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La Commissione europea

INTRODUZIONE

Il trattato di Lisbona riafferma le funzioni essenziali della Commissione riguardanti il suo diritto d’iniziativa, le funzioni esecutive, di controllo e di rappresentanza,introducendoalcune modifiche che riguardano specificatamente la composizione della Commissione. La creazione della funzione di alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza costituisce una delle innovazioni principali. Il trattato di Lisbona cerca di dare una risposta soddisfacente alla questione del numero dei commissari, a lungo discussa nell’ambito dei trattati di Amsterdam e di Nizza. Infine per mantenere la continuità con i precedenti trattati di modifica, rafforza il ruolo e i poteri del presidente.

LA COMPOSIZIONE

La prima Commissione nominata ai sensi del trattato di Lisbona nel 2009 è composta da un commissario per ogni Stato membro. Il trattato di Lisbona prevede però che a partire dal 2014 la Commissione sia composta da un numero di commissari inferiore rispetto a quello degli Stati membri. I membri della Commissione saranno scelti in base ad una rotazione paritaria le cui modalità saranno decise dal Consiglio europeo che delibererà all’unanimità e nel rispetto dei seguenti principi:

  • il numero dei commissari corrisponde ai due terzi del numero degli Stati membri;
  • gli Stati membri sono trattati in modo paritario per quanto concerne l’avvicendamento e il tempo di permanenza dei loro cittadini in seno alla Commissione. In nessun caso è possibile che due membri della stessa nazionalità facciano parte della Commissione;
  • ciascuna delle Commissioni successive è costituita in modo da riflettere in maniera soddisfacente la molteplicità demografica e geografica degli Stati membri dell’UE.

Tale sistema di rotazione costituisce una norma di principio sancita nel trattato sull’UE. Tuttavia, il trattato prevede una deroga poiché il Consiglio europeo, deliberando all’unanimità può decidere di modificare il numero dei commissari. Tale opzione è già stata utilizzata: infatti al fine di facilitare l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Consiglio europeo dell’11 e 12 dicembre 2008 (FR ) ha previsto di adottare una decisione in base alla quale la Commissione continua a comprendere un cittadino per ogni stato dopo il 2014.

Inoltre il trattato di Lisbona crea una nuova funzione in seno alla Commissione: l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che sostituisce sia il commissario delle relazioni esterne sia l’alto responsabile della politica estera e di sicurezza comune. Il suo compito è guidare la politica estera dell’Unione. L’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza presiede il Consiglio affari esteri ed è anche uno dei vicepresidenti della Commissione. È nominato dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata, con l’accordo del presidente della Commissione. Parallelamente è sottoposto al voto di approvazione del Parlamento europeo, così come il presidente e tutti gli altri membri della Commissione.

LE PROCEDURE DI NOMINA

La procedura di nomina del presidente della Commissione rimane immutata: viene proposto dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata e poi viene approvato dal Parlamento europeo. Tuttavia il trattato di Lisbona introduce una novità poiché stabilisce un legame diretto tra i risultati delle elezioni del Parlamento europeo e la scelta del candidato alla presidenza della Commissione. Il Consiglio europeo deve tenere conto dei risultati al Parlamento quando designa la personalità che intende nominare quale presidente della Commissione. Tale modifica aumenta il peso del Parlamento nella nomina del presidente e dunque rafforza la posta in gioco politica legata alle elezioni europee.

Il Consiglio, di comune accordo con il presidente eletto adotta l’elenco di personalità che propone di nominare membri della Commissione, eccetto l’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. I membri della Commissione sono scelti sulla base delle loro competenza generale e della loro indipendenza. Il trattato di Lisbona aggiunge un nuovo criterio relativo al loro impegno europeo.

IL RUOLO DEL PRESIDENTE

I trattati di Amsterdam e di Nizza avevano esteso notevolmente le prerogative del presidente della Commissione, che deve definire gli orientamenti politici della Commissione e stabilire anche l’organizzazione interna della Commissione. Il presidente quindi affida gli incarichi ai vari commissari e può ridistribuire le competenze durante il suo mandato. Nomina i vicepresidenti tra i i membri della Commissione, fatta eccezione per l’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. A partire dall’entrata in vigore del trattato di Lisbona può anche obbligare un commissario a rassegnare le dimissioni senza l’obbligo di chiedere l’approvazione della Commissione.

TABELLA RIASSUNTIVA

ArticoliArgomento

Trattato sull’UE

17

Ruolo e composizione delle Commissione ; nomina e prerogative del presidente della Commissione

18

Nomina e prerogativa dell’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Trattato sul funzionamento dell’UE

dal 244 al 250

Funzionamento della Commissione

Ultima modifica: 22.12.2009
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