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Verso un consenso europeo sull’aiuto umanitario

L’adozione di una dichiarazione comune sull’aiuto umanitario è volta a migliorare la risposta alle crisi provocate dall’uomo o naturali, che si verificano nel mondo, attraverso l’azione coordinata dell’Unione europea (UE), dei suoi Stati membri e dei suoi partner.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 13 giugno 2007, intitolata “Verso un consenso europeo sull’aiuto umanitario” [COM(2007) 317 def. – Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La Commissione presenta i principi del futuro consenso europeo sull’aiuto umanitario dell’Unione europea (UE). Questa dichiarazione comune mira ad accrescere l’efficacia dell’aiuto rafforzando la complementarità delle azioni dell’UE e dei suoi Stati membri.

L’Unione europea (UE) è il principale donatore mondiale di aiuti umanitari, se si sommano gli aiuti forniti a livello europeo e nazionale. L’UE deve tuttavia adottare un approccio più strategico, soprattutto per gestire le nuove sfide lanciate dall’evoluzione delle crisi, quali:

  • la maggiore frequenza delle crisi umanitarie, legata alla povertà, ai cambiamenti climatici e alla concorrenza per l’accesso alle risorse naturali;
  • la crescente tendenza a non rispettare il diritto umanitario e internazionale;
  • la violazione dello spazio umanitario *.

Il consenso europeo sull’aiuto umanitario deve inoltre essere coerente con il consenso europeo per lo sviluppo.

Creare una visione comune

L’aiuto umanitario si basa su principi e modalità specifici. La Commissione propone quindi che l’UE garantisca:

  • il rispetto dei principi umanitari fondamentali*, in particolare quelli di umanità *, neutralità *, imparzialità * e indipendenza *;
  • la promozione del diritto internazionale, in particolare del diritto umanitario internazionale;
  • la coerenza delle politiche legate all’aiuto umanitario (ad esempio la gestione delle crisi e la sicurezza alimentare), la loro complementarità, la loro efficacia, sottolineando nel contempo le loro differenze e la loro indipendenza).

Gli scambi di esperienze possono contribuire a rafforzare l’impatto dell’aiuto, anche attraverso la cooperazione internazionale. In tale contesto, l’UE deve confermare il proprio impegno nei confronti dell’iniziativa sui principi e le buone pratiche per l’aiuto umanitario (EN).

Tradurre i principi in azioni concrete

L’aiuto finanziario umanitario deve essere analizzato in un’ottica di efficacia. Pertanto, la Commissione raccomanda che l’UE:

  • si impegni a finanziare sufficienti aiuti umanitari, sulla base di standard minimi concordati in materia di assistenza e protezione;
  • istituisca un quadro comune per la valutazione delle esigenze e la condivisione delle analisi di esperti;
  • garantisca una risposta globale equilibrata, in particolare per le crisi dimenticate *.

Inoltre, la partecipazione di tutti gli attori è fondamentale per la realizzazione delle azioni. Si tratta in particolare delle organizzazioni non governative (ONG) europee e locali, delle Nazioni Unite attraverso il proprio Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) (EN), nonché del movimento Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (EN) (FR). Per garantire la rapidità e la qualità dell’erogazione degli aiuti umanitari, i partner devono essere selezionati sulla base dei seguenti criteri:

  • professionalità, esperienza e capacità di soddisfare le esigenze individuate;
  • rispetto delle norme e degli orientamenti internazionali;
  • rapporto costi-efficacia (ad esempio, proporzione delle spese rispetto agli aiuti erogati ai beneficiari);
  • partenariato con le popolazioni locali;
  • trasparenza dei risultati e responsabilità nei confronti dei beneficiari dell’aiuto e dell’opinione pubblica europea.

La capacità di intervento rapido dell’UE deve essere rafforzata in particolare facendo affidamento sulle risorse locali. L’UE deve inoltre contribuire a colmare le lacune presenti per quanto attiene alla capacità internazionale di reazione rapida, soprattutto nel settore dei trasporti, delle comunicazioni e della logistica, migliorando nel contempo la propria capacità di reazione.

L’azione umanitaria può essere sostenuta attraverso i mezzi della protezione civile e militare degli Stati membri. A tale titolo, l’UE incoraggia il rispetto degli orientamenti delle Nazioni Unite sull’uso dei mezzi militari e delle strutture di difesa civile a seguito di calamità naturali (orientamenti di Oslo (EN )) e di emergenze complesse (orientamenti sui mezzi militari e della protezione civile in materia di difesa (EN )).

La riduzione dei rischi dovuti a catastrofi naturali è un altro elemento essenziale dell’azione umanitaria. In tale contesto, la Commissione incoraggia le iniziative internazionali nell’ambito del quadro d’azione di Hyogo (EN) che propone un modello globale per la riduzione dei rischi legati a catastrofi naturali entro il 2015.

Infine, l’UE deve consolidare il legame tra l’aiuto, il risanamento e lo sviluppo (LRRD), sulla base delle esperienze maturate e degli insegnamenti tratti, e attraverso la cooperazione degli attori responsabili dell’aiuto umanitario e di quelli responsabili dell’aiuto allo sviluppo (in particolare in situazioni di crisi complesse e di instabilità del paese).

Termini chiave dell’atto
  • Spazio umanitario: il contesto operativo di cui gli operatori umanitari hanno bisogno in loco per accedere liberamente alle vittime onde fornire assistenza e offrire protezione senza compromettere la propria sicurezza.
  • Principio d’umanità: trattare umanamente gli esseri umani in qualsiasi circostanza, salvando vite e alleviando le sofferenze nel rispetto dell’individuo.
  • Principio di neutralità: significa non prendere posizione in caso di ostilità ed evitare qualsiasi coinvolgimento in controversie di natura politica, razziale, religiosa o ideologica.
  • Principio di imparzialità: l’assistenza umanitaria non deve basarsi sulla nazionalità, la razza, la religione o le convinzioni politiche.
  • Principio di indipendenza: le agenzie umanitarie devono definire e attuare le rispettive strategie indipendentemente dalle politiche e azioni governative.
  • Crisi dimenticate: crisi che vengono (praticamente) ignorate dai media e le cui vittime sono (praticamente) tagliate fuori dall’assistenza internazionale.

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Revisione intermedia del piano d’azione per il Consenso europeo sull’aiuto umanitario: per un’azione umanitaria dell’Unione efficace e fondata sui principi [COM(2010) 722 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La Commissione identifica i settori che necessitano di ulteriori sforzi per proseguire l’attuazione del Consenso europeo per l’aiuto umanitario. I partner devono rafforzare la loro azione congiunta in particolare in materia di pianificazione degli interventi, aiuto alimentare, riduzione dei rischi di catastrofi e aiuto alla transizione in seguito a una catastrofe.

Ultima modifica: 13.05.2011
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