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Programma per una politica in materia di spettro radio (proposta)

L’attuazione di un mercato interno ottimale delle comunicazioni elettroniche necessita dell’uso efficace dello spettro radio. In quest’ottica, l’articolo 8 bis della direttiva 2002/21/CE invita la Commissione europea ad attuare un programma quinquennale per la politica dello spettro radio al fine di pervenire a una migliore gestione di quest’ultimo.

PROPOSTA

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 settembre 2010, che stabilisce il primo programma relativo alla politica in materia di spettro radio [COM(2010) 471 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente proposta mira ad attuare un programma quinquennale per una politica dello spettro radio. Questa proposta fa parte del «pacchetto» di misure presentate dalla Commissione europea nel settembre 2010 che comprende una comunicazione sulla banda larga e una raccomandazione sulle reti di accesso di nuova generazione. Questo programma fissa i parametri dello spettro necessari per il funzionamento del mercato interno, sia nelle comunicazioni elettroniche sia in altri settori quali i trasporti, la ricerca o l'energia.

Obiettivi strategici del programma

Il programma relativo alla politica dello spettro radio si prefigge di:

  • garantire una sufficiente disponibilità dello spettro radio per soddisfare la domanda crescente;
  • favorire il più possibile la flessibilità dello spettro radio;
  • rafforzare l’uso efficiente dello spettro radio;
  • favorire la concorrenza in particolare tra i servizi di comunicazione elettronica;
  • armonizzare il mercato interno e sviluppare servizi transnazionali;
  • evitare interferenze e disturbi nocivi;
  • garantire la tutela della salute dell’uomo.

Accrescere l’efficacia e la flessibilità dell’uso dello spettro radio

Gli Stati membri sono tenuti a:

  • adottare misure di autorizzazione e di assegnazione adeguate allo sviluppo dei servizi a banda larga entro il 1° gennaio 2013. Si tratta ad esempio di autorizzare gli operatori ad accedere direttamente o indirettamente a blocchi di frequenze contigui di almeno 10 MHz;
  • favorire l’uso collettivo dello spettro radio;
  • cooperare per elaborare ed armonizzare norme relative alle attrezzature radioelettriche e ai terminali di telecomunicazione;
  • adottare condizioni e procedure di selezione che promuovano gli investimenti e un uso efficace dello spettro.

La Commissione europea deve elaborare linee guida sulle procedure e sulle condizioni di autorizzazione applicabili alle bande di frequenze per quanto riguarda la condivisione delle infrastrutture e le condizioni di copertura, al fine di evitare un’eccessiva frammentazione del mercato interno.

Favorire la concorrenza

Per garantire una concorrenza effettiva sul mercato, gli Stati membri hanno la possibilità di adottare le seguenti misure:

  • limitare la quantità di spettro radio per il quale concedono diritti d’uso a un operatore economico;
  • limitare la concessione di tali nuovi diritti per determinate bande di frequenze onde evitare che determinati operatori economici accumulino troppe frequenze radio pregiudicando la concorrenza;
  • vietare i trasferimenti di diritti di uso delle frequenze radio;
  • modificare i diritti esistenti di alcuni operatori in caso di accumulo eccessivo di frequenze, in conformità con l’articolo 14 della direttiva 2002/20/CE.

Definire le frequenze radio per le comunicazioni su banda larga senza fili

Gli Stati membri devono garantire l'assegnazione di spettro radio sufficiente affinché tutti i cittadini europei abbiano un accesso su banda larga entro il 2020.

Per permettere ai consumatori di accedere facilmente ai servizi a banda larga senza fili, gli Stati membri devono autorizzare l’uso delle bande di frequenza che sono state armonizzate entro il 2012.

Gli Stati membri devono mettere la banda a 800 MHz (il dividendo digitale) a disposizione dei servizi di comunicazione elettronica entro il 2013, salvo circostanze eccezionali.

La Commissione è invitata ad adottare misure affinché gli Stati membri autorizzino lo scambio dei diritti di uso delle frequenze nell’UE per le bande armonizzate.

La Commissione può garantire la disponibilità di bande di frequenza supplementari per la fornitura di servizi armonizzati d’accesso alla banda larga via satellite.

Rispondere a esigenze specifiche in materia di frequenze radio

Oltre alle comunicazioni, lo spettro radio deve essere disponibile per rispondere alle seguenti esigenze specifiche:

  • la sorveglianza dell’atmosfera e della superficie della Terra;
  • lo sviluppo e lo sfruttamento delle applicazioni spaziali;
  • il miglioramento dei sistemi di trasporto, ad esempio attraverso GALILEO;
  • i servizi legati alla protezione civile;
  • i risultati dei progetti di ricerca e sviluppo.

Per economizzare l’energia nell’uso dello spettro radio, la Commissione deve eseguire studi onde pervenire a una politica di basse emissioni di carbonio e allo sviluppo di tecnologie che contribuiscano al risparmio di energia.

Realizzare un inventario degli usi attuali dello spettro radio e delle esigenze emergenti

La Commissione, assistita dagli Stati membri, deve procedere a un inventario degli usi attuali dello spettro radio e delle eventuali future esigenze di frequenze radio, in particolare nella gamma tra 300 MHz e 3GHz. Questo inventario dovrebbe garantire maggiore trasparenza e dovrebbe permettere di individuare i punti forti e deboli degli usi dello spettro radio.

Partecipare alle trattative internazionali e cooperare con i vari organi

L'UE parteciperà alle trattative internazionali riguardanti lo spettro radio per difendere i propri interessi, nel rispetto delle regole del trattato. Nell’ambito delle loro trattative internazionali, gli Stati membri vigileranno affinché una quantità sufficiente di frequenze radio sia disponibile per lo sviluppo delle politiche dell’UE.

Gli Stati membri sono tenuti a controllare che gli accordi internazionali ai quali partecipano siano conformi alla legislazione dell’UE.

In caso di necessità, l’UE può fornire agli Stati membri un sostegno politico e tecnico nelle loro trattative bilaterali con i paesi terzi.

La Commissione e gli Stati membri devono cooperare strettamente sulle questioni tecniche con la Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT) (EN), con gli organi di normazione e con il Centro comune di ricerca (JRC) (EN) per garantire un uso ottimale dello spettro al di fuori dell’UE.

RIFERIMENTO

PropostaGazzetta ufficialeProcedura

COM(2010) 471

-

2010/252/COD

Ultima modifica: 25.10.2010
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