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Sanità pubblica

INTRODUZIONE

L'Atto unico europeo e lo sviluppo del concetto di Europa dei cittadini hanno consentito di inserire la priorità che il trattato di Roma (trattato CE) assegna alla libertà di circolazione in un quadro che garantisce anche la tutela dell'ambiente, della salute e la protezione dei consumatori.

Il trattato sull'Unione europea (TUE) ha impresso un forte slancio alla politica di protezione della salute, introducendo un articolo specifico (l'ex articolo 129, ora articolo 152) dedicato alla sanità pubblica. Tuttavia, in questo settore, che rimane in gran parte di competenza nazionale, la Comunità ha un ruolo sussidiario rispetto all'azione degli Stati membri, ruolo che consiste essenzialmente nel sostenere i loro sforzi e nell'aiutarli nella formulazione e nell'attuazione di obiettivi e strategie coordinate.

Tuttavia, questioni assai diverse tra loro - come i problemi della tossicodipendenza o le catene trasfusionali tra gli Stati membri - hanno dimostrato come le politiche dei singoli Stati membri possano a volte avere ripercussioni che vanno ben al di là delle frontiere nazionali. Effettivamente alcuni problemi legati alla sanità pubblica esigono una risposta internazionale e di conseguenza una stretta cooperazione tra gli Stati membri.

Il trattato di Amsterdam cerca di fare più efficacemente fronte alla situazione attraverso la modifica apportata al testo dell'ex articolo 129 del trattato CE, che ora è diventato l'articolo 152.

CRONISTORIA

Originariamente il trattato di Roma non conteneva una base giuridica specifica per la sanità pubblica, ma sin dal 1977, un Consiglio formato dai ministri della sanità cominciò a riunirsi a intervalli irregolari. Ne sono scaturiti atti come "decisioni degli Stati membri riuniti in seno al Consiglio" o risoluzioni non vincolanti. In seguito alla firma dell'Atto unico europeo questi atti - dall'efficacia spesso incerta - si sono moltiplicati. Infine, l'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea e l'inserimento di un titolo denominato "Sanità pubblica" hanno permesso di formalizzare la cooperazione degli Stati membri in questo settore. Parallelamente, l'articolo 3 ha elevato la protezione della salute al rango di obiettivo delle politiche comunitarie.

Da allora gli sforzi comunitari si sono concentrati su azioni orizzontali volte ad assicurare l'informazione, l'istruzione, la sorveglianza e la formazione sanitaria, su relazioni della Commissione sulla situazione sanitaria nella Comunità e sull'integrazione delle esigenze in materia di protezione della salute nelle politiche comunitarie.
In settori prioritari come il cancro, la tossicodipendenza, l'AIDS e le malattie trasmissibili sono stati inoltre lanciati programmi pluriennali globali.

L'azione comunitaria ha inoltre assunto altre forme, ad esempio nel settore delle malattie trasmissibili, nel settore del sangue e in quello del tabagismo, nonché nel quadro del completamento del mercato interno, allo scopo di creare una legislazione nel settore dei controlli veterinari e fitosanitari, o anche nel campo della biotecnologia, tramite il sostegno attivo ad attività di ricerca.

IL NUOVO ARTICOLO 152 DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE LA COMUNITÀ EUROPEA

La Comunità adotta misure volte ad assicurare un livello elevato di protezione della salute umana (e non più soltanto a contribuirvi).

Il nuovo articolo 152 (ex articolo 129) del trattato CE ha una sfera di operatività più vasta che in precedenza. Tra i settori di cooperazione tra gli Stati membri il nuovo articolo menziona non solo le malattie e i grandi flagelli, ma anche, più in generale, tutte le cause di pericolo per la salute umana, nonché l'obiettivo generale di un miglioramento della sanità pubblica.

Inoltre l'accento è posto sulla possibilità che il Consiglio adotti misure che fissino parametri elevati di qualità e sicurezza degli organi e sostanze di origine umana, del sangue e degli emoderivati. Le misure nei settori veterinario e fitosanitario specificamente finalizzate alla protezione della sanità pubblica ora sono emanate secondo la procedura di codecisione; ciò rappresenta una novità, giacché il Parlamento europeo poteva per l'innanzi contare su un semplice diritto di consultazione per l'adozione di misure sanitarie nel settore agricolo.

Vedi anche

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