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Estensione del voto a maggioranza qualificata e della procedura legislativa ordinaria

INTRODUZIONE

Il trattato di Lisbona mira a modernizzare e migliorare il processo decisionale dell'Unione europea (UE). In un’Unione allargata a 27 Stati membri l’unanimità è più difficile da raggiungere e i rischi di blocco diventano più elevati. Il trattato di Lisbona estende quindi il voto a maggioranza qualificata a vari nuovi settori politici. Il suo obiettivo è contribuire alla costruzione europea facilitando il processo decisionale sul piano delle istituzioni.

Il trattato di Lisbona estende il voto a maggioranza qualificata a diverse disposizioni del trattato UE e del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE):

  • direttamente, precisando i casi in cui il Consiglio europeo o il Consiglio deliberano a maggioranza qualificata;
  • indirettamente, estendendo la procedura legislativa ordinaria a nuovi settori.

Sempre nell’intento di migliorare il processo decisionale, il trattato di Lisbona apporta inoltre modifiche alla definizione stessa di maggioranza qualificata.

DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI

In seguito alla riforma istituzionale del trattato di Lisbona, il Consiglio europeo delibera ormai a maggioranza qualificata per:

  • l’elezione del presidente del Consiglio europeo (articolo 15 del trattato UE);
  • l’adozione della decisione che fissa l’elenco delle formazioni del Consiglio (articolo 16 del trattato UE);
  • la nomina dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (articolo 18 del trattato UE);
  • l’adozione della decisione sulla presidenza del Consiglio (articolo 236 del TFUE);
  • la nomina del presidente, del vicepresidente e dei membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea (articolo 283 del TFUE).

Anche il Consiglio delibera ormai a maggioranza qualificata per le decisioni riguardanti:

  • la modifica degli statuti della Corte di giustizia dell’Unione europea e la creazione dei tribunali specializzati (articolo 257 e 281 del TFUE);
  • l’approvazione di un accordo di recesso concluso tra uno Stato membro e l'UE (articolo 50 del trattato UE);
  • la definizione delle regole e dei principi relativi alle competenze di esecuzione della Commissione (articolo 291 del TFUE).

SPAZIO DI LIBERTÀ, SICUREZZA E GIUSTIZIA

Il trattato di Lisbona contribuisce in maniera significativa a rafforzare lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia dell’UE. Le misure prese in questo ambito venivano generalmente adottate all’unanimità dal Consiglio. La procedura legislativa ordinaria si applica ormai a molte di queste misure. L’obiettivo è democratizzare l’azione dell’UE in questo settore e rafforzarne la legittimità attraverso l’intervento del Parlamento europeo e l’estensione del voto a maggioranza qualificata. La procedura legislativa ordinaria si applica ormai alle misure riguardanti:

  • le politiche sul controllo alle frontiere e sull’immigrazione (articolo 77, 78 e 79 del TFUE);
  • la cooperazione giudiziaria in materia civile (articolo 81 del TFUE);
  • la cooperazione di polizia (articolo 87 e 88 del TFUE);
  • la cooperazione giudiziaria in materia penale (articolo 82, 83, 84 e 85 del TFUE); la votazione a maggioranza qualificata ha potuto essere estesa agli articoli 82 e 83 grazie alle due cosiddette clausole di «freno di emergenza»: uno Stato membro può fare appello al Consiglio europeo qualora ritenga che gli aspetti fondamentali del suo ordinamento giuridico siano minacciati. La procedura legislativa è quindi sospesa finché il Consiglio europeo non chiede alla Commissione una nuova proposta o non decide di riprendere la procedura tenendo conto delle osservazioni.

POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE (PESC)

Per le decisioni riguardanti il settore della PESC il voto all’unanimità rimane la regola di principio. L’articolo 31 del trattato UE prevede tuttavia quattro eccezioni a questa regola: il Consiglio adotta a maggioranza qualificata:

  • le decisioni che definiscono un’azione o una posizione dell’Unione sulla base di una decisione del Consiglio europeo;
  • le decisioni che definiscono un’azione o una posizione dell’Unione su proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza;
  • le decisioni che attuano una decisione che definisce un’azione o una posizione dell’Unione nel settore della PESC;
  • la nomina di un rappresentante speciale su proposta dell’alto rappresentante.

Il trattato di Lisbona introduce inoltre una clausola passerella specifica per permettere al Consiglio di deliberare a maggioranza qualificata su altri tipi di decisione. Il Consiglio europeo deve preventivamente adottare all’unanimità una decisione che autorizzi questa estensione del campo d’applicazione della maggioranza qualificata.

Il trattato di Lisbona crea inoltre due nuovi strumenti le cui modalità di funzionamento sono fissate dal Consiglio a maggioranza qualificata:

  • il fondo iniziale PESC (articolo 41 del trattato UE);
  • l'Agenzia europea per la difesa (articolo 45 del trattato UE).

Può inoltre essere organizzata una cooperazione strutturata permanente tra gli Stati membri che dispongono di forti capacità militari. Il Consiglio adotta quindi a maggioranza qualificata una decisione che stabilisce le modalità di tale cooperazione (articolo 46 del trattato UE).

ALTRI SETTORI POLITICI

La maggior parte delle politiche europee è interessata dall’estensione del voto a maggioranza qualificata. Pertanto, la procedura legislativa ordinaria si applica ormai ai settori seguenti:

  • la libera circolazione dei lavoratori (articolo 48 del TFUE); è stata introdotta una clausola di «freno di emergenza» per estendere la maggioranza qualificata a questo settore. Il principio è analogo a quello previsto dalle due clausole di «freno di emergenza» per lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia: la procedura legislativa può essere sospesa qualora uno Stato membro ritenga che il suo sistema di sicurezza sociale sia minacciato;
  • i trasporti (articolo 91 del TFUE);
  • il ravvicinamento delle legislazioni (articolo 118 del TFUE);
  • la politica monetaria (articolo 129 e 133 del TFUE);
  • l’istruzione, la formazione professionale e lo sport (articolo 165 del TFUE);
  • la cultura (articolo 167 del TFUE);
  • la ricerca (articolo 182 e 189 del TFUE);
  • l’energia (articolo 194 del TFUE);
  • il turismo (articolo 195 del TFUE);
  • la protezione civile (articolo 196 del TFUE);
  • la cooperazione amministrativa (articolo 197 del TFUE);
  • la politica commerciale comune (articolo 207 del TFUE);
  • la cooperazione finanziaria con i paesi terzi (articolo 213 del TFUE);
  • l’aiuto umanitario (articolo 214 del TFUE).

Il presente documento di sintesi, diffuso a titolo informativo, non è inteso a interpretare né sostituire il documento di riferimento, che costituisce l'unica base giuridica vincolante.

Ultima modifica: 19.02.2010
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