di ricerca e sviluppo tecnologico, nell'articolo 130F del trattato CEE la Comunità si propone l'obiettivo di "rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria europea e di favorire lo sviluppo della sua competitività internazionale". A tal fine, l'Atto prevede l'attuazione di programmi quadro pluriennali adottati dal Consiglio all'unanimità.

La preoccupazione relativa alla tutela ambientale a livello comunitario era già presente nel trattato di Roma. L'Atto aggiunge tre nuovi articoli (articolo 130R, 130S e 130T del trattato CEE), i quali consentono alla Comunità "di salvaguardare, proteggere e migliorare la qualità dell'ambiente, di contribuire alla protezione della salute umana, di garantire un'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali". Viene precisato che la Comunità interviene in materia ambientale solo nella misura in cui un'azione può essere realizzata meglio a livello comunitario piuttosto che a livello dei singoli Stati membri (sussidiarietà).

L'articolo 30 prevede che gli Stati membri si adoperano per definire e attuare in comune una politica estera europea. A tal fine, si impegnano a consultarsi sulle questioni di politica estera che potrebbero presentare un interesse per la sicurezza degli Stati membri. La presidenza del Consiglio è responsabile in materia di iniziativa, di coordinamento e di rappresentanza degli Stati membri nei confronti dei paesi terzi in questo settore.

L'AUE : BILANCIO E PROSPETTIVE

L'AUE ha consentito il passaggio, il 1° gennaio 1993, dal mercato comune al mercato unico. Con la creazione di nuove competenze comunitarie e la riforma delle istituzioni, l'AUE ha preparato il terreno per l'integrazione politica e l'unione economica e monetaria, le quali saranno istituite dal trattato di Maastricht sull'Unione europea.

MODIFICHE ULTERIORI APPORTATE AL TRATTATO

  • Trattato sull'Unione europea detto "Trattato di Maastricht" (1992)
    Il trattato di Maastricht riunisce in una stessa entità che definisce Unione europea le tre Comunità (Euratom, CECA, CEE) e le cooperazioni politiche istituzionalizzate nei settori della politica estera, della difesa, della polizia e della giustizia. La CEE viene ribattezzata CE. Inoltre, il trattato crea l'unione economica e monetaria, introduce nuove politiche comunitarie (istruzione, cultura, cooperazione allo sviluppo, coesione) e sviluppa le competenze del Parlamento europeo (procedura di codecisione).
  • Trattato di Amsterdam (1997)
    Il trattato di Amsterdam ha consentito il potenziamento delle competenze dell'Unione, attraverso la creazione di una politica comunitaria di occupazione, la comunitarizzazione di alcuni temi che in passato rientravano nella cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni, le misure destinate ad avvicinare l'Unione ai suoi cittadini e la possibilità di cooperazioni più strette tra alcuni Stati membri (cooperazioni rafforzate). Il trattato ha inoltre esteso la procedura di codecisione nonché il voto a maggioranza qualificata e ha semplificato e rinumerato gli articoli del trattato.
  • Trattato di Nizza (2001)
    Il trattato di Nizza si occupa essenzialmente dei "vuoti" lasciati dal trattato di Amsterdam, ossia dei problemi istituzionali legati all'allargamento che sono stati solo parzialmente disciplinati nel 1997, quali la composizione della Commissione, la ponderazione dei voti in seno al Consiglio e l'estensione del ricorso al voto a maggioranza qualificata. Il trattato ha inoltre facilitato il ricorso alla procedura di cooperazione rafforzata e ha reso più efficace il sistema giurisdizionale.
  • Trattato di Lisbona (2007)
    Il trattato di Lisbona procede all’attuazione di vaste riforme. Esso pone fine alla Comunità europea, abolisce la precedente architettura dell’UE ed attua una nuova ripartizione delle competenze tra l’UE e Stati membri. Ha altresì modificato il funzionamento delle istituzioni europee e il processo decisionale. L’obiettivo è migliorare il processo decisionale in un’Unione allargata a 27 Stati membri. Il trattato di Lisbona riforma inoltre molte politiche interne ed esterne dell'UE. In particolare, esso consente alle istituzioni di legiferare e di adottare misure in nuovi settori politici.

Il presente trattato è stato modificato inoltre dai seguenti trattati di adesione:

  • Trattato di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia (1994), il quale porta il numero di Stati membri della Comunità europea da dodici a quindici.
  • Trattato di adesione della Repubblica ceca, dell'Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell'Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Repubblica slovacca (2003), il quale porta il numero di Stati membri della Comunità europea da quindici a venticinque.
  • Trattato di adesione della Bulgaria e della Romania (2005).
    Questo trattato porta il numero degli Stati membri da 25 a 27.

RIFERIMENTI

TrattatiData della firmaEntrata in vigoreGazzetta ufficiale
Atto unico europeo

28.2.1986

1.7.1987

GU L 169 del 29.6.1987

Trattato sull'Unione europea (trattato di Maastricht)

7.2.1992

1.11.1993

GU C 191 del 29.7.1992

Trattato di Amsterdam

2.10.1997

1.5.1999

GU C 340 del 10.11.1997

Trattato di Nizza

26.2.2001

1.2.2003

GU C 80 del 10.3.2001

Trattato di Lisbona

13.12.2007

1.12.2009

GU C 306 del 17.12.2007

Trattati di adesioneData della firmaEntrata in vigoreGazzetta ufficiale
Trattato di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia

24.6.1994

1.1.1996

GU C 241 del 29.8.1994

Trattato di adesione dei dieci nuovi Stati membri

16.4.2003

1.5.2004

GU L 236 del 23.9.2003

Trattato di adesione della Bulgaria e della Romania

25.4.2005

1.1.2007

GU L 157 del 21.6.2005

Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione autentica del testo del trattato.

Ultima modifica: 26.10.2010
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