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Corte penale internazionale

Il consolidamento dello Stato di diritto, il rispetto dei diritti dell’uomo, il mantenimento della pace e il rafforzamento della sicurezza internazionale costituiscono valori essenziali dell’Unione europea (UE) la quale, di conseguenza, si è fermamente impegnata a cooperare con la Corte penale internazionale (CPI) per porre termine all’impunità degli autori dei crimini più gravi che sono motivo di allarme per la comunità internazionale.

ATTO

Decisione 2011/168/PESC del Consiglio, del 21 marzo 2011, sulla Corte penale internazionale e che abroga la posizione comune 2003/444/PESC.

SINTESI

La presente decisione del Consiglio mira a promuovere un sostegno universale allo statuto della Corte penale internazionale (CPI) (EN) (FR) nonché a garantirne l’integrità, l’indipendenza e il buon funzionamento. L’Unione europea (UE) intende favorire la cooperazione con la CPI e appoggiare l’attuazione del principio di complementarità. Secondo tale principio, la Corte avvia procedimenti giudiziari esclusivamente se gli Stati non hanno la volontà o la capacità di farlo.

La CPI è un’organizzazione internazionale indipendente con sede a L’Aia (Paesi Bassi). Le è affidato il compito di giudicare gli autori di genocidi, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. La CPI è disciplinata da un trattato, lo statuto di Roma, entrato in vigore il 1° luglio 2002 e ratificato da tutti gli Stati membri dell’UE.

Promuovere un sostegno universale

L'Unione e i suoi Stati membri si impegnano ad aumentare la partecipazione allo statuto di Roma. Possono far avanzare tale processo nel quadro delle negoziazioni e dei colloqui politici svolti con paesi terzi o delle organizzazioni regionali. Peraltro, possono adottare iniziative intese a promuovere i valori, i principi e le disposizioni dello statuto. Per conseguire il suo obiettivo, l’UE e i suoi Stati membri devono cooperare con altri Stati, istituzioni internazionali e determinate organizzazioni non governative.

Gli Stati membri condividono con i paesi interessati la loro esperienza relativa all’attuazione dello statuto di Roma. Possono, analogamente a quanto fa l’UE, fornire un sussidio tecnico o finanziario a tali paesi. L’aiuto fornito deve facilitare la partecipazione allo statuto e la sua attuazione.

Garantire l’indipendenza

Per garantire l’indipendenza della CPI, l’Unione e i suoi Stati membri:

  • incoraggiano gli Stati parte a versare il loro contributo al bilancio della Corte;
  • sostengono l’attuazione dell’assistenza e della formazione per i giudici, i procuratori, i funzionari e gli avvocati chiamati a svolgere lavori legati alla CPI;
  • incoraggiano l’adesione e la ratifica dell’accordo sui privilegi e le immunità della Corte.

Garantire un funzionamento efficace

L'Unione e gli Stati membri possono concludere intese o accordi specifici allo scopo di consentire un funzionamento efficace della CPI.

Vari paesi aderenti allo statuto di Roma hanno concluso con gli Stati Uniti accordi bilaterali che garantiscono il non trasferimento dei cittadini americani davanti alla Corte. Il Consiglio rinvia alle sue conclusioni del 30 settembre 2002 che fissavano principi di orientamento per guidare gli Stati membri che avevano intenzione di sottoscrivere tali accordi:

  • gli accordi internazionali esistenti tra un Paese aderente alla Corte e gli Stati Uniti devono essere presi in considerazione;
  • nella loro attuale forma, la conclusione di tali accordi è contraria agli obblighi dei paesi membri della Corte;
  • le intese adottate devono garantire che i responsabili di crimini che attengono alla competenza della Corte non restino impuniti;
  • le intese relative alla nazionalità delle persone da non consegnare devono riguardare esclusivamente i cittadini di paesi che non partecipano alla Corte;
  • le immunità statali o diplomatiche devono essere rispettate;
  • qualunque accordo deve riguardare esclusivamente le persone presenti in uno Stato perché vi sono state inviate dal loro paese d’origine;
  • gli accordi possono avere durata limitata;
  • gli accordi devono essere ratificati secondo le procedure costituzionali di ciascuno Stato membro.

Il Consiglio propone anche di sviluppare un dialogo politico approfondito con gli Stati Uniti che verta in particolare su:

  • l'eventuale ritorno degli Stati Uniti nell’ambito del processo della Corte;
  • l’instaurazione di una cooperazione tra gli Stati Uniti e la Corte in casi precisi;
  • l'applicazione di deroghe alla legge americana sulla protezione dei membri delle forze armate degli Stati Uniti (legge ASPA).

Contesto

A febbraio 2004, il Consiglio ha adottato un piano d’azione che definiva il quadro delle attività dell’Unione mirante a sostenere la Corte penale internazionale. Il piano, che è attualmente in fase di riesame, comprende tre parti: il coordinamento delle attività dell’Unione, l’universalità e l’integrità dello statuto di Roma, l’indipendenza e il buon funzionamento della Corte.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale

Decisione 2011/168/PESC

21.3.2011

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GU L 76, 22.3.2011

ATTI COLLEGATI

Accordo di cooperazione e di assistenza tra la Corte penale internazionale e l’Unione europea [Gazzetta ufficiale L 115 del 28.4.2006].
Tale accordo fissa le modalità relative alla cooperazione e all’assistenza tra la Corte penale internazionale e l’Unione europea attraverso, tra l’altro, la consultazione sulle questioni di comune interesse e il regolare scambio di informazioni e di documenti di comune interesse.

Ultima modifica: 07.06.2011
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