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Piano d’azione sui minori non accompagnati (2010-14)

Il presente piano d’azione fornisce un approccio comune per affrontare le sfide correlate all’arrivo nell’Unione europea (UE) di un numero consistente di minori non accompagnati. Il piano d’azione si fonda sul principio dell’interesse superiore del minore.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Piano d'azione sui minori non accompagnati (2010-2014) [COM(2010) 213 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Ogni anno arriva nell’Unione europea un numero consistente di minori non accompagnati. Il termine «minori non accompagnati» si riferisce ai cittadini di paesi terzi o agli apolidi di età inferiore ai diciotto anni che entrano nel territorio dell’Unione senza essere accompagnati da una persona adulta responsabile o che sono lasciati da soli una volta nel territorio dell’UE.

Sebbene gli strumenti legislativi e finanziari dell'UE sull'asilo, sull'immigrazione e sulla tratta degli esseri umani si occupino già direttamente o indirettamente della situazione specifica dei minori non accompagnati, occorrono maggiore coerenza e cooperazione all'interno dell'UE e con i paesi di origine e di transito. Per permettere all'UE e agli Stati membri di fornire risposte concrete ed efficaci è necessario un approccio comune basato sul rispetto dei diritti dei minori quali definiti nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE e nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (UNCRC) e basato sulla solidarietà tra i paesi coinvolti, nonché su una cooperazione con le organizzazioni della società civile e con le organizzazioni internazionali.

Il piano d’azione individua vari problemi e presenta una serie di soluzioni relative alla situazione dei minori non accompagnati. Il piano d'azione segnala anzitutto l'insufficienza dei dati su tali minori e quindi propone tre linee d'azione principali: prevenzione, programmi di protezione e soluzioni durature.

Dati sui minori non accompagnati

Per valutare correttamente la situazione e trovare soluzioni appropriate, occorre una valutazione chiara basata su dati completi, affidabili e comparabili. Attualmente il regolamento relativo alle statistiche comunitarie sull’asilo e la migrazione impone agli Stati membri di trasmettere dati soltanto per quanto riguarda i minori non accompagnati che chiedono la protezione internazionale. È necessario superare questa limitazione per ottenere statistiche complete e armonizzate su tutti i minori non accompagnati.

Lo scambio di dati e informazioni tra Stati membri migliorati dovrebbe essere favorito, con l’aiuto delle agenzie e delle reti già esistenti, come la rete europea sulle migrazioni e l’ufficio europeo di sostegno per l’asilo. Va migliorata anche la cooperazione con i paesi di origine e di transito. A tal fine, è essenziale raccogliere informazioni sulle rotte migratorie e sulle reti criminali, che potrebbero essere incluse sistematicamente nel profilo migratorio dei paesi interessati. Frontex ed Europol sono già impegnate nei rispettivi campi d’azione, ma i loro ruoli nell’ambito della raccolta dei dati potrebbero essere ulteriormente potenziati.

Le principali linee d’azione

Il primo passo per risolvere in modo efficace il problema dei minori non accompagnati è la prevenzione della migrazione a rischio e della tratta dei minori. A questo proposito vanno studiati i vari motivi che spingono i minori a lasciare le loro regioni o i loro paesi di origine e a venire in Europa. Di conseguenza al centro della prevenzione si situa la collaborazione con i paesi di origine e di transito e con le organizzazioni internazionali e della società civile. La prevenzione si concentra su quattro settori principali:

  • affrontare la questione della migrazione dei minori non accompagnati anche nell’ambito di altre politiche, ad esempio di cooperazione allo sviluppo, riduzione della povertà, istruzione, sanità e diritti umani;
  • promuovere attività di sensibilizzazione e formazione per riconoscere rapidamente e proteggere le vittime, rivolte a coloro che sono o saranno in contatto con i bambini nei paesi di origine e di transito;
  • promuovere campagne di sensibilizzazione sui rischi correlati alla migrazione clandestina rivolte ai bambini e alle loro famiglie;
  • sostenere lo sviluppo di sistemi di protezione globali e sistemi di registrazione delle nascite.

Gli strumenti di cooperazione esterna nazionali e dell'UE dovrebbero essere utilizzati per sostenere le attività in questi settori. Allo stesso tempo è importante continuare a finanziare i programmi di protezione vicini ai paesi di origine.

Quando un minore non accompagnato viene individuato alla frontiera o sul territorio dell’UE, deve essere messe sotto adeguata protezione. Sebbene gli strumenti dell’UE sulla migrazione contengano già disposizioni sulla protezione rafforzata dei minori non accompagnati, queste sono però specifiche per contesto e non garantiscono gli stessi livelli di accoglienza e assistenza. Deve essere garantita la nomina di un rappresentante per il minore. Inoltre è fondamentale separare i minori dagli adulti per impedire una nuova vittimizzazione. I minori non accompagnati dovrebbero essere sempre accolti in strutture adeguate e il trattenimento dovrebbe essere applicato soltanto in casi eccezionali.

La rapida ricostruzione del profilo del minore, la creazione di un clima di fiducia e l’uso di misure stabilite dalla legislazione dell’Unione sono importanti per:

  • identificare il minore, accertare la sua età e rintracciare la sua famiglia;
  • prevenire la scomparsa del minore dalle strutture;
  • individuare e perseguire i trafficanti e i passatori.

Per trovare soluzioni durature ogni caso deve essere valutato singolarmente, sulla base del principio dell’interesse superiore del minore. Un minore non accompagnato potrebbe:

  • essere rimpatriato e reintegrato nel suo paese di origine, dando priorità al rimpatrio volontario nel pieno rispetto delle garanzie imposte dalla direttiva sul rimpatrio;
  • ottenere la protezione internazionale e un altro status giuridico e integrato nel paese ospitante;
  • essere reinsediato in uno Stato membro.
Ultima modifica: 15.07.2010
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