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Strumento degli aiuti umanitari

Scopo degli interventi umanitari della Comunità europea è fornire aiuti d'urgenza alle vittime di catastrofi naturali, conflitti o altre circostanze straordinarie dello stesso tipo.

ATTO

Regolamento 1257/96/CE del Consiglio, del 20 giugno 1996, relativo all'aiuto umanitario [Cfr atti modificativi].

SINTESI

Contesto

Il regolamento disciplina l'esecuzione di tutte le azioni di aiuto umanitario dell'Unione a favore delle vittime che non possono essere soccorse efficacemente dalle autorità del proprio paese. Si tratta di un aspetto importante delle relazioni esterne; la politica umanitaria, concentrandosi sulla fornitura di beni e servizi, si sforza di prevenire e alleviare la sofferenza umana. Perché questa politica sia efficace e di dimensioni globali il lavoro svolto dagli Stati membri e dalla Commissione è rafforzato da una cooperazione con le organizzazioni non governative (ONG) e le organizzazioni internazionali.

Principi dell'aiuto umanitario

L'aiuto umanitario, che è rivolto in via prioritaria alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo, non consiste solo in azioni di soccorso immediato, bensì anche in azioni di prevenzione delle calamità e di azioni di ricostruzione. Per il periodo di tempo che le circostanze richiedono, tali azioni si concentrano sui bisogni generati improvvisamente da calamità naturali, quali le inondazioni o i terremoti, o da catastrofi provocate dall'uomo, quali le guerre e i conflitti, ovvero da situazioni straordinarie dello stesso tipo.

Attività che rientrano nella categoria dell'aiuto umanitario

Essendo uno strumento a breve termine (di un massimo di sei mesi), l'aiuto umanitario è inteso principalmente a:

  • salvare vite umane in situazioni d'emergenza e postemergenza;
  • fornire assistenza e soccorso alle popolazioni colpite da crisi più durature derivanti in particolare da conflitti e guerre;
  • sviluppare, a breve termine e nel quadro delle attività di postemergenza, i lavori di risanamento e ricostruzione, in particolare d'infrastrutture e apparecchiature;
  • affrontare le conseguenze degli spostamenti di popolazioni con azioni, a seconda dei casi, di rimpatrio e aiuto al reinserimento;
  • garantire una preparazione ai rischi specifici e utilizzare un sistema di allerta rapida e d'intervento appropriato.

Inoltre, l'aiuto può finanziare azioni intese a migliorare la sua realizzazione, come studi preparatori di fattibilità, la valutazione di progetti, il miglioramento della conoscenza della problematica umanitaria, il rafforzamento del coordinamento tra la Comunità e gli Stati membri.

Finanziamento

L'aiuto umanitario ha carattere non rimborsabile . La sua attuazione è garantita con un finanziamento che può abbracciare la distribuzione di soccorsi, le spese legate al personale esterno, la costruzione delle abitazioni ecc.

Attuazione

L'aiuto umanitario finanziato dall'Unione può essere mobilitato su richiesta della Commissione, di ONG, di organizzazioni internazionali, di uno Stato membro o del paese beneficiario.

La Commissione può ricorrere a tre procedure di decisione diverse:

  • la procedura di delega: al fine di aumentare la rapidità di reazione di fronte alle emergenze improvvise, la Commissione delega al direttore della Direzione generale per gli aiuti umanitari (ECHO) la competenza delle "decisioni più urgenti", che sottostanno a determinate condizioni (importo massimo di 3 milioni di euro e durata massima di 3 mesi dell'azione);
  • la procedura di abilitazione: il Commissario responsabile dell'aiuto umanitario ha poteri decisionali per le azioni d'urgenza fino a 30 milioni di euro e per un periodo massimo di 6 mesi nonché le decisioni "non urgenti" per un massimo di 10 milioni di euro. Queste decisioni sono oggetto di una procedura di consultazione (gabinetto, interservizi); le decisioni urgenti che comportano una spesa superiore a 10 milioni di euro e le decisioni non urgenti che comportano una spesa superiore a 2 milioni di euro richiedono l'approvazione del Comitato per l'aiuto umanitario;
  • la procedura scritta: per tutte le decisioni cui non si applica la procedura di delega o di abilitazione.

La Commissione è incaricata d'istruire, gestire, sorvegliare e valutare le azioni. In questa attività essa è assistita da un comitato di rappresentanti degli Stati membri secondo la procedura della comitatologia.

L'aiuto può essere fornito da ONG, da organismi e organizzazioni internazionali, dalla Commissione o da organismi specializzati degli Stati membri. La Commissione svolge un ruolo importante sorvegliando il coordinamento tra le attività della Comunità e quelle degli Stati membri e assicurando la coerenza tra le azioni degli organismi e organizzazioni internazionali.

Valutazione

Per valutare e poter migliorare le azioni condotte in questo campo la Commissione, dopo ogni esercizio finanziario, sottopone una relazione annuale al Parlamento europeo e al Consiglio contenente un riepilogo delle azioni finanziate, informazioni relative agli attori che hanno contribuito alla loro realizzazione e una sintesi delle valutazioni esterne eseguite. Nel 1999 la Commissione ha pubblicato inoltre una valutazione di tutte le attività intraprese dal 1996 nel quadro del regolamento.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigore - Data di scadenzaTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n° 1257/96

5.7.1996

-

GU L 163 del 2.7.1996

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento n° 1882/2003

20.11.2003

-

GU L 284 del 31.10.2003

Regolamento n° 219/2009

20.4.2009

-

GU L 87 del 31.3.2009

Ultima modifica: 04.06.2010
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