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Il Consiglio dell'Unione europea

INTRODUZIONE

Al trattato sull'Unione europea e ai trattati che istituiscono le Comunità europee è allegato un "protocollo sulle istituzioni nella prospettiva dell'ampliamento dell'UE" il quale stabilisce alcune condizioni che dovranno essere soddisfatte all'atto del prossimo ampliamento e prevede la convocazione di una nuova Conferenza intergovernativa prima che il numero degli Stati membri dell'Unione sia superiore a venti. L'attuale impianto istituzionale è infatti il retaggio di un'organizzazione inizialmente prevista per sei Stati membri; è una struttura che continua a funzionare al di là degli adeguamenti apportati per tenere conto delle nuove adesioni, sulla base degli stessi principi istituzionali.

Ciò premesso, in relazione al ruolo istituzionale del Consiglio, sono in discussione sostanzialmente due questioni:

  • la ponderazione dei voti dei rappresentanti degli Stati membri;
  • il campo di applicazione del voto a maggioranza qualificata.

Con il citato protocollo il problema della ponderazione dei voti in seno al Consiglio viene agganciato a quello delle dimensioni della Commissione (intesa come Collegio dei commissari): l'obiettivo è di sottoporre a revisione l'intera struttura comunitaria per evitare che il peso relativo dei paesi piccoli e medi risulti, in futuro, sproporzionato rispetto alla loro popolazione.

La ponderazione dei voti riveste un'importanza capitale, stante l'estensione del voto a maggioranza qualificata nel processo decisionale; questa procedura di voto si applica infatti alla maggior parte delle nuove disposizioni che sono state inserite dal trattato di Amsterdam. Parallelamente, alcune disposizioni preesistenti prevedono d'ora innanzi il ricorso al voto a maggioranza qualificata.

Il Segretariato generale del Consiglio ha ora un ruolo specifico da svolgere nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune.

LA NUOVA PONDERAZIONE DEI VOTI E LA DUPLICE MAGGIORANZA

Nuova ponderazione dei voti o introduzione di una duplice maggioranza costituiscono le due opzioni fra cui gli Stati membri dovranno scegliere prima del prossimo allargamento dell'Unione europea.

La nuova ponderazione presuppone un aumento della quota di voti attribuiti agli Stati più grandi rispetto a quella attribuita ai più piccoli. Per contro, la doppia maggioranza non modifica, in linea di principio, la ponderazione attuale ma impone che, per essere adottata dal Consiglio, una decisione debba ottenere un numero di voti pari non solo alla maggioranza qualificata, ma anche a una soglia, ancora da determinare, della popolazione dell'Unione europea.

Il protocollo sulle istituzioni nella prospettiva dell'ampliamento opera la saldatura tra le due opzioni per il voto al Consiglio e la riforma della Commissione. Concretamente, si prevede che, alla data dell'entrata in vigore del primo allargamento, la Commissione debba essere composta da un cittadino di ciascuno Stato membro, a condizione che entro tale data sia stata modificata la ponderazione in sede di Consiglio con l'introduzione di una nuova ponderazione dei voti o di un sistema di doppia maggioranza, in maniera accettabile per tutti gli Stati membri.

L'ESTENSIONE DEL VOTO A MAGGIORANZA QUALIFICATA

La sfera di applicazione del voto a maggioranza qualificata si è allargata alle seguenti disposizioni del trattato che istituisce la Comunità europea (fra parentesi gli articoli nella nuova numerazione):

  • il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative che prevedano un regime particolare per i cittadini stranieri (diritto di stabilimento, articolo 42, paragrafo 2);
  • l'adozione e l'eventuale adattamento del programma quadro in materia di ricerca (articolo 166);
  • la creazione di imprese comuni in materia di ricerca e sviluppo tecnologico (articoli 171 e 172).

Il voto a maggioranza qualificata si applica anche alle nuove disposizioni, inserite nel trattato che istituisce la Comunità europea:

  • l'elaborazione degli orientamenti per l'occupazione (articolo 128);
  • l'adozione di misure di incentivazione nel settore dell'occupazione (articolo 129);
  • l'adozione di misure per rafforzare la cooperazione doganale fra gli Stati membri e tra questi ultimi e la Commissione (articolo 135);
  • la lotta contro l'emarginazione sociale (articolo 137, paragrafo 2);
  • l'adozione di misure che assicurino l'applicazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne (articolo 141, paragrafo 3);
  • la promozione della sanità pubblica (articolo 152, paragrafo 4);
  • la definizione dei principi generali che disciplinano l'accesso ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (articolo 255);
  • la lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari della Comunità (articolo 280);
  • l'adozione di misure per l'elaborazione di statistiche (articolo 285);
  • l'istituzione di un organo di controllo indipendente incaricato del trattamento dei dati a carattere personale (articolo 286);
  • la definizione delle modalità di applicazione del trattato CE alle regioni ultraperifiche (articolo 299 paragrafo 2);

Nel quadro della politica estera e di sicurezza comune (PESC) si fa inoltre luogo al voto a maggioranza qualificata in due casi (titolo V del trattato sull'Unione europea):

  • adozione di decisioni cha attuino una strategia comune definita dal Consiglio europeo;
  • qualsiasi decisione che attui un'azione comune o una posizione comune adottata in via preliminare dal Consiglio.

IL SEGRETARIATO GENERALE

Il Segretario generale del Consiglio svolge la funzione di Alto rappresentante per la PESC, mentre all'attività amministrativa del Segretariato generale provvede un Segretario generale aggiunto. Entrambi vengono nominati dal Consiglio che delibera all'unanimità.

L'Alto rappresentante per la PESC assiste la presidenza e il Consiglio, in particolare contribuendo alla formulazione, preparazione e attuazione delle decisioni politiche. Esercita inoltre funzioni di rappresentanza e si avvale del sostegno di unità di pianificazione politica e di rapido allarme posta sotto la sua responsabilità.

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