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Politica economica e monetaria

INTRODUZIONE

Il trattato di Lisbona rafforza il ruolo della Commissione nella politica economica dell’Unione europea (UE) conferendole un maggior potere di sorveglianza per assicurare il rispetto delle prescrizioni europee da parte degli Stati membri.

Il trattato di Lisbona migliora la governance economica dell’UE rafforzando in particolare la politica monetaria dell’UE.

Va ricordato, infatti, che la politica economica dell’UE prevede la convergenza delle politiche economiche degli Stati membri verso alcuni obiettivi comuni e comporta anche la definizione di una politica monetaria comune a tutti gli Stati membri, con l’obiettivo principale di mantenere i prezzi stabili.

Inoltre, gli Stati membri che fanno parte della zona euro, cioè quelli che hanno adottato l’euro come moneta unica, portano avanti parallelamente una politica monetaria più approfondita e specifica per l’euro.

POLITICA ECONOMICA

La politica economica dell’UE si fonda su due tipi di impegni presi dagli Stati membri:

  • gli orientamenti di massima per le politiche economiche, che prendono la forma di raccomandazioni adottate dal Consiglio e hanno lo scopo di armonizzare le politiche economiche degli Stati membri per raggiungere obiettivi comuni;
  • il patto di stabilità e di crescita, il cui obiettivo è controllare i deficit pubblici degli Stati membri. Questi ultimi devono rispettare anche i valori massimi previsti per il debito pubblico e il deficit delle amministrazioni pubbliche.

Il rispetto degli orientamenti di massima per le politiche economiche e delle soglie dei disavanzi pubblici sono sottoposti alla sorveglianza effettuata dalla Commissione e dal Consiglio. Il trattato di Lisbona rafforza ulteriormente il ruolo della Commissione nell’esercizio di tale sorveglianza ed essa, ora, può rivolgere direttamente degli avvertimenti agli Stati membri, se ritiene che essi non abbiano rispettato gli impegni presi. In passato, la Commissione poteva solamente presentare una richiesta di questo tipo al Consiglio.

Quando la Commissione rivolge un avvertimento ad uno Stato membro, il Consiglio può successivamente adottare una raccomandazione nei confronti di questo Stato. A questo proposito, il trattato di Lisbona precisa che:

  • lo Stato membro non potrà più partecipare al voto su una raccomandazione di cui potrebbe essere il destinatario;
  • se lo Stato membro in questione fa parte della zona euro, solamente gli Stati membri della zona euro potranno partecipare al voto sull’eventuale raccomandazione.

POLITICA MONETARIA

Il trattato di Lisbona non introduce grandi cambiamenti relativi alla politica monetaria comune a tutti gli Stati membri.

L’innovazione principale riguarda il riconoscimento della Banca centrale europea (BCE) come istituzione dell’UE.

Sono stati però rafforzati i poteri del Parlamento europeo relativi alla modifica degli statuti della BCE. Tale modifica rientrerà d’ora in poi nell’ambito della procedura legislativa ordinaria.

POLITICA MONETARIA SPECIFICA PER GLI STATI MEMBRI CHE HANNO COME MONETA L’EURO

Il trattato di Lisbona introduce cambiamenti più significativi relativi alla politica monetaria della zona euro.

Innanzitutto, il trattato di Lisbona conferma la competenza esclusiva dell’UE in materia di politica monetaria per gli Stati membri che hanno adottato l’euro (articolo 3 del trattato sul funzionamento dell’UE).

Il trattato di Lisbona sancisce poi, per la prima volta, l’esistenza dell’Eurogruppo, cioè delle riunioni informali dei ministri delle finanze della zona euro. Lo scopo dell’Eurogruppo è potenziare la crescita della zona euro attraverso una cooperazione più stretta tra gli Stati membri.

Gli Stati membri della zona euro acquisiscono poi autonomia decisionale per alcune misure che li riguardano direttamente. Infatti, l’articolo 136 del trattato sul funzionamento dell’UE specifica che soltanto gli Stati della zona euro possono prendere parte al voto sulle misure che hanno come obiettivo:

  • il coordinamento e la vigilanza della disciplina di bilancio degli Stati membri che hanno adottato come moneta l’euro;
  • l’elaborazione di orientamenti delle politiche economiche specifiche per l’euro e compatibili con gli orientamenti di massima per le politiche economiche.

Infine, il trattato di Lisbona offre agli Stati membri che hanno adottato l’euro la possibilità di costituire una rappresentanza unificata della zona euro nell’ambito delle istituzioni finanziarie internazionali. Inoltre, gli Stati membri della zona euro saranno i soli a poter votare sulle posizioni che l’UE adotterà in ambito internazionale sulle questioni collegate all’unione economica e monetaria.

Il presente documento di sintesi, diffuso a titolo informativo, non è inteso a interpretare né sostituire il documento di riferimento, che costituisce l'unica base giuridica vincolante.

Ultima modifica: 18.06.2010
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