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Orientamenti dell’UE in materia di tortura e altri trattamenti crudeli

Questi orientamenti mirano a dotare l'Unione europea (UE) di uno strumento operativo per la lotta contro la tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti nelle sue relazioni esterne.

ATTO

Orientamenti per una politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi in materia di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti (Aggiornamento degli orientamenti). Consiglio "Affari generali" del 18 aprile 2008 [Non pubblicati nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Gli interventi dell'Unione europea (UE) in materia di lotta contro la tortura e i maltrattamenti comprendono un sostegno attivo al consolidamento ed all'applicazione degli strumenti internazionali e al lavoro degli organismi interessati. L’UE adotta misure nell’ambito della sua Politica estera e di sicurezza comune (PESC), come il regolamento sul commercio di strumenti di tortura.

Nella lotta contro la tortura e i maltrattamenti, la componente operativa della PESC comprende vari elementi:

  • delle relazioni periodiche dei paesi extra UE in cui i capimissione dell'UE presentano un'analisi delle crudeltà riscontrate e una valutazione dell'impatto degli sforzi compiuti dall'Unione per prevenirle;
  • un ruolo di osservazione per alcuni rappresentanti delle ambasciate nei processi in cui si teme che l'accusato sia stato torturato o maltrattato;
  • la valutazione delle relazioni degli organi pertinenti, come le organizzazioni non governative (ONG) e i relatori speciali delle Nazioni Unite (ONU), al fine di identificare le situazioni in cui è necessario l’intervento dell’UE.

L'obiettivo dell'UE è fare in modo che i paesi extra UE vietino la tortura e i maltrattamenti e rispettino gli impegni assunti. Per promuovere il rispetto del diritto internazionale, l'Unione prende le seguenti misure:

  • instaura un dialogo politico comprendente discussioni con i paesi extra UE e con le organizzazioni regionali. Il Consiglio ha anche adottato delle linee direttrici per i dialoghi in materia di diritti umani volte a stabilire delle condizioni e dei principi chiari in questo campo;
  • attraverso prese di posizione confidenziali o iniziative pubbliche, invita i paesi extra UE a varare misure contro la tortura o i maltrattamenti. L'UE chiederà informazioni supplementari in caso di violazione dei diritti umani;
  • nell'ambito della cooperazione bilaterale e multilaterale, promuove la collaborazione con la società civile, in particolare nell'ambito dello Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR). L'EIDHR sostiene le ONG nella lotta contro la tortura e nella riabilitazione delle vittime della tortura.

L'UE esorta inoltre i paesi extra UE a prendere misure interne, quali:

  • l'introduzione di disposizioni che vietano e condannano la tortura e i maltrattamenti, anche tramite l'adozione di leggi, misure amministrative e restrizioni relative alla produzione e alla vendita delle attrezzature utilizzate per questo genere di attività;
  • il rispetto delle norme e delle procedure internazionali, anche tramite l'adesione alle convenzioni internazionali e allo Statuto del Tribunale penale internazionale, e la cooperazione con le strutture competenti dell’ONU e/o del Consiglio d’Europa;
  • la garanzia di condizioni di detenzione che rispettino i diritti umani e il divieto di località di detenzione segrete. L'UE è inoltre favorevole all'istituzione di meccanismi nazionali di controllo che permettano le visite ai luoghi di detenzione da parte di rappresentanti qualificati della società civile e di organismi indipendenti;
  • l'assicurazione che il loro sistema giuridico sia conforme alle norme e alle procedure internazionali e la lotta all’impunità;
  • l’adozione di misure per i gruppi che necessitano di una protezione speciale, come le donne, i bambini e i rifugiati;
  • la definizione di procedure per le denunce di torture, la garanzia dell'indennizzo, la creazione e il consolidamento delle istituzioni nazionali, la garanzia di una formazione efficace dei professionisti ecc.

L'Unione europea solleva sistematicamente queste questioni in seno alle organizzazioni multilaterali quali le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa e l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Essa continua altresì a sostenere i meccanismi internazionali e regionali pertinenti, nonché i fondi volontari pertinenti.

Contesto

Una delle massime priorità delle relazioni esterne dell'UE è la promozione del rispetto dei diritti umani, che figura anche tra i principali obiettivi della PESC. La lotta contro la tortura e le altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti si inquadra appunto nell'ambito di questo lavoro, che rimane ancor oggi necessario sebbene numerosi strumenti internazionali vietino questo genere di gravi violazioni della dignità umana. Le azioni dell'UE, sostenute con vigore da tutti i suoi paesi, puntano a prevenire e ad eliminare la tortura e i maltrattamenti, e a lottare contro l'impunità dei responsabili. Questo lavoro è complementare alla lotta contro la pena di morte.

Ultima modifica: 30.09.2010
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