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Il trattato di Lisbona: introduzione

Il trattato di Lisbona risponde alla necessità di riformare la struttura e il funzionamento dell’UE. Gli allargamenti successivi dell'UE hanno portato a 27 il numero di Stati membri. Era pertanto necessario adattare il funzionamento delle istituzioni e il processo decisionale europeo.

Il trattato di Lisbona ha inoltre permesso di riformare diverse politiche dell’UE. Esso ha quindi ridefinito e rafforzato le azioni intraprese a livello europeo.

CRONISTORIA

Un primo tentativo di riforma fu l’elaborazione del trattato che adotta una Costituzione per l'Europa. L'obiettivo era di sostituire i trattati istitutivi dell'UE con una Costituzione europea.

La Costituzione fu quindi firmata a Roma il 29 ottobre 2004. Prima di entrare in vigore doveva tuttavia essere ratificata da tutti gli Stati membri. Il processo di ratifica si è però rivelato un fallimento in parecchi degli Stati membri.

Il 23 luglio 2007 è stata convocata una nuova conferenza intergovernativa a Lisbona per trovare un'alternativa al trattato costituzionale e compiere le riforme. L'idea di una Costituzione europea è allora stata abbandonata e sono state avviate nuove negoziazioni al fine di elaborare un trattato modificativo.

Il 13 dicembre 2007 i 27 capi di Stato e di governo dell’UE hanno firmato a Lisbona il nuovo trattato modificativo. Il trattato di Lisbona entra in vigore il 1º dicembre 2009, dopo essere stato ratificato da tutti gli Stati membri secondo le rispettive norme costituzionali.

LE DIFFERENZE CON IL TRATTTO CHE ADOTTA UNA COSTITUZIONE PER L'EUROPA

Il trattato di Lisbona si ispira al trattato costituzionale. La maggior parte delle riforme istituzionali e politiche previste dalla Costituzione sono riprese dal trattato di Lisbona, ma presentate in forma diversa.

Infatti, il trattato costituzionale doveva abrogare i trattati istitutivi dell'UE e sostituirli con un testo unico: la Costituzione per l'Europa. Per contro, il trattato di Lisbona non sostituisce i trattati istitutivi, ma li modifica soltanto, come avevano già fatto in passato i trattati di Amsterdam e di Nizza. Il trattato di Lisbona si presenta quindi come una serie di modifiche apportate ai trattati istitutivi.

Tale cambiamento formale non ha conseguenze sul piano giuridico, ma è fortemente simbolico e politico. L’idea di una costituzionalizzazione dell'Europa è abbandonata e il diritto europeo continua ad essere regolato da trattati internazionali.

L’UE è quindi ancora basata su due trattati istitutivi: il trattato sull'UE e il trattato che istituisce la Comunità europea. Il trattato che istituisce la Comunità europea è tuttavia ribattezzato «trattato sul funzionamento dell'UE».

LE MODIFICHE APPORTATE DAL TRATTATO DI LISBONA

Il trattato di Lisbona:

  • riforma le istituzioni e migliora il processo decisionale dell'UE;
  • rafforza la dimensione democratica dell’UE;
  • riforma le politiche interne dell’UE;
  • rafforza la politica esterna dell’UE.

Questioni istituzionali

La riforma delle istituzioni dell’UE era necessaria per via dell’aumento del numero di Stati membri. Il trattato di Lisbona modifica quindi le regole riguardanti la composizione della Commissione, del Parlamento europeo, del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo.

Inoltre, il trattato di Lisbona riforma il processo decisionale in seno al Consiglio. Infatti, esso sopprime il vecchio sistema della ponderazione dei voti e procede a una nuova definizione della maggioranza qualificata per la votazione delle decisioni.

Il trattato di Lisbona crea inoltre due nuove funzioni nell'architettura istituzionale dell’UE:

Inoltre, il trattato di Lisbona s'impegna a chiarire e migliorare il funzionamento dell’UE. Esso abolisce la vecchia struttura a pilastri e procede a una nuova ripartizione delle competenze tra l'UE e gli Stati membri. Il trattato di Lisbona semplifica inoltre le procedure legislative e la tipologia degli atti giuridici adottati nell’UE.

Inoltre, il trattato di Lisbona conferisce una maggiore flessibilità al funzionamento dell'UE. Esso istituisce diverse clausole istituzionali volte ad agevolare la costruzione europea in determinati settori politici. È facilitata anche la messa in atto di cooperazioni rafforzate tra gli Stati membri.

Il rafforzamento della democrazia europea

Uno degli obiettivi del trattato di Lisbona è rafforzare la democrazia europea, soprattutto al fine di migliorare la legittimità delle decisioni e ravvicinare l’UE ai suoi cittadini. Sono quindi considerevolmente rafforzati i poteri del Parlamento europeo . Il trattato di Lisbona attribuisce altresì un ruolo più importante ai parlamenti nazionali in seno all’UE.

Il trattato di Lisbona crea inoltre il diritto d’iniziativa dei cittadini, che permette ai cittadini di partecipare più attivamente alla costruzione dell'Europa.

Le politiche interne dell’UE

Uno dei cambiamenti più importanti riguarda lo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia. Infatti, il trattato di Lisbona rafforza le competenze dell'UE per:

  • il controllo alle frontiere, l'asilo e l'immigrazione;
  • la cooperazione giudiziaria in materia civile;
  • la cooperazione giudiziaria in materia penale;
  • la cooperazione di polizia.

Inoltre, il trattato di Lisbona chiarisce le competenze dell’UE per le politiche economiche, sociali e dell'energia. Esso fissa altresì il nuovo obiettivo della creazione di uno spazio europeo della ricerca.

La politica esterna dell’UE

L’azione dell’UE sul piano internazionale è rafforzata. Il trattato di Lisbona conferisce soprattutto una maggiore coerenza e visibilità alla politica estera e di sicurezza comune dell’UE. L’UE acquista così la personalità giuridica necessaria per negoziare ed essere parte contraente nei trattati internazionali. Inoltre, sulla scena mondiale, l’UE è d'ora in avanti rappresentata dall'alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Inoltre, la politica di sicurezza e di difesa comune è d'ora in avanti oggetto di una sezione in seno ai trattati istitutivi. Gli obiettivi a lungo termine sono volti ad attuare una difesa europea comune.

Ultima modifica: 14.07.2010
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