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Politica estera e di sicurezza comune

INTRODUZIONE

Il trattato di Lisbona mira a rafforzare il ruolo dell'Unione europea (UE) sul piano internazionale. Le riforme introdotte dal trattato hanno quindi l'obiettivo di migliorare la coerenza e dare più visibilità alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell'UE.

A tal fine, il trattato di Lisbona introduce due importanti novità:

Oltre a queste due novità, il trattato di Lisbona prevede altre modifiche minori, in particolare per quanto riguarda le modalità di attuazione della PESC.

L’ELIMINAZIONE DEL 2° PILASTRO DELL'UE

La PESC costituiva in precedenza il 2° pilastro della precedente struttura dell'UE. Era retto dalla cooperazione intergovernativa all'interno della quale le decisioni erano adottate principalmente all'unanimità dal Consiglio o dal Consiglio europeo.

Il trattato di Lisbona riforma la precedente struttura dell'UE eliminando la distinzione fra i tre pilastri (scheda « ripartizione delle competenze »). La fusione dei pilastri, tuttavia, non ha alcun impatto sul processo decisionale in materia di PESC. I ruoli predominanti del Consiglio europeo e del Consiglio dell'UE sono mantenuti, insieme al principio dell'unanimità.

Inoltre, la fusione dei pilastri porta con sé la scomparsa della Comunità europea che viene sostituita dall'UE. Di conseguenza, l'Unione europea viene dotata di personalità giuridica, che in precedenza era attributo della sola Comunità europea. Tale personalità giuridica conferisce all'UE nuovi diritti a livello internazionale. Oggi l'Unione europea è, per esempio, in grado di concludere accordi internazionali e di aderire ad organizzazioni o convenzioni internazionali.

GLI STRUMENTI DELLA PESC

Il trattato di Lisbona modifica i tipi di atti adottati nel settore della PESC. Sono stati sostituiti i precedenti strumenti quali le strategie comuni, le posizioni comuni e le azioni comuni. Oggi il Consiglio europeo e il Consiglio dell'UE adottano unicamente decisioni relative a:

  • gli interessi e gli obiettivi strategici dell'Unione;
  • le azioni che l'Unione deve intraprendere;
  • le posizioni che l'Unione deve assumere;
  • le modalità di attuazione delle azioni e delle posizioni dell'Unione.

Si ricorda che nessun atto legislativo può essere adottato nel settore della PESC.

IL PROCESSO DECISIONALE

Il trattato di Lisbona non apporta sostanziali modifiche al processo decisionale nel settore della PESC. Pertanto, il Consiglio europeo è l'istituzione responsabile di definire gli orientamenti generali e le strategie dell'UE. Su questa base, il Consiglio dell'UE è quindi responsabile per l'elaborazione e l'attuazione delle misure di applicazione.

Per quanto riguarda la PESC, gli Stati membri e l'alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza possiedono un diritto di iniziativa. L'alto rappresentante esercita tale diritto con il sostegno della Commissione. Inoltre, l'alto rappresentante deve informare e consultare regolarmente il Parlamento europeo sull'attuazione della PESC. In particolare provvede affinché le opinioni del Parlamento siano debitamente prese in considerazione.

Inoltre, l'unanimità rimane la regola generale per l'adozione delle decisioni del Consiglio e del Consiglio europeo per quanto riguarda la PESC. Tuttavia, il trattato di Lisbona introduce una specifica clausola passerella applicabile a tutta la PESC, fatte salve le decisioni con implicazioni militari o adottate nel settore della difesa. Grazie a questa clausola passerella, il Consiglio europeo può autorizzare il Consiglio a deliberare a maggioranza qualificata per l'adozione di talune misure.

Inoltre, l'articolo 31 del trattato UE prevede altre quattro eccezioni in cui il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.

IL RUOLO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA

Il trattato di Lisbona mantiene l'incompetenza di principio della Corte di giustizia nel settore della PESC (articolo 24 del trattato sull'UE). Tuttavia, esso prevede due eccezioni in cui la Corte può esercitare un controllo giurisdizionale:

  • il controllo della legittimità delle misure restrittive adottate dall'Unione nei confronti di persone fisiche o giuridiche (articolo 275 del trattato sul funzionamento dell'UE);
  • il controllo previsto all'articolo 40 del trattato sull'UE e relativo al rispetto delle attribuzioni delle istituzioni europee relativamente all'attuazione della PESC.

Inoltre, l'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede che possa essere richiesto un parere della Corte di giustizia sulla compatibilità di un accordo internazionale con i trattati istitutivi dell'UE.

IL FINANZIAMENTO DELLA PESC

Il trattato di Lisbona non modifica quanto previsto per il finanziamento delle spese legate alla PESC: le spese con implicazioni militari o che rientrano nel settore della difesa sono finanziate dagli Stati membri; tutte le altre spese sono finanziate dal bilancio dell'UE.

Tuttavia, il trattato di Lisbona introduce due nuovi meccanismi per assicurare il finanziamento tempestivo degli interventi più urgenti:

  • gli interventi urgenti che dipendono dal bilancio dell'Unione beneficeranno di procedure di finanziamento rapido, le cui modalità saranno stabilite dal Consiglio;
  • gli interventi urgenti che dipendono dal finanziamento degli Stati membri beneficeranno invece di un fondo iniziale, costituito da contributi degli Stati membri.
Ultima modifica: 26.04.2010
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