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Banda larga: investire nella crescita indotta dalla tecnologia digitale

Il mercato della banda larga dell’Unione europea (UE) è il più importante del mondo. Alcuni Stati membri ne sono leader in termini di tassi di diffusione. Tuttavia, solo tra il 2% e il 5% delle linee a banda larga si basa sulla fibra ottica (Fibre-to-the-home o LAN), mentre questa cifra si attesta in Giappone al 51,4% e in Corea al 46%. Le reti dell’UE devono pertanto essere migliorate ed aggiornate. La presente comunicazione propone alcune soluzioni nell’ambito dell’Agenda digitale europea, per migliorare il quadro attuale che regola la banda larga.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 20 settembre 2010, intitolata «La banda larga in Europa: investire nella crescita indotta dalla tecnologia digitale» [COM(2010) 472 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione illustra un insieme di misure volte a promuovere la banda larga nell’Unione europea (UE). Essa fa parte del «pacchetto» di misure presentate dalla Commissione europea nel settembre 2010 che comprende una raccomandazione sulle reti d’accesso di nuova generazione e un programma sulla politica europea dello spettro radio.

Situazione attuale della banda larga nell’UE

Nell’UE esistono attualmente 124 milioni di linee di abbonati a linee fisse in banda larga e 25 milioni di abbonati a linee mobili a banda larga. Il tasso di diffusione nell’UE si attesta al 24,8%, mentre il 94% della popolazione dell'UE è coperto da reti DSL.

Per quanto riguarda la velocità, quella di scaricamento supera in media i 2 Mbps (megabyte al secondo), mentre quella di caricamento supera i 256 Kbps. Le velocità stanno quindi diventando sempre più alte.

Per raggiungere gli obiettivi dell’agenda digitale sono tuttavia ancora necessari consistenti investimenti in materia di banda larga. Occorrerebbe infatti investire tra 38 e 58 miliardi di euro per raggiungere una copertura di 30 Mbps entro il 2020. Inoltre, sarebbero necessari tra 181 a 268 miliardi di euro per fornire una copertura sufficiente a far sì che il 50% delle famiglie abbia accesso a servizi a una velocità di 100 Mbps o superiore.

Misure necessarie per conseguire gli obiettivi della banda larga

Investire nei programmi nazionali per la banda larga

Gli obiettivi dell’agenda digitale in materia di banda larga potranno essere raggiunti soltanto se tutti gli Stati membri vi si impegnano e attuano un programma operativo che definisca gli obiettivi nazionali. La Commissione collaborerà con gli Stati membri per coordinare la fissazione di obiettivi nazionali e incoraggerà i processi di valutazione tra pari tra gli Stati membri per accelerare il trasferimento di buone pratiche tra i responsabili politici. Queste attività saranno sostenute da una piattaforma operativa destinata alla banda larga alla quale parteciperanno numerose parti interessate.

I programmi nazionali hanno lo scopo di incoraggiare gli investimenti privati riducendo i costi d’investimento e rafforzando la concorrenza basata sull’infrastruttura, al fine di completare l’attuazione del quadro normativo per le comunicazioni elettroniche.

Tali programmi devono contenere orientamenti sull’uso dei fondi europei destinati alla banda larga e degli strumenti della Banca europea per gli investimenti (BEI) (FR) (EN) (DE) nelle regioni ammissibili.

Promuovere gli investimenti e ridurre i costi di investimento

La Commissione ritiene che l’80% dei costi legati alla diffusione delle nuove infrastrutture si possa ridurre attraverso l’adozione di misure in materia di pianificazione territoriale da parte delle autorità nazionali e locali. Queste autorità hanno la possibilità di sostenere la diffusione della banda larga attraverso investimenti pubblici diretti o finanziamenti pubblici conformi alle regole sugli aiuti di Stato.

Anche l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) può contribuire inserendo fra le priorità del suo programma di lavoro del 2011 misure di sostegno allo sviluppo della banda larga.

Promuovere la banda larga senza fili

La banda larga può essere più facilmente accessibile grazie alle tecnologie senza fili. Gli Stati membri sono quindi invitati ad adottare le seguenti misure in materia di copertura a banda larga:

  • rendere disponibili bande di frequenze sufficientemente larghe;
  • attribuire rapidamente diritti di utilizzo;
  • rafforzare la flessibilità e la concorrenza;
  • permettere al commercio secondario di adattarsi all’andamento del mercato.

Rafforzare e razionalizzare il ricorso ai Fondi strutturali e al Fondo per lo sviluppo rurale

La costruzione di infrastrutture per la banda larga e l’adozione di internet sono sostenute dai Fondi strutturali e di sviluppo rurale. Infatti, per il periodo di programmazione 2007-2013, nell’ambito dei Fondi strutturali è stato destinato a investimenti in infrastrutture per la banda larga un importo di 2,3 miliardi di euro, mentre 12,9 miliardi di euro sono stati destinati ai servizi della società dell’informazione. Nello stesso periodo di programmazione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ha beneficiato di oltre un miliardo di euro, di cui 360 milioni destinati a progetti nel campo della banda larga.

La Commissione intende accrescere il contributo di questi fondi allo sviluppo della banda larga. A tal fine prevede di:

  • pubblicare nel 2011 orientamenti sugli investimenti nel campo della banda larga, rivolti alle autorità locali e regionali per incoraggiarle a sfruttare appieno gli stanziamenti dell’UE;
  • fornire orientamenti sull’utilizzo degli stanziamenti provenienti da partenariati pubblico-privati;
  • lanciare una nuova versione del portale europeo della banda larga (EN).

Creare strumenti finanziari per la banda larga

La mancanza di finanziamenti privati rappresenta un freno allo sviluppo della banda larga. La BEI, che contribuisce già al finanziamento di progetti in questo settore, dovrebbe aumentare la propria partecipazione dal momento che sta riorientando la propria politica dei prestiti sulle priorità della strategia «Europa 2020 ». Le autorità locali e regionali dovrebbero inoltre esplorare modalità di finanziamento alternative, come i partenariati pubblico-privati. A tal fine, l’UE e la BEI presenteranno proposte nel corso del 2011.

Ultima modifica: 18.10.2010
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