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Accesso alle reti di comunicazione elettronica

La presente direttiva armonizza le modalità secondo le quali gli Stati membri disciplinano l'accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e l'interconnessione delle medesime. Essa istituisce, per le relazioni tra i fornitori di reti e di servizi, un quadro normativo in grado di favorire la realizzazione di una concorrenza sostenibile e di garantire l'interoperabilità dei servizi di comunicazione elettronica.

ATTO

Direttiva 2002/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e all'interconnessione delle medesime (direttiva accesso).

SINTESI

La direttiva accesso fa parte del «Pacchetto Telecom», che, insieme ad altre quattro direttive (quadro, autorizzazioni, servizio universale e vita privata e comunicazioni elettroniche), mira a rifondere il quadro normativo esistente per rendere più concorrenziale il settore delle reti e dei servizi di comunicazione.
Il «Pacchetto Telecom» è stato modificato nel dicembre 2009 dalle due direttive «Legiferare meglio» e «Diritto dei cittadini», nonché dall'istituzione di un Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC).

La presente direttiva stabilisce diritti ed obblighi per gli operatori e per le imprese che intendono interconnettersi o avere accesso alle loro reti. Il principio è quello di impiegare la regolamentazione in materia di concorrenza come strumento di regolazione del mercato. Tuttavia, poiché il mercato non è di fatto in posizione di concorrenza reale, le autorità nazionali di regolamentazione (ANR) devono intervenire, in particolare imponendo obblighi agli operatori che dispongono di un significativo potere di mercato.

L'obiettivo è di creare un quadro favorevole allo sviluppo della concorrenza per stimolare lo sviluppo dei servizi e delle reti di comunicazione. L'obiettivo è anche quello di garantire che eventuali strozzature presenti sul mercato non impediscano la comparsa di servizi innovativi di cui potrebbero beneficiare gli utenti. L'approccio adottato è tecnologicamente neutrale, nel senso che la direttiva non stabilisce regole differenti a seconda dell'evoluzione delle tecnologie, ma piuttosto un modus operandi per superare le carenze del mercato.

La direttiva è applicabile a tutti i tipi di reti di comunicazione che supportano servizi di comunicazione accessibili al pubblico. Ciò comprende le reti di telecomunicazioni fisse e mobili, le reti di radiodiffusione e telediffusione terrestri, le reti televisive via cavo, le reti satellitari e le reti Internet, utilizzate per veicolare fonia, fax, dati e immagini.

Principi generali

Gli Stati membri devono garantire che non vi sia alcuna limitazione che possa impedire alle imprese di uno Stato membro o di diversi Stati membri di negoziare accordi di accesso e/o di interconnessione.

Inoltre, la direttiva stabilisce una regola di base per l'interconnessione, la quale prevede che tutti gli operatori di rete abbiano diritti e obblighi in materia di accordi di interconnessione. Così, gli operatori di reti pubbliche di comunicazione hanno il diritto e, se le altre imprese titolari di autorizzazione lo richiedono, l'obbligo di negoziare l'interconnessione reciproca per fornire servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico.

Obblighi imposti agli operatori

Le autorità nazionali di regolamentazione effettueranno, ad intervalli regolari, un'analisi dei mercati al fine di determinare se uno o più operatori dispongano di un significativo potere sul mercato interessato. Qualora, a seguito di una analisi di mercato, un operatore sia identificato come avente un significativo potere su un determinato mercato, le autorità nazionali di regolamentazione gli imporranno, se del caso, i seguenti obblighi:

  • obblighi di trasparenza in relazione all'interconnessione e/o all'accesso, obbligando gli operatori a rendere pubbliche determinate informazioni, quali informazioni di carattere contabile, specifiche tecniche o le caratteristiche della rete;
  • obblighi di non discriminazione per garantire che l'operatore applichi condizioni equivalenti in circostanze equivalenti nei confronti di imprese che offrono servizi equivalenti;
  • obblighi di separazione contabile in relazione a particolari attività nell'ambito dell'interconnessione e/o dell'accesso;
  • obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di rete. Agli operatori può essere imposto, tra l'altro:
    • di concedere a terzi un accesso a determinati elementi e/o risorse di rete, compreso l'accesso a elementi di rete che non sono attivi e/o l'accesso disaggregato alla rete locale;
    • di negoziare in buona fede con le imprese che chiedono un accesso;
    • di non revocare l'accesso alle risorse concesso in precedenza;
    • di concedere un accesso alle interfacce tecniche, ai protocolli o ad altre tecnologie d'importanza decisiva, indispensabili per l'interoperabilità dei servizi;
    • di consentire la coubicazione o altre forme di condivisione degli impianti associati;
    • di garantire l'accesso a servizi associati come quelli relativi all'identità, all'ubicazione e all'occupazione;
  • obblighi in materia di recupero dei costi e controlli dei prezzi, tra cui l'obbligo che i prezzi siano orientati ai costi, nonché l'obbligo di disporre di un sistema di contabilità dei costi;
  • obbligo di separazione funzionale, in base al quale l'operatore verticalmente integrato è tenuto a collocare le attività di fornitura all'ingrosso di prodotti di accesso in un'entità commerciale indipendente sul piano operativo per fornire prodotti e servizi d'accesso a tutte le imprese, comprese le altre entità commerciali all'interno della società madre, agli stessi termini e condizioni, inclusi quelli relativi ai livelli di prezzi e servizi e attraverso gli stessi sistemi e le stesse procedure.

Se le carenze di mercato persistono nonostante l'attuazione di tali obblighi, le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre ad un'impresa di collocare le proprie attività e servizi in un'entità commerciale operante in modo indipendente. Le imprese che siano state designate come aventi un significativo potere di mercato in uno o più mercati, possono trasferire le loro attività nella rete di accesso locale a un'altra impresa; esse devono comunicare la loro intenzione all'autorità nazionale di regolamentazione affinché questa possa valutare l'effetto della transazione sugli obblighi normativi esistenti in base alla direttiva 2002/21/CE.

Disposizioni procedurali

Gli obblighi imposti nei confronti delle imprese conformemente alla presente direttiva devono essere pubblicati in forma atta a consentire a tutte le parti interessate di accedervi agevolmente, fintantoché non si tratti di informazioni riservate e, in particolare, di segreti aziendali.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigore - Data di scadenzaTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2002/19/CE

24.4.2002

24.7.2003

GU L 108 del 24.4.2002

Atto/i modificatore/iData di entrata in vigore - Data di scadenzaTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Direttiva 2009/140/CE

19.12.2009

25.5.2011

GU L 337 del 18.12.2009

MODIFICHE DEGLI ALLEGATI

Allegato II - Elenco minimo di voci da includere nell'offerta di riferimento relativa all'accesso all'ingrosso all'infrastruttura di rete, compreso l'accesso condiviso o pienamente disaggregato alla rete locale in postazione fissa che deve'essere pubblicato dagli operatori notificati che detengano un significativo potere di mercato (SPM).
Direttiva 2009/140/CE [Gazzetta ufficiale L 337 del 18.12.2009].

ATTI COLLEGATI

Linee direttrici della Commissione per l’analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato ai sensi del nuovo quadro normativo comunitario per le reti e i servizi di comunicazione elettronica [Gazzetta ufficiale C165 dell'11.7.2002].
Nell'ambito del nuovo quadro normativo per i servizi di comunicazione, le linee direttrici, adottate nel luglio 2002, enunciano i principi su cui le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero basare le loro analisi di mercato per garantire una concorrenza effettiva.

Ultima modifica: 21.05.2010
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