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Ripartizione delle competenze in seno all’Unione europea

INTRODUZIONE

Il trattato di Lisbona chiarisce la ripartizione delle competenze tra l’Unione europea (UE) e gli Stati membri e lo fa introducendo per la prima volta nei trattati istitutivi, una classificazione precisa che distingue tre competenze principali: le competenze esclusive, le competenze concorrenti e le competenze di sostegno.

Tale chiarimento non comporta alcun rilevante trasferimento di competenze, ma la riforma è importante e necessaria al buon funzionamento dell’UE. Nel passato si sono verificati spesso conflitti sulle competenze tra l’UE e gli Stati membri. Oggi i confini tra le competenze di ciascuno sono stabiliti con chiarezza. Inoltre questa trasparenza facilita l’applicazione dei principi fondamentali relativi al controllo e all’esercizio di tali competenze.

ELIMINAZIONE DEI PILASTRI DELL’UE

Uno dei cambiamenti più rilevanti che emergono dal trattato di Lisbona riguarda l’eliminazione della struttura a tre pilastri dell’UE. I pilastri erano:

  • la Comunità europea;
  • la politica estera e di sicurezza comune (PESC);
  • la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale.

All’interno di questa struttura si sovrapponevano vari tipi di competenze. Gli atti adottati nell’ambito del primo pilastro erano conformi alle procedure legislative dell’UE, mentre gli altri due pilastri si basavano su una cooperazione intergovernativa tra Stati membri.

Il trattato di Lisbona pone fina a questa complessa architettura. La Comunità europea scompare e viene sostituita dall’UE che si dota di procedure legislative che le permettono di esercitare pienamente le competenze assegnate. Inoltre l’UE acquisisce la personalità giuridica precedentemente riservata alla vecchia Comunità e può dunque concludere trattati nei settori in cui ha la competenza.

I TRE GRANDI TIPI DI COMPETENZE

Il trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE) stabilisce tre tipi di competenze e per ciascuno compila un elenco non esauriente dei settori interessati:

  • le competenze esclusive (articolo 3 del TFUE): solo l’UE può legiferare e adottare atti vincolanti in questi settori, il ruolo degli Stati membri è quindi soltanto quello di dare applicazione a questi atti, a meno che l’Unione non li autorizzi ad adottare autonomamente taluni atti;
  • le competenze concorrenti (articolo 4 del TFUE): l’UE e gli Stati membri possono adottare atti vincolanti in tali settori. Tuttavia gli Stati membri possono esercitare la loro competenza soltanto nella misura in cui l’UE non ha o ha deciso di non esercitare la propria;
  • le competenze di sostegno (articolo 6 del TFUE): l’UE può solamente sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri. L’Unione non dispone dunque di potere legislativo in questi settori e non può interferire nell’esercizio delle competenze riservate agli Stati membri.

COMPETENZE PARTICOLARI

L’UE dispone di competenze specifiche in alcuni settori

  • il coordinamento delle politiche economiche e occupazionali (articolo 5 del TFUE): l’UE dispone di una competenza per assicurare le modalità di tale coordinamento. Deve altresì definire gli orientamenti rivolti agli Stati membri;
  • la PESC (articolo 24 del trattato sull’UE): l’UE dispone di una competenza relativa a tutti i settori collegati alla PESC. Definisce e attua detta politica anche per il tramite del presidente del Consiglio europeo e dell’ alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politca di sicurezza, i cui rispettivi ruoli e status sono riconosciuti dal trattato di Lisbona. Ciò nonostante l’UE non può in nessun caso adottare atti legislativi in questo settore. Inoltre la Corte europea di giustizia non ha la competenza per deliberare in questo settore;
  • la clausola di flessibilità (articolo 352 del TFUE): questa clausola permette all’UE di andare al di là del potere d’azione che le è attribuito dai trattati, se necessario per raggiungere l’obiettivo prefissato. Tale clausola è regolata da una procedura rigida e da talune restrizioni relative alla sua applicazione.

L’ESERCIZIO DELLE COMPETENZE

L’esercizio delle competenze dell’Unione è subordinato a tre principi fondamentali enunciati nell’articolo 5 del trattato sull’UE. La delimitazione delle competenze dell’UE facilita considerevolmente la buona applicazione di tali principi:

  • il principio di attribuzione: l’Unione dispone soltanto delle competenze che le sono attribuite dai trattati;
  • il principio di proporzionalità: l’esercizio delle competenze dell’UE si limita a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati;
  • il principio di sussidiarietà: nel caso delle competenze concorrenti, l’UE può intervenire solamente se è in grado di agire in modo più efficace rispetto agli Stati membri;

TRASFERIMENTO DI COMPETENZE

L’attuale ripartizione delle competenze tra l’UE e gli Stati membri non è fissa, ma la riduzione o l’ampliamento delle competenze dell’UE è un tema delicato che richiede l’accordo di tutti gli Stati membri e una revisione dei trattati.

Ultima modifica: 23.03.2010
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