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Orientamenti dell’Unione europea sui diritti del bambino

L’Unione europea (UE) illustra una serie di orientamenti basilari per tutelare i diritti dell’infanzia nella sua politica esterna, nell'intento di favorire un approccio globale ai diritti dei minori, intensificare l’impegno profuso attualmente e migliorare la coerenza delle attività in tale ambito. L’UE cerca di difendere attivamente i propri obiettivi nelle sue relazioni con i paesi terzi e nei consessi internazionali.

ATTO

Orientamenti dell’UE per promuovere e tutelare i diritti dell’infanzia  approvati dal Consiglio del 10 dicembre 2007 [non pubblicati nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Nonostante l’esistenza di numerosi strumenti, norme e impegni internazionali in materia di diritti dell’infanzia e i progressi compiuti in tale ambito, la realtà quotidiana di milioni di bambini nel mondo contrasta fortemente con essi.

Molti minori sono esposti a tanti pericoli e non hanno la possibilità di accedere all’istruzione, alla sanità o all’assistenza sociale. Sono vittime delle peggiori forme di sfruttamento, di violenze, abusi sessuali, malattie e conflitti armati, oltre a essere esposti a discriminazione, emarginazione ed esclusione. Le bambine più in particolare, devono far fronte a con rischi specifici del loro sesso e richiedono una particolare attenzione.

Questi orientamenti, pertanto, intensificano la promozione e tutela da parte dell’Unione europea (UE) dei diritti dell’infanzia nelle relazioni esterne, favorendo un approccio globale e strategico a tali problemi, in aggiunta agli orientamenti dell’UE in materia minori coinvolti in conflitti armati.

Per conseguire i propri obiettivi, l’UE utilizzerà strumenti operativi quali:

  • il dialogo politico, affrontando il tema dei diritti dei minori nell’ambito dei negoziati e delle discussioni tenuti all’interno delle organizzazioni internazionali e regionali e con i paesi terzi;
  • le iniziative per reagire a temi di attualità che incidono sui diritti dell’infanzia e ricordare ai paesi terzi la necessità di adottare misure appropriate per proteggere i minori;
  • la cooperazione bilaterale e multilaterale, per mettere a punto programmi di aiuti umanitari e assistenza allo sviluppo ponendo l’accento sui diritti dei minori, oppure sollevare la questione dei diritti dell’infanzia in tutti i campi dell’azione esterna dell’UE;
  • i partenariati e il coordinamento con i soggetti internazionali, come l’Organizzazione delle Nazioni Unite, le organizzazioni regionali, il forum europeo per i diritti dei minori, gli istituti di ricerca, i partenariati pubblico-privato, ma anche la società civile e le istituzioni finanziarie internazionali.

Gli orientamenti prevedono azioni da condurre nell’ambito delle relazioni con i paesi terzi e nelle sedi multilaterali.

Attuazione

Per attuare tali orientamenti operativi nelle proprie relazioni con i paesi terzi, l’UE propone una serie di azioni di carattere generale quali:

  • incoraggiare i paesi terzi ad aderire agli strumenti e alle norme internazionali pertinenti, nonché a cooperare con i diversi meccanismi esistenti come quelli delle Nazioni Unite, oltre che agli strumenti regionali, ivi compresi quelli del Consiglio d’Europa;
  • potenziare gli strumenti per promuovere e tutelare i diritti dell’infanzia a livello nazionale mediante, l’elaborazione di strategie e la creazione o il rafforzamento dei meccanismi governativi;
  • migliorare i processi e le strutture di verifica, come i database e i sistemi di monitoraggio, nonché sostenere la ricerca sui diritti dei minori, creare istituzioni indipendenti e promuovere il coinvolgimento della società civile;
  • offrire maggiori risorse per promuovere e tutelare i diritti dell’infanzia;
  • incoraggiare e sostenere la revisione della legislazione nazionale a favore della promozione e della tutela dei diritti dell’infanzia per consentire una maggiore coerenza e compatibilità con le norme e gli strumenti internazionali;
  • lottare contro la violazione dei diritti dei minori e porre fine all’impunità esistente;
  • incoraggiare e agevolare il reale coinvolgimento dei minori nel processo decisionale e nell’attuazione delle politiche che li riguardano;
  • aumentare i mezzi a disposizione delle famiglie e degli altri intervenenti affinché possano assumere pienamente il proprio compito di tutelare dei diritti dell’infanzia;
  • incoraggiare l’attuazione di programmi di sensibilizzazione ai diritti dei minori promuovendo campagne o inserendo la questione dei diritti dei minori nei programmi scolastici.

Nell’ambito degli orientamenti, saranno condotte azioni specifiche in ambiti prioritari, con una strategia di attuazione distinta. Questi ambiti sono individuati per un biennio. La prima priorità scelta riguarda tutte le forme di violenza contro i minori. Gli obiettivi, il capitolo operativo e la strategia di attuazione per paese, le azioni, la verifica e la valutazione dell’attuazione sono descritte dettagliatamente nell’allegato 1 degli orientamenti.

Il gruppo “Diritti dell’uomo” presso il Consiglio (COHOM) è incaricato di analizzare l’attuazione e il seguito dato a tali orientamenti in stretto coordinamento e collaborazione con altri gruppi di lavoro del Consiglio.

Contesto

L’UE si è impegnata a rispettare i diritti dell’uomo in generale e i diritti del minore in particolare, a norma di trattati internazionali ed europei. Essa, pertanto, sottoscrive la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei minori, promuove l’attuazione della dichiarazione per il Millennio e degli obiettivi di sviluppo per il Millennio (MDG), oltre a sostenere il piano di azione intitolato “Un mondo degno dei bambini” (EN ) delle Nazioni Unite.

Da diversi anni, l’UE conduce un’azione diversificata riguardante in particolare i minori coinvolti in conflitti armati e l’inserimento del tema dei diritti dell’infanzia nel dialogo con i paesi terzi,nonché nel quadro del processo di allargamento. L’UE ha altresì creato uno strumento finanziario europeo per promuovere la democrazia e i diritti umani nel mondo, che consente di incentivare progetti in tale ambito. Inoltre, come enunciato nel consenso europeo per lo sviluppo, essa integra il rispetto dei diritti dell’infanzia nella propria politica di sviluppo.

Ultima modifica: 09.12.2010
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