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Relazione annuale dell'UE sui diritti umani per il 2007

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Questa nona relazione annuale dell'Unione europea (UE) sui diritti umani, relativa al periodo che va dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2007, passa in rassegna le attività svolte dall'UE nei paesi terzi in materia di diritti umani.

ATTO

Relazione annuale dell'Unione europea sui diritti umani per il 2007. Consiglio dell'Unione europea del 18 ottobre 2007 [Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Attività nell'ambito delle relazioni esterne

Le questioni inerenti ai diritti umani hanno iniziato ad essere integrate sistematicamente nella pianificazione e nello svolgimento delle operazioni eseguite nell'ambito della politica europea di sicurezza e di difesa (PESD). La promozione della parità uomo-donna rappresenta, in particolare, un elemento essenziale degli obiettivi strategici delle missioni PESD.

Per quanto riguarda le missioni civili e militari dell’Unione europea (UE) inerenti alla gestione delle crisi, si segnalano l'invio di una missione di sorveglianza a Aceh (MSA), il proseguimento delle missioni in corso (EUJUST LEX in Iraq e EUPOL COPPS nei territori palestinesi) e il rinnovato sostegno alle missioni dell’Unione africana nella regione sudanese del Darfur (AMIS) e in Somalia (AMISOM).

Il capitolo politico dei piani d'azione della politica europea di vicinato (PEV) stabiliti con ciascuno degli Stati interessati comprende impegni relativi ai diritti dell'uomo, alla governance e alla democratizzazione. Per alcuni paesi partner (come la Giordania, il Marocco e il Libano), l'attuazione di questi piani d'azione è stata monitorata da sottocomitati ad hoc per le questioni inerenti ai diritti umani.

L'UE ha proseguito il dialogo sui diritti umani con la Cina, l'Iran, l'Uzbekistan e la Federazione russa e ha avviato consultazioni sulle questioni inerenti ai diritti umani con gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone, la Nuova Zelanda e i paesi candidati all'adesione.

Nell'aprile 2007, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che insisteva sulla necessità di predisporre un meccanismo di verifica dell'applicazione della clausola sui diritti umani contenuta negli accordi di cooperazione con paesi terzi e di avviare una revisione della clausola stessa.

È stata avviata un'analisi di tutti i progetti svolti dal 2000 nell'ambito dell'Iniziativa europea per la democrazia e i diritti umani (EIDHR). Il 1° gennaio 2007, l'EIDHR è stata sostituita da un nuovo strumento finanziario autonomo.

Durante il periodo oggetto della presente relazione, l'UE ha proseguito attivamente i suoi interventi su diverse questioni tematiche, fra cui:

  • la lotta contro la pena di morte, in particolare attraverso la "Dichiarazione contro la pena di morte" presentata il 19 dicembre 2006 davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite;
  • la lotta contro la tortura e i maltrattamenti, segnatamente attraverso il proseguimento del suo piano d'azione mondiale contro la tortura e l'entrata in vigore del regolamento che vieta la produzione e il commercio di attrezzature destinate ad infliggere torture;
  • la difesa dei diritti del bambino, con il lancio di una strategia a lungo termine;
  • la protezione dei difensori dei diritti umani, anche attraverso un'analisi del modo in cui vengono applicati gli orientamenti dell'UE in materia;
  • la promozione dei diritti delle donne e della parità fra i sessi, con l'adozione di una comunicazione sulla parità uomo-donna e sul ruolo delle donne nella cooperazione allo sviluppo;
  • la lotta contro la tratta degli esseri umani;
  • il monitoraggio e l'assistenza elettorali;
  • l'asilo, la migrazione, i profughi e gli sfollati;
  • la lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione;
  • la libertà di religione e di credo;
  • i diritti delle persone appartenenti a minoranze e delle popolazioni autoctone.

Per quanto riguarda la sua azione nei consessi internazionali, l'UE ha contribuito attivamente ai lavori del nuovo consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, che dal giugno 2006 sostituisce la commissione dei diritti dell'uomo.

La relazione esamina altresì l'azione dell'UE nei confronti di determinati paesi. L'Unione ha continuato a seguire i progressi compiuti dai paesi candidati all'adesione e dai paesi contemplati dalla PEV in materia di diritti umani e di libertà fondamentali. In linea con la nuova strategia per l'Africa adottata nel dicembre 2005, si è rivolta particolare attenzione alla promozione dei diritti umani nell'ambito del dialogo politico rafforzato con i singoli paesi africani. L'UE si è detta preoccupata per il mancato miglioramento della situazione dei diritti umani in America centrale e ha seguito gli sviluppi in America latina, segnatamente in Colombia, a Cuba, in Guatemala, in Messico, in Perù e in Venezuela. Per quanto riguarda l'Asia, ci si è concentrati sulla situazione in Birmania/Myanmar, Cambogia, Cina, Pakistan e Afghanistan.

Evoluzione della situazione nell'UE

L'Agenzia per i diritti fondamentali dell'UE, creata il 15 febbraio 2007 e operativa dal 1° marzo 2007, ha il compito di esaminare le questioni relative ai diritti fondamentali nell'UE e negli Stati membri connesse all'attuazione della legislazione comunitaria.

In sede di Consiglio, la nomina della nuova rappresentante personale del segretario generale per i diritti umani in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESC) ha potenziato l'équipe che si occupa di diritti umani. La sottocommissione "diritti umani" del Parlamento europeo, che fa parte della commissione "affari esteri", ha commissionato diversi studi sul rispetto dei diritti umani in determinati paesi e sull'applicazione degli orientamenti dell'UE in materia.

Ultima modifica: 09.05.2008
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