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Quadro normativo per le comunicazioni elettroniche

L'apertura alla concorrenza del mercato delle telecomunicazioni ha avuto un effetto catalizzatore in un campo precedentemente riservato agli oligopoli. Per accompagnare tale evoluzione, le istanze decisionali europee hanno adottato una legislazione in linea con il progresso tecnologico e le esigenze del mercato. Tale evoluzione si è concretizzata con l'adozione di un nuovo quadro normativo relativo alle comunicazioni elettroniche il cui obiettivo principale è rafforzare la concorrenza agevolando l'ingresso dei nuovi operatori e incentivare gli investimenti nel settore.

ATTO

Direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica («direttiva quadro») [Cfr. atti modificativi].

SINTESI

La «direttiva quadro» fa parte del "Pacchetto Telecom" che mira a rifondere il quadro normativo delle telecomunicazioni per rendere il settore delle comunicazioni elettroniche più concorrenziale. Questo nuovo quadro normativo è costituito dalla direttiva in oggetto e da quattro direttive specifiche, ossia:

  • la direttiva relativa all'autorizzazione per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva "autorizzazioni");
  • la direttiva relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e delle risorse correlate e alla loro interconnessione (direttiva "accesso");
  • la direttiva relativa al servizio universale (direttiva "servizio universale");
  • la direttiva sul trattamento dei dati personali (direttiva "vita privata e comunicazioni elettroniche").

A tale pacchetto si aggiunge la decisione relativa a un quadro normativo per la politica dello spettro radio (decisione "spettro radio"). Il “Pacchetto Telecom” è stato modificato nel dicembre 2009 dalle due direttive “Legiferare meglio” e “Diritto dei cittadini”, nonché dall’istituzione di un organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC).

CAMPO D'APPLICAZIONE, FINALITÀ E DEFINIZIONI

La direttiva istituisce un quadro normativo armonizzato per la regolamentazione delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica. Essa inquadra anche taluni aspetti delle apparecchiature terminali per rendere più agevole l’accesso agli utenti disabili e contiene disposizioni orizzontali utili per altre misure: campo di applicazione e principi generali, definizioni di base, disposizioni generali sulle autorità nazionali di regolamentazione (ANR), nuovo concetto di significativo potere di mercato e regole per la concessione di alcune risorse indispensabili come le radiofrequenze, i numeri o i diritti di passaggio.

Considerate la convergenza tecnologica e la necessità di una regolamentazione orizzontale dell'insieme delle infrastrutture, il nuovo quadro non si limita più alle reti e servizi di telecomunicazioni, ma copre tutte le reti e i servizi di comunicazioni elettroniche. Comprende pertanto la telefonia vocale fissa, le comunicazioni mobili a larga banda, nonché la televisione via cavo e satellitare. I contenuti di servizi forniti sulle reti di comunicazione elettronica, come i contenuti trasmessi via radio o i servizi finanziari, ne sono invece esclusi. Lo stesso vale per le apparecchiature terminali di telecomunicazioni per rendere più agevole l’accesso agli utenti disabili.

La presente direttiva richiede l’adozione di misure nazionali in materia di accesso alle comunicazioni elettroniche al fine di far rispettare le libertà e i diritti fondamentali delle persone fisiche.

AUTORITÀ NAZIONALI DI REGOLAMENTAZIONE

Indipendenza

Gli Stati membri sono tenuti a garantire l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione provvedendo affinché esse siano giuridicamente distinte e funzionalmente autonome da tutti gli organismi che forniscono reti, apparecchiature o servizi di comunicazione elettronica. Le ANR, responsabili della regolamentazione ex ante dei mercati, non devono accettare istruzioni da nessun altro organismo.

Diritto di ricorso

Dei meccanismi nazionali efficienti devono permettere a qualunque utente e a qualunque impresa che fornisce reti e/o servizi di comunicazione elettronica di ricorrere contro una decisione dell'ANR dinanzi ad un organo indipendente. Gli Stati membri forniscono le informazioni sul ricorso alla Commissione e al BEREC.

Imparzialità e trasparenza

Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione, nell'esercizio delle loro funzioni agiscano in modo imparziale e trasparente e istituiscano meccanismi di consultazione delle parti interessate quando intendono adottare misure che abbiano un impatto rilevante sul mercato. Le ANR hanno il compito di rendere pubblici i risultati della consultazione.

Consolidamento del mercato interno

Le ANR, la Commissione e il BEREC devono collaborare per stabilire gli strumenti e le soluzioni più appropriate per fa fronte a determinati tipi di situazioni che possono verificarsi nel mercato interno delle comunicazioni elettroniche. In alcuni casi, la Commissione ha facoltà di rifiutare le misure proposte dalle ANR.

OBBLIGHI E FUNZIONI DELLE AUTORITÀ NAZIONALI DI REGOLAMENTAZIONE

Funzioni generali

Per promuovere la concorrenza nella fornitura delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica, le autorità nazionali di regolamentazione:

  • assicurano che gli utenti ne traggano il massimo beneficio sul piano della scelta, del prezzo e della qualità;
  • incoraggiano un uso efficace e garantiscono una gestione efficiente delle radiofrequenze e delle risorse di numerazione.

Le autorità nazionali di regolamentazione contribuiscono allo sviluppo del mercato interno soprattutto:

  • incoraggiando l'istituzione e lo sviluppo di reti transeuropee e l'interoperabilità dei servizi paneuropei;
  • collaborando tra loro e con la Commissione europea e il BEREC per garantire lo sviluppo di prassi normative coerenti e l'applicazione del nuovo quadro normativo relativo al settore delle telecomunicazioni.

Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono gli interessi dei cittadini europei:

  • garantendo a tutti i cittadini un accesso al servizio universale quale specificato nella direttiva "servizio universale";
  • predisponendo procedure semplici e poco onerose di composizione delle controversie;
  • contribuendo a garantire un livello elevato di protezione dei dati personali e della vita privata (direttiva "vita privata e comunicazioni elettroniche".

Gli Stati membri collaborano fra loro e con la Commissione per attuare la pianificazione strategica, il coordinamento e l’armonizzazione dello spettro radio nell’Unione europea.

Gestione delle radiofrequenze

Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono alla gestione delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione elettronica. L'attribuzione e l'assegnazione di tali radiofrequenze devono avvenire nel rispetto di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati. Le imprese che intendono trasferire i diritti di uso delle radiofrequenze devono notificare tale intenzione all'autorità nazionale di regolamentazione competente per l'assegnazione delle frequenze. Le autorità nazionali di regolamentazione vigilano affinché tali operazioni non ostacolino la libera concorrenza.

Gli Stati membri possono tuttavia prevedere limitazioni, ove ciò sia necessario al fine di:

  • evitare interferenze dannose;
  • proteggere la salute pubblica dai campi elettromagnetici;
  • assicurare la qualità tecnica del servizio;
  • assicurare la massima condivisione delle radiofrequenze;
  • salvaguardare l’uso efficiente dello spettro;
  • garantire il conseguimento di un obiettivo di interesse generale (quale in particolare la salvaguardia della vita umana o la promozione della coesione sociale).

Per un periodo di cinque anni, i titolari di diritti d’uso delle radiofrequenze possono presentare all’autorità nazionale di regolamentazione una richiesta di riesame delle limitazioni ai loro diritti.

Le imprese possono trasferire o affittare i loro diritti individuali di uso delle radiofrequenze.

Numerazione, assegnazione dei nomi di dominio e indirizzamento

Gli Stati membri garantiscono che le autorità nazionali di regolamentazione controllino l'assegnazione di tutte le risorse nazionali di numerazione e la gestione dei piani nazionali di numerazione. A tutti i servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico devono essere assegnati numeri adeguati. Le autorità nazionali di regolamentazione stabiliscono a tal fine procedure obiettive, trasparenti e non discriminatorie per la concessione dei diritti d’uso.

Diritti di passaggio

La concessione di diritti di passaggio consente ad un'impresa di installare strutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse. Nell'esaminare una domanda per la concessione di diritti di passaggio l'autorità competente deve agire in base a procedure trasparenti e pubbliche, applicate senza discriminazioni né ritardi, entro sei mesi.

Coubicazione e condivisione di elementi della rete e risorse correlate per i fornitori di reti di comunicazione elettronica

In determinati casi, gli Stati membri possono imporre la condivisione di strutture o proprietà ad un'impresa che gestisce una rete di comunicazione elettronica. Questo tipo di decisione è legato ad un accesso limitato alle strutture dovuto all'esigenza di proteggere l'ambiente, la salute o la sicurezza pubbliche o all’impossibilità di riprodurre le infrastrutture. Tra queste disposizioni in materia di condivisione o coordinamento possono rientrare norme sulla ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà, adattate se del caso in funzione dei rischi.

Sicurezza e integrità delle reti e dei servizi

Le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica devono garantire la sicurezza delle reti. Ogni violazione della sicurezza o perdita dell’integrità delle reti deve essere comunicata all’autorità nazionale di regolamentazione competente, che a sua volta informa le ANR degli altri Stati membri.

Per preservare la sicurezza delle reti, le ANR devono avere la facoltà di impartire istruzioni vincolanti alle imprese che forniscono reti di comunicazione.

CONTROLLI REGOLAMENTARI DELLE IMPRESE CON POTERE SUL MERCATO

Si presume che un'impresa detenga un significativo potere di mercato se gode di una posizione tale da consentirle di comportarsi in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e, in definitiva, dai consumatori.

Procedura per l’individuazione e la definizione dei mercati

La Commissione europea è incaricata di adottare una raccomandazione avente ad oggetto i mercati rilevanti dei servizi e dei prodotti, tenendo conto del parere del BEREC. Questa raccomandazione mira ad individuare i mercati le cui caratteristiche sono tali da giustificare l'imposizione di obblighi di regolamentazione stabiliti dalle direttive particolari.

Previa consultazione delle ANR e del BEREC, la Commissione può adottare una decisione relativa all’individuazione dei mercati transnazionali.

Procedura per l'analisi del mercato

Le autorità nazionali di regolamentazione effettuano un'analisi dei mercati rilevanti tenendo conto degli orientamenti definiti dalla Commissione. Quando l'autorità nazionale di regolamentazione accerta che un mercato non è realmente concorrenziale, individua le imprese che dispongono di un significativo potere di mercato e impone loro gli appropriati obblighi di regolamentazione.

Normalizzazione

La Commissione pubblica un elenco di norme non obbligatorie nella Gazzetta ufficiale. Tali norme devono favorire l’armonizzazione nel settore della fornitura di reti di comunicazione elettronica, di servizi di comunicazione elettronica e di risorse e servizi associati. A tale scopo, gli Stati membri incoraggiano l’uso di queste norme.

La Commissione ha tuttavia facoltà di rendere alcune di queste norme obbligatorie attraverso la pubblicazione di un avviso sulla Gazzetta ufficiale.

Interoperabilità dei servizi di televisione digitale

Al fine di assicurare il libero flusso di informazioni, il pluralismo dei mezzi d'informazione e la diversità culturale, i fornitori di servizi di televisione digitale interattiva sono incoraggiati ad utilizzare un'interfaccia di programmi d'applicazione (API) aperta. Analogamente i fornitori delle apparecchiature digitali televisive avanzate sono incoraggiati ad applicare un'API aperta, conforme agli standard o alle specifiche in materia. La sigla "API" (Application Programme Interface) designa un'interfaccia software tra le applicazioni e le risorse delle apparecchiature digitali televisive avanzate per la televisione e i servizi radiofonici digitali. I fornitori sono inoltre incoraggiati ad adattare i loro servizi alle esigenze delle persone disabili.

Risoluzione delle controversie

La risoluzione delle controversie tra imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica in uno Stato membro nonché tra tali imprese ed altre imprese che beneficiano di obblighi e di accesso e/o di interconnessioni, è garantita dall'autorità nazionale di regolamentazione competente che emette entro un termine di quattro mesi una decisione vincolante. In caso di controversia transfrontaliera che oppone parti stabilite in Stati membri diversi, le parti possono investire della controversia il BEREC che pubblica un parere sulle misure da prendere per risolvere la controversia.

La Commissione ha la possibilità di pubblicare una raccomandazione o una decisione sull’applicazione armonizzata delle disposizioni di cui alla presente direttiva, ove rilevi divergenze nell’attuazione dei compiti normativi.

Sanzioni

Gli Stati membri devono adottare le disposizioni sulle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni della presente direttiva.

Essi devono notificare tali disposizioni alla Commissione entro il 25 maggio 2011.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2002/21/CE

24.4.2002

24.7.2003

GU L 108 del 24.4.2002

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 717/2007

30.6.2007

30.8.2007

GU L 171 del 29.6.2007

Regolamento (CE) n. 544/2009

2.7.2009

-

GU L 167 del 29.6.2009

Direttiva 2009/140/CE

19.12.2009

25.5.2011

GU L 337 del 18.12.2009

MODIFICA DEGLI ALLEGATI

Allegato II – Criteri cui le autorità nazionali di regolamentazione devono ottemperare nell’accertare l’esistenza di una posizione dominante condivisa ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 2, secondo comma.
Direttiva 2009/140/CE [Gazzetta ufficiale L 337 del 18.12.2009].

ATTI COLLEGATI

REGOLAMENTI E DIRETTIVE:

Regolamento (CE) n. 1211/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Ufficio (Testo rilevante ai fini del SEE).

Direttiva 2009/136/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 recante modifica della direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica, della direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche e del regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa a tutela dei consumatori (Testo rilevante ai fini del SEE).

COMUNICAZIONI:

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Relazione sui mercati europei delle comunicazioni elettroniche 2009 (Quindicesima relazione) [COM(2010) 253 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La presente comunicazione illustra la situazione del settore delle comunicazioni elettroniche nel 2009. Benché il settore abbia resistito alla crisi economica nel 2009, la crescita dei mercati tradizionali della telefonia fissa e mobile ha registrato un rallentamento. Questo può essere ricondotto alla diminuzione della spesa dei consumatori. Anche la concorrenza si è indebolita.
La Commissione intende adottare misure volte ad affrontare le divergenze di approccio alla regolamentazione e a garantire il buon funzionamento del BEREC, al fine di attuare in maniera efficace il quadro normativo.

Comunicazione della Commissione del 24 marzo 2009 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni intitolata «Relazione sui mercati europei delle comunicazioni elettroniche 2008 (Quattordicesima relazione)» [COM(2009) 140 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La presente comunicazione illustra la situazione del settore delle comunicazioni elettroniche nel 2008. Nel corso di quest’anno il settore ha registrato una certa crescita e ha saputo adattarsi alle difficoltà economiche.
Il settore delle telecomunicazioni ha registrato entrate pari a oltre il 52% di quelle dell’intero settore delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (TIC). Il mercato della telefonia mobile resta il più dinamico, grazie a volumi crescenti di chiamate e all’adozione della banda larga mobile. I servizi Internet mobili sono anch’essi in piena espansione e favoriscono la crescita del settore. Per contro, le entrate provenienti dalla telefonia fissa registrano un calo del 5% rispetto al 2007, mentre i servizi VoIP hanno raddoppiato la loro quota di mercato. Il divario digitale è diminuito, mentre le norme sullo spettro radio sono state armonizzate.
Globalmente, la situazione a livello di concorrenza è migliorata. Mancano tuttavia iniziative di regolamentazione coerenti.

Comunicazione della Commissione del 19 marzo 2008 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Relazione sui mercati europei delle comunicazioni elettroniche 2007 (tredicesima relazione) [COM(2008) 153 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La Commissione illustra la situazione del mercato unico delle telecomunicazioni, così come si presentava a dicembre del 2007, sulla base di fatti e cifre forniti dalle ANR e dagli operatori del mercato. Dalla relazione emerge che questo mercato ha in generale un peso sempre maggiore sull'economia europea, dal momento che ha registrato un tasso di crescita dell'1,9% ed entrate pari a 293 miliardi di euro, contro i 289 miliardi di euro del 2006. Gli investimenti, in costante crescita, hanno superato i 50 miliardi di euro nel 2007. La telefonia mobile si conferma il settore più dinamico con un volume di affari che ha registrato una crescita del 3,8%, equivalente a 137 miliardi di euro. Quanto alla telefonia mobile di terza generazione, il suo tasso di penetrazione è praticamente raddoppiato. Nonostante la continua crescita della banda larga (62 miliardi di euro contro i 58,5 miliardi del 2006) nonché un tasso di penetrazione europeo che è passato dal 16,3% nel gennaio 2007 al 20% nel gennaio del 2008, il potenziale di questo settore non è ancora interamente sfruttato a causa di significative differenze nella disponibilità di banda larga fra gli Stati membri più efficienti sotto questo profilo e gli altri paesi o fra zone urbane e zone rurali.
Per quanto riguarda i consumatori, la presente relazione conclude che essi hanno beneficiato del rafforzamento della concorrenza, che si è tradotto in una riduzione dei prezzi, nella loro tutela e nella qualità dei servizi minimi forniti.
La Commissione ribadisce infine la mancanza di coerenza nel quadro regolamentare ed evidenzia le barriere che ostacolano la realizzazione di un vero mercato unico delle telecomunicazioni. Fa inoltre riferimento alle proposte di riforma presentate nel novembre 2007.

Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 13 novembre 2007, che presenta la relazione sull'esito del riesame del quadro normativo comunitario per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica a norma della direttiva 2002/21/CE e sintetizza le proposte di riforma del 2007 [COM(2007) 696 def. – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].
Coerentemente con l'impegno di "legiferare meglio" la Commissione propone di combattere le incoerenze nell'applicazione del quadro normativo e gli ostacoli che si frappongono all'instaurazione del mercato unico e suggerisce che le proposte di riforma del 2007 entrino in vigore prima della fine del 2009. Le proposte della Commissione sono imperniate su questi assi:

  • legiferare meglio nell'interesse di comunicazioni elettroniche competitive. La Commissione propone di migliorare il vigente quadro normativo mantenendo la regolamentazione ex ante in coerenza con l'evoluzione del mercato. Propone inoltre di semplificare l'accesso allo spettro delle radiofrequenze in modo da incoraggiare gli investimenti in nuove strutture e liberare il potenziale economico dello spettro radio;
  • completare il mercato interno delle comunicazioni elettroniche, che attualmente è frammentato e disorganico. La Commissione raccomanda l'instaurazione di una "Autorità europea indipendente per il mercato delle comunicazioni elettroniche" che – grazie a una maggiore indipendenza dalle autorità nazionali di regolamentazione – avrebbe il compito di rafforzare gli attuali meccanismi di coordinamento;
  • proteggere ulteriormente i consumatori e facilitare l'accesso e l'utilizzo delle comunicazioni, anche da parte degli utenti portatori di handicap. Le proposte mirano in particolare a rafforzare la sicurezza e la protezione della vita privata e a promuovere la qualità dei servizi e il libero accesso ai contenuti digitali. La Commissione intende garantire l'indipendenza delle autorità di regolamentazione, spesso troppo vicine agli operatori storici, quale mezzo per garantire la concorrenza e i diritti dei consumatori.

RACCOMANDAZIONE:

Raccomandazione della Commissione, del 17 dicembre 2007, relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche che possono essere oggetto di una regolamentazione ex ante ai sensi della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica [Gazzetta ufficiale L 344 del 28.12.2007].
La Commissione redige un nuovo elenco di sette mercati che dovranno essere analizzati dai regolatori nazionali. Numerosi mercati sono stati rimossi da questo elenco rispetto alla raccomandazione del 2003 a motivo della regolamentazione efficace dei mercati all'ingrosso e dello sviluppo della concorrenza effettiva nei mercati al dettaglio.

Ultima modifica: 20.05.2010
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