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Clausole passerella, clausole con «freno di emergenza» e clausole di accelerazione

INTRODUZIONE

Il trattato di Lisbona ha esteso la procedura legislativa ordinaria e il voto a maggioranza qualificata a numerosi settori politici. Lo scopo è contribuire alla costruzione europea agevolando il processo decisionale: nella procedura legislativa ordinaria gli Stati membri non dispongono del diritto di veto e così le possibilità di trovare un accordo aumentano.

Gli Stati membri, però, sono poco disposti ad abbandonare una parte del loro potere di opposizione in alcuni settori politici. Si tratta dei settori considerati come i più «sensibili», ovvero quelli in cui conta il peso delle sovranità nazionali, come nel caso della politica estera, dell’immigrazione e della giustizia. In questi settori sono stati conservati, nella maggior parte dei casi, una procedura legislativa speciale o il voto all’unanimità.

Oltre a ciò, il trattato di Lisbona ammorbidisce questa rigidità procedurale con l’introduzione di numerosi tipi di clausole istituzionali. Queste clausole propongono meccanismi istituzionali diversi ma puntano verso un obiettivo comune: facilitare la costruzione europea nei settori «sensibili», se così vogliono gli Stati membri.

Quindi, il trattato di Lisbona introduce tre tipi di clausole:

  • le clausole «passerella»;
  • le clausole con «freno d’emergenza»;
  • le clausole «di accelerazione».

LE CLAUSOLE PASSERELLA

Le clausole passerella consentono di discostarsi dalla procedura legislativa prevista inizialmente dai trattati. Esse consentono nel dettaglio e a certe condizioni:

  • di «passare» da una procedura legislativa speciale alla procedura legislativa ordinaria per l’adozione di un atto in un determinato settore;
  • di «passare» da un voto all’unanimità ad un voto a maggioranza qualificata per l’adozione di un atto in un determinato settore.

L’attivazione di una clausola passerella dipende sempre da una decisione adottata all’unanimità dal Consiglio o dal Consiglio europeo. Quindi, in tutti i casi, tutti gli Stati membri devono essere d’accordo prima di attivare una clausola di questo tipo.

Inoltre, l’articolo 48 del trattato sull’Unione europea introduce una clausola passerella generale applicabile a tutte le politiche europee (vedi scheda «revisione dei trattati»). Esistono poi altre sei clausole passerella specifiche per alcune politiche europee e che presentano alcune particolarità procedurali (vedi scheda «procedure legislative»).

LE CLAUSOLE CON FRENO DI EMERGENZA

Le clausole con freno di emergenza riguardano tre settori:

  • le misure di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale dei lavoratori migranti (articolo 48 del trattato sul funzionamento dell’UE);
  • la cooperazione giudiziaria in materia penale (articolo 82 del trattato sul funzionamento dell’UE);
  • la fissazione di norme comuni per alcuni reati (articolo 83 del trattato sul funzionamento dell’UE).

Le clausole con freno di emergenza sono state ideate per consentire l’applicazione della procedura legislativa ordinaria in questi tre settori. La procedura legislativa ordinaria viene, quindi, mitigata con un meccanismo di freno: se uno Stato membro ritiene che i principi fondamentali del suo sistema di sicurezza sociale o del suo sistema di giustizia penale siano minacciati dal progetto legislativo in corso di adozione, può chiedere che il Consiglio europeo sia investito della questione. In tale caso, la procedura viene sospesa e il Consiglio europeo può:

  • rinviare il progetto al Consiglio che porta avanti la procedura tenendo in considerazione le osservazioni formulate;
  • oppure mettere fine definitivamente alla procedura e chiedere, all’occorrenza, una nuova proposta della Commissione.

Quindi, il vantaggio della clausola con freno di emergenza non sta tanto nel meccanismo proposto, ma piuttosto nel fatto che consente di estendere la procedura legislativa ordinaria ai settori politici interessati. Infatti, l’introduzione di tale meccanismo nel processo decisionale ha consentito di convincere gli Stati membri più recalcitranti ad applicare la procedura legislativa ordinaria ad alcune politiche per le quali fino ad allora valeva la regola del voto all’unanimità.

LE CLAUSOLE DI ACCELERAZIONE

Queste clausole «accelerano» la costruzione europea tra alcuni Stati membri poiché agevolano la realizzazione di cooperazioni rafforzate in determinati settori.

Le clausole di accelerazione permettono infatti di discostarsi dalla procedura di avvio delle cooperazioni rafforzate. Grazie a queste clausole, dunque, una cooperazione rafforzata si considera accordata se raggruppa almeno nove Stati membri. Il Consiglio, il Parlamento e la Commissione sono semplicemente informati in merito alla volontà degli Stati partecipanti di instaurare una cooperazione rafforzata.

Queste clausole riguardano quattro ambiti:

  • la cooperazione giudiziaria in materia penale (articolo 82 del trattato sul funzionamento dell’UE);
  • la promulgazione di norme comuni per alcuni reati (articolo 83 del trattato sul funzionamento dell’UE);
  • l’istituzione di una procura europea (articolo 86 del trattato sul funzionamento dell’UE);
  • la cooperazione di polizia (articolo 87 del trattato sul funzionamento dell’UE).

Occorre sottolineare che le clausole di accelerazione riguardanti la cooperazione e i reati in ambito penale derivano direttamente dall’attivazione delle clausole con freno di emergenza esistenti per questi due settori. Infatti, quando la clausola con freno di emergenza viene attivata e blocca la procedura legislativa, gli Stati che lo desiderano possono ricorrere alla clausola di accelerazione. Così facendo, possono portare avanti e completare la procedura legislativa tra di loro, nell’ambito di una cooperazione rafforzata.

Il presente documento di sintesi, diffuso a titolo informativo, non è inteso a interpretare né sostituire il documento di riferimento, che costituisce l'unica base giuridica vincolante.

Ultima modifica: 19.03.2010
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