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Rafforzare la democrazia europea

INTRODUZIONE

Il trattato di Lisbona riporta il cittadino al centro dell’Unione europea (UE) e delle sue istituzioni. Punta a rilanciare l’interesse del cittadino per l’UE e per i suoi obiettivi che a volte sembrano troppo distanti. Uno degli obiettivi del trattato di Lisbona è anche promuovere una democrazia europea che offra ai cittadini l’opportunità di interessarsi e partecipare al funzionamento e allo sviluppo dell’UE.

Per raggiungere tale obiettivo è necessario riconoscere meglio la cittadinanza europea nei trattati istitutivi dell’UE. Il trattato di Lisbona cerca anche di semplificare e chiarire il funzionamento dell’Unione per renderla più comprensibile e quindi più accessibile ai cittadini. Infine il trattato di Lisbona rafforza la rappresentatività e la partecipazione del cittadino nel processo europeo. La creazione di un’iniziativa dei cittadini costituisce una delle principali innovazioni.

UN MAGGIORE RICONOSCIMENTO DEI CITTADINI NEI TRATTATI

Il trattato di Lisbona introduce un nuovo articolo nel quale riconosce pienamente la cittadinanza europea. Infatti l’articolo 10 del trattato sull’UE precisa che i cittadini sono direttamente rappresentati a livello istituzionale dal Parlamento europeo. Lo stesso articolo aggiunge che tale democrazia rappresentativa è uno dei fondamenti dell’UE. Tale riconoscimento non comporta nuovi diritti per i cittadini ma ha un forte valore simbolico perché sancisce il principio di cittadinanza nei trattati istitutivi.

L’articolo 10 stabilisce anche il principio di prossimità, secondo il quale le decisioni devono essere prese nella maniera il più possibile vicina ai cittadini. Tale principio trova applicazione soprattutto nell’attuazione delle competenze in seno all’UE che deve coinvolgere nel modo più efficace possibile le amministrazioni nazionali e locali per avvicinare l’UE ai suoi cittadini.

UN’UNIONE EUROPEA PIÙ ACCESSIBILE AI CITTADINI

L’UE offre spesso l’immagine di una costruzione dall’architettura e dai processi complessi. Il trattato di Lisbona chiarisce il funzionamento dell’UE per permettere ai suoi cittadini di capirla meglio. La moltitudine di procedure legislative lascia il posto a una procedura di diritto comune e a procedure legislative dettagliate caso per caso. Anche la vecchia struttura a pilastri è stata eliminata e sostituita da una suddivisione delle competenze chiara e precisa in seno all’UE.

Nella stessa ottica il trattato di Lisbona migliora la trasparenza dei lavori in seno all’UE e dunque estende al Consiglio il principio dell’accesso del pubblico alle informazioni sui dibattiti, già applicato al Parlamento europeo. Questa maggiore trasparenza permetterà ai cittadini di essere più informati sui dibattiti legislativi.

UNA RAPPRESENTATIVITÀ RAFFORZATA A LIVELLO ISTITUZIONALE

il trattato di Lisbona rafforza notevolmente i poteri del Parlamento europeo (si veda la scheda Parlamento europeo). I cambiamenti più importanti sono:

  • il rafforzamento del potere legislativo: la procedura legislativa ordinaria, nel cui ambito il Parlamento dispone degli stessi poteri del Consiglio, viene estesa a nuovi settori politici;
  • un ruolo maggiore a livello internazionale: il Parlamento deve approvare gli accordi internazionali nei settori in cui si applica la procedura legislativa ordinaria;
  • il rafforzamento del potere di bilancio: oggi il Parlamento si trova allo stesso livello del Consiglio nell’ambito della procedura d’adozione del bilancio annuale dell’UE.

Il trattato di Lisbona aumenta però il ruolo dei parlamenti nazionali nell’UE (si veda la scheda parlamenti nazionali). Anche questi ultimi infatti possono difendere la voce dei cittadini in seno all’UE. Nello specifico hanno il compito di vigilare affinché il principio di sussidiarietà sia applicato correttamente, a tale titolo possono intervenire nella procedura legislativa ordinaria e possono adire la Corte di giustizia dell’Unione europea.

UNA MAGGIORE PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI AL PROCESSO DECISIONALE

Il trattato di Lisbona istituisce per la prima volta un diritto di iniziativa dei cittadini, introdotto nell’articolo 11 del trattato sull’UE: cittadini europei in numero di almeno un milione possono invitare la Commissione a presentare una proposta relativa a una materia specifica. Tale disposizione rispecchia la volontà dell’UE di coinvolgere i cittadini nei progetti europei e nella presa di decisioni che li riguardano.

Tale diritto è subordinato a numerose condizioni. La soglia minima di un milione di cittadini può sembrare impressionante di primo acchito, ma è relativamente facile da raggiungere su una popolazione europea di quasi mezzo miliardo di abitanti e grazie alle nuove tecnologie in materia di comunicazione. L’articolo 11 precisa inoltre che i cittadini firmatari devono appartenere ad un numero significativo di Stati membri per evitare principalmente che si difendano interessi essenzialmente nazionali.

Il diritto d’iniziativa dei cittadini non toglie alla Commissione europea il monopolio dell’iniziativa. Se l’iniziativa porta a una proposta scritta, il Consiglio e il Parlamento europeo adotteranno l’atto secondo la procedura legislativa ordinaria o una procedura legislativa speciale.

Ultima modifica: 26.03.2010
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