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Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio

Il trattato CECA, firmato a Parigi nel 1951, riunisce la Francia, la Germania, l'Italia e i paesi del Benelux in una Comunità il cui obiettivo è introdurre la libera circolazione del carbone e dell'acciaio e garantire il libero accesso alle fonti di produzione. Inoltre, un'Alta Autorità comune vigila sul mercato, sul rispetto delle regole della concorrenza e sulla trasparenza dei prezzi. Questo trattato è all'origine delle attuali istituzioni.

NASCITA

La prima organizzazione comunitaria è stata creata all'indomani della Seconda guerra mondiale, quando emerse la necessità di ricostruire l'economia del continente europeo e garantire una pace durevole.

Fu così che nacque l'idea di mettere in comune la produzione franco-tedesca del carbone e dell'acciaio e che venne istituita la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA). Tale scelta non era dettata solamente da una logica economica, ma anche da motivi politici, poiché queste due materie prime costituivano l'elemento chiave dell'industria e della potenza dei due paesi. L' obiettivo politico di base era quello di rafforzare la solidarietà franco-tedesca, allontanare lo spettro della guerra e spianare la strada al processo di integrazione europea.

Il ministro degli Affari esteri della Repubblica francese Robert Schuman propone, nella sua celebre dichiarazione del 9 maggio 1950, di porre la produzione franco-tedesca del carbone e dell'acciaio sotto un'Alta Autorità comune, nel quadro di un'organizzazione aperta ad altri paesi europei.

La Francia, la Germania, l'Italia, il Belgio, il Lussemburgo e i Paesi Bassi raccolgono la sfida e cominciano a negoziare un trattato. Questa iniziativa va contro il progetto iniziale di Jean Monnet, alto funzionario francese e ispiratore dell'idea, che aveva proposto un meccanismo più semplice e tecnocratico. Tuttavia, i sei paesi fondatori non sono disposti ad accettare una semplice bozza e concordano un centinaio di articoli, che costituiscono un insieme complesso.

Il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio viene infine firmato a Parigi il 18 aprile 1951 ed entra in vigore il 23 luglio 1952, con una durata limitata a 50 anni. Il trattato CECA è giunto a scadenza il 23 luglio 2002.

Il mercato comune previsto dal trattato viene inaugurato il 10 febbraio 1953 per il carbone, il minerale di ferro e i rottami di ferro e il 1° maggio 1953 per l'acciaio.

OBIETTIVI

Come stabilito dall'articolo 2 del trattato, l'obiettivo della CECA è contribuire, attraverso il mercato comune del carbone e dell'acciaio, all'espansione economica, all'incremento dell'occupazione e al miglioramento del tenore di vita. Spetta pertanto alle istituzioni vigilare sull'approvvigionamento regolare del mercato comune, assicurando un uguale accesso alle fonti di produzione e controllando che si stabiliscano i prezzi più bassi e che vengano migliorate le condizioni della manodopera. Il tutto deve essere accompagnato dallo sviluppo degli scambi internazionali e dall'ammodernamento della produzione.

In vista della creazione del mercato comune, il trattato introduce la libera circolazione dei prodotti, senza diritti doganali né tasse. Esso vieta le pratiche o i provvedimenti discriminatori, le sovvenzioni, gli aiuti o gli oneri speciali imposti dagli Stati nonché le pratiche restrittive.

STRUTTURA

Il trattato si divide in quattro titoli. Il primo riguarda la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, il secondo le istituzioni comunitarie, il terzo le disposizioni economiche e sociali e il quarto le disposizioni generali. Il trattato comprende inoltre due protocolli: uno sulla Corte di giustizia e l'altro sulle relazioni tra la CECA ed il Consiglio d'Europa. Vi figura infine una convenzione sulle disposizioni transitorie riguardante l'attuazione del trattato, le relazioni con i paesi terzi e le misure generali di salvaguardia.

ISTITUZIONI

Il trattato CECA è all'origine delle attuali istituzioni. Esso istituisce un'Alta Autorità, un'Assemblea, un Consiglio dei ministri e una Corte di giustizia. La Comunità ha personalità giuridica.

L'Alta Autorità è un organo esecutivo collegiale indipendente, il cui compito è garantire la realizzazione degli obiettivi stabiliti dal trattato e agire nell'interesse generale della Comunità. Essa è composta da nove membri (non più di due per ciascun paese) nominati per una durata di sei anni. Si tratta di un vero e proprio organo sovranazionale con potere di decisione. È responsabile dell'ammodernamento della produzione e del miglioramento della sua qualità, della fornitura di prodotti a condizioni identiche, dello sviluppo delle esportazioni comuni e del miglioramento delle condizioni di lavoro nelle industrie del carbone e dell'acciaio. L'Alta Autorità prende decisioni, formula raccomandazioni ed esprime pareri. Essa è assistita da un comitato consultivo, composto dai rappresentanti dei produttori, dei lavoratori, dei consumatori e dei commercianti.

L'Assemblea è composta da 78 deputati, nominati dai rispettivi parlamenti nazionali. La Germania, la Francia e l'Italia hanno 18 rappresentanti, il Belgio e i Paesi Bassi 10 e il Lussemburgo 4. Il trattato conferisce all'Assemblea un potere di controllo.

Il Consiglio comprende sei rappresentanti dei governi nazionali. La presidenza è esercitata a turno da ciascun membro del Consiglio per una durata di tre mesi. Il Consiglio ha il compito di armonizzare l'azione dell'Alta Autorità e la politica economica generale dei governi. Il suo parere conforme è necessario per le decisioni importanti prese dall'Alta Autorità.

La Corte di giustizia è composta da sette giudici nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri per un periodo di sei anni. Essa assicura il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione del trattato.

MISSIONI

Il trattato prevede degli interventi da parte dell'Alta Autorità basati sulle informazioni che le imprese sono tenute a fornirle e sulle previsioni riguardanti la produzione del carbone e dell'acciaio. Nel perseguire il suo obiettivo, la CECA dispone di mezzi d'informazione e di poteri di consultazione, accompagnati da un potere di verifica. L'Alta Autorità ha la facoltà di mettere in atto mezzi repressivi nei confronti delle imprese che si sottraggono a tali poteri, come ad esempio le ammende (che ammontano al massimo all'1 % del volume d'affari annuo) e le penalità di mora (con una soglia massima pari al 5 % del volume d'affari medio giornaliero per ogni giorno di ritardo).

Sulla base di tali informazioni vengono formulate delle previsioni per orientare le attività delle parti interessate e guidare l'azione della CECA. Per completare le informazioni ricevute dalle imprese e dalle associazioni, la CECA conduce degli studi sull'evoluzione dei prezzi e dei mercati.

La CECA viene finanziata mediante prelievi sulla produzione di carbone e acciaio e attraverso l'assunzione di prestiti. I prelievi servono a finanziare le spese d'amministrazione mentre le sovvenzioni non rimborsabili sono destinate al riadattamento e alle ricerche tecniche ed economiche, che devono essere incoraggiate. I fondi ricevuti in prestito possono essere impiegati solo per concedere mutui.

Nel settore degli investimenti, oltre ai prestiti, la CECA può anche fornire garanzie sui mutui concessi alle imprese da terzi. Inoltre, la CECA può fornire orientamenti sugli investimenti non finanziati da essa.

Per quanto concerne la produzione, la CECA svolge principalmente un ruolo indiretto e di sostegno, attraverso la cooperazione con i governi e gli interventi in materia di prezzi e di politica commerciale. Tuttavia, in caso di diminuzione della domanda o di penuria, essa può attuare azioni dirette, imponendo delle quote al fine di limitare in maniera controllata la produzione o, in caso di penuria, decidere sulle priorità d'impiego, sulla ripartizione delle risorse e sulle esportazioni nel quadro dei programmi di produzione.

In materia di fissazione dei prezzi, il trattato vieta le discriminazioni in base ai prezzi, le pratiche di concorrenza sleale e le pratiche discriminatorie basate sull'applicazione di condizioni disuguali ad operazioni equiparabili. Queste regole si applicano anche al settore dei trasporti.

Inoltre, in determinate circostanze, come ad esempio una crisi manifesta, l'Alta Autorità può fissare dei prezzi massimi o minimi all'interno della Comunità o in relazione alle esportazioni.

Al fine di tutelare la libera concorrenza, tutte le azioni degli Stati membri suscettibili di pregiudicare la concorrenza devono essere comunicate all'Alta Autorità. Inoltre, il trattato descrive in maniera specifica i tre casi che danno luogo ad una distorsione della concorrenza: le intese, le concentrazioni e gli abusi di posizione dominante. Gli accordi tra imprese o le associazioni di imprese possono essere annullati dall'Alta Autorità se impediscono, limitano o alterano, direttamente o indirettamente, il gioco della concorrenza.

I salari e gli spostamenti della manodopera rappresentano un altro capitolo del trattato. Sebbene i salari rimangano di competenza degli Stati membri, l'Alta Autorità ha la facoltà di intervenire qualora essi siano anormalmente bassi o in caso di ribasso dei salari, fatte salve le condizioni specifiche stabilite dal trattato.

L'Alta Autorità può destinare degli aiuti finanziari a programmi finalizzati a mitigare gli effetti negativi che un progresso tecnologico applicato all'industria può avere sulla manodopera (indennità, assegni e riqualificazione professionale).

Per quanto riguarda la mobilità della manodopera qualificata, il trattato prevede la soppressione, da parte degli Stati membri, delle restrizioni all'occupazione fondate sulla cittadinanza. Per le altre categorie di lavoratori e in caso di penuria di questo tipo di manodopera, gli Stati membri effettueranno le opportune modifiche nel settore dell'immigrazione per facilitare l'impiego dei lavoratori di altri Stati membri.

Il trattato affronta anche il tema della politica commerciale della CECA nei confronti dei paesi terzi. Sebbene i governi degli Stati membri mantengano le proprie competenze, la Comunità dispone di alcune prerogative, tra cui la fissazione dei saggi massimi e minimi per i diritti doganali, la concessione delle licenze d'importazione e d'esportazione o il diritto ad essere informata in merito agli accordi commerciali riguardanti il carbone e l'acciaio.

La competenza dell'Alta Autorità prevale anche nei seguenti casi: i procedimenti di dumping, lo sfruttamento, da parte di imprese non soggette alla giurisdizione della Comunità, di condizioni di concorrenza contrarie alle disposizioni del trattato e un aumento significativo delle importazioni capace di arrecare un serio pregiudizio alla produzione comunitaria.

RISULTATI

Il bilancio della CECA è positivo. La Comunità ha saputo affrontare le proprie crisi, garantendo lo sviluppo equilibrato della produzione e la distribuzione delle risorse e favorendo le necessarie ristrutturazioni e riconversioni industriali. La produzione siderurgica si è quadruplicata rispetto agli anni '50 e l'acciaio è di qualità superiore, meno caro e più pulito. Da parte sua, l'industria del carbone ha assistito a una diminuzione della propria produzione e della manodopera; in compenso, essa ha raggiunto un elevato livello di sviluppo tecnologico, di sicurezza e di qualità ambientale. I regimi CECA di gestione sociale (prepensionamento, indennità transitorie, aiuti alla mobilità, formazione …) hanno svolto un ruolo particolarmente importante nelle situazioni di crisi.

SCADENZA DEL TRATTATO CECA

A cinquant'anni dalla sua entrata in vigore, il trattato è giunto a scadenza, come previsto, il 23 luglio 2002. Prima della sua abrogazione, il trattato è stato modificato a più riprese dai trattati successivi: trattato di fusione (Bruxelles 1965), trattati recanti modifiche a talune disposizioni finanziarie (1970 e 1975), trattato sulla Groenlandia (1984), trattato sull'Unione europea (TUE, Maastricht, 1992), atto unico europeo (1986), trattato di Amsterdam (1997), trattato di Nizza (2001) e i trattati di adesione (1972, 1979, 1985 e 1994).

In seguito ad un ampio dibattito, all'inizio degli anni '90 la scadenza del trattato è stata considerata come la soluzione migliore, rispetto al rinnovo o a una soluzione di compromesso. La Commissione ha quindi proposto una graduale integrazione dell'industria del carbone e dell'acciaio nel trattato che istituisce la Comunità europea, le cui norme si applicano a questi due settori a decorrere dall'abrogazione del trattato CECA.

Un protocollo relativo alle conseguenze finanziarie della scadenza del trattato CECA e al fondo di ricerca carbone e acciaio è allegato al trattato di Nizza. Tale protocollo prevede il trasferimento delle attività e passività della CECA alla Comunità europea. Il valore netto di tale patrimonio è destinato alla ricerca nei settori legati all'industria del carbone e dell'acciaio.
Alcune decisioni del febbraio 2003, contengono delle misure necessarie per l'attuazione delle disposizioni del protocollo, gli orientamenti finanziari e le disposizioni relative al fondo di ricerca carbone e acciaio.

MODIFICHE APPORTATE AL TRATTATO

Il trattato CECA è stato modificato dai seguenti trattati:

  • Trattato di Bruxelles, noto come « trattato di fusione » (1965)
    Questo trattato sostituisce i tre Consigli dei ministri (CEE, CECA e Euratom) da una parte e le due Commissioni (CEE, Euratom) e l'Alta Autorità (CECA) dall'altra con un Consiglio unico e una Commissione unica. A questa fusione amministrativa si aggiunge la creazione di un bilancio amministrativo unico.
  • Trattato recante modifica a talune disposizioni finanziarie (1970)
    Questo trattato sostituisce il sistema di finanziamento delle Comunità mediante i contributi degli Stati membri con il sistema delle risorse proprie. Inoltre, esso istituisce un bilancio unico per le Comunità.
  • Trattato recante modifica a talune disposizioni finanziarie (1975)
    Questo trattato conferisce al Parlamento europeo il diritto di respingere il bilancio e concedere il discarico alla Commissione per l'esecuzione dello stesso.
  • Trattato sulla Groenlandia (1984)
    Questo trattato mette fine all'applicazione dei trattati sul territorio della Groenlandia e istituisce delle relazioni speciali tra la Comunità europea e la Groenlandia, ispirate alle norme applicabili agli altri territori d'oltremare.
  • Atto unico europeo (1986)
    L' atto unico europeo rappresenta la prima grande riforma dei trattati. Esso estende il voto a maggioranza qualificata del Consiglio, rafforza il ruolo del Parlamento europeo (procedura di cooperazione) e allarga le competenze comunitarie. Inoltre, esso fissa l'obiettivo di realizzare il mercato interno entro il 1992.
  • Trattato sull'Unione europea, noto come « trattato di Maastricht » (1992)
    Il trattato di Maastricht riunisce sotto lo stesso ombrello l'Unione europea, le tre Comunità (Euratom, CECA, CEE) e le cooperazioni istituzionalizzate nei settori della politica estera, della difesa e della giustizia e affari interni. Esso ribattezza la CEE con la sigla CE. Inoltre, il trattato istituisce l'unione economica e monetaria, introduce nuove politiche comunitarie (istruzione, cultura) e sviluppa le competenze del Parlamento europeo (procedura di codecisione).
  • Trattato di Amsterdam (1997)
    Il trattato di Amsterdam rafforza le competenze dell'Unione attraverso la creazione di una politica comunitaria dell'occupazione, la comunitarizzazione di una parte delle competenze precedentemente attribuite al settore della giustizia e degli affari interni, le misure tese ad avvicinare l'Unione ai suoi cittadini e la possibilità di una cooperazione più stretta tra taluni Stati membri (cooperazione rafforzata). Esso estende inoltre la procedura di codecisione nonché il voto a maggioranza qualificata e opera una semplificazione e rinumerazione degli articoli dei trattati.
  • Trattato di Nizza (2001)
    Il trattato di Nizza è essenzialmente rivolto alle questioni lasciate in sospeso dal trattato di Amsterdam, ossia le questioni istituzionali legate all'allargamento e non risolte nel 1997. Le questioni sono le seguenti: la composizione della Commissione, la ponderazione dei voti in seno al Consiglio e l'estensione del voto a maggioranza qualificata. Il trattato semplifica il ricorso alla procedura di cooperazione rafforzata e accresce l'efficienza del sistema giurisdizionale.
  • Trattato di Lisbona (2007)
    Il trattato di Lisbona procede all’attuazione di vaste riforme. Esso pone fine alla Comunità europea, abolisce la precedente architettura dell’UE ed attua una nuova ripartizione delle competenze tra l’UE e Stati membri. Ha altresì modificato il funzionamento delle istituzioni europee e il processo decisionale. L’obiettivo è migliorare il processo decisionale in un’Unione allargata a 27 Stati membri. Il trattato di Lisbona riforma inoltre molte politiche interne ed esterne dell'UE. In particolare, esso consente alle istituzioni di legiferare e di adottare misure in nuovi settori politici.

Il trattato CECA è stato inoltre modificato dai seguenti trattati:

  • Trattato di adesione del Regno Unito, della Danimarca e dell'Irlanda (1972), che porta da sei a nove il numero degli Stati membri della Comunità europea.
  • Trattato di adesione della Grecia (1979).
  • Trattato di adesione della Spagna e del Portogallo (1985), che porta da 10 a 12 il numero degli Stati membri della Comunità europea.
  • Trattato di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia (1994), che porta a 15 il numero degli Stati membri della Comunità europea.
  • Trattato di adesione di Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia e Slovenia (2003), che porta da 15 a 25 il numero degli Stati membri della Comunità europea.
  • Trattato di adesione della Bulgaria e della Romania (2005), che porta da 25 a 27 il numero degli Stati membri della Comunità europea.

RIFERIMENTI

TrattatiData della firmaEntrata in vigoreGazzetta ufficiale

Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio

18.4.1951

23.7.1952 Scaduto il 23.7.2002

Non pubblicato

Trattato di fusione

8.4.1965

1.7.1967

GU 152 del 13.7.1967

Trattato che modifica talune disposizioni di bilancio

22.4.1970

1.1.1971

GU L 2 del 2.1.1971

Trattato che modifica talune disposizioni finanziarie

22.7.1975

1.6.1977

GU L 359 del 31.12.1977

Trattato sulla Groenlandia

13.3.1984

1.1.1985

GU L 29 del 1.2.1985

Atto unico europeo

28.2.1986

1.7.1987

GU L 169 del 29.6.1987

Trattato sull'Unione europea (trattato di Maastricht)

7.2.1992

1.11.1993

GU C 191 del 29.7.1992

Trattato di Amsterdam

2.10.1997

1.5.1999

GU C 340 del 10.11.1997

Trattato di Nizza

26.2.2001

1.2.2003

GU C 80 del 10.3.2001

Trattato di Lisbona

13.12.2007

1.12.2009

 GU C 306 del 17.12.2007

Trattati di adesioneData della firmaEntrata in vigoreGazzetta ufficiale

Trattato di adesione del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca

22.1.1972

1.1.1973

GU L 73 del 27.3.1972

Trattato di adesione della Grecia

28.5.1979

1.1.1981

GU L 291 del 19.11.1979

Trattato di adesione della Spagna e del Portogallo

12.6.1985

1.1.1986

GU L 302 del 15.11.1985

Trattato di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia

24.6.1994

1.1.1995

GU C 241 del 29.08.1994

Trattato di adesione dei dieci nuovi Stati membri

16.4.2003

1.5.2004

 GU L 236 del 23.9.2003

Trattato di adesione della Bulgaria e della Romania

25.4.2005

1.1.2007

 GU L 157 del 21.6.2005

Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione Europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione del testo della Costituzione.

Ultima modifica: 15.10.2010
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