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Rispettare e promuovere i valori dell'Unione

La Commissione europea propone di fissare un quadro per analizzare le condizioni di applicazione dell'articolo 7 del trattato sull'Unione europea (UE). La comunicazione adottata a tal fine è volta a chiarire quali sono i casi di eventuale applicazione dei meccanismi di prevenzione e di sanzione, che possono scattare in caso di violazione - o di rischio di violazione - dei valori comuni dell'Unione e contiene anche una lista di misure da adottare per un'eventuale azione preventiva.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 15 ottobre 2003 in merito all'articolo 7 del trattato sull'Unione europea: Rispettare e promuovere i valori sui quali è fondata l'Unione [COM(2003) 606 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il rispetto della dignità umana e dei diritti umani, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e lo Stato di diritto sono i valori comuni, sanciti dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea, su cui si basa l'Unione europea (UE).

Il rispetto di questi principi è una condizione di appartenenza all'Unione, e l'articolo 7 del trattato sull'Unione europea (TUE) nonché l'articolo 354 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) forniscono alle istituzioni i mezzi per garantire il rispetto di questi valori da parte di tutti gli Stati membri. L'articolo 7 TUE prevede pertanto un meccanismo di prevenzione, in caso di rischio di una violazione di questi valori comuni da parte di uno Stato membro, e un meccanismo di sanzione in caso di violazione di questi valori.

Condizioni di applicazione

L'attuazione dell'articolo 7 TUE europea richiede determinate condizioni:

  • un «evidente rischio di violazione grave» dei valori di cui all'articolo 2, per il meccanismo di prevenzione. Si tratta a questo livello di mera potenzialità, che esclude tuttavia, rischi ancora molto possibili. Questa ipotesi offre alle istituzioni i mezzi per allertare lo Stato membro interessato prima il rischio si realizzi;
  • una «violazione grave e persistente» dei valori di cui all'articolo 2, per il meccanismo di sanzione. In questo caso si tratta di una realizzazione materiale del rischio. Tale violazione deve durare nel tempo.

In entrambi i casi, la violazione deve essere grave. Questo criterio può essere valutato in base all'oggetto della violazione (la popolazione bersaglio per esempio) e al risultato (la violazione di un solo valore comune è sufficiente per attivare il meccanismo, ma la violazione di diversi valori può essere segno di una violazione grave).

L'articolo 7 TUE non è destinato ad essere applicato a casi individuali di violazioni che rientrano sotto la giurisdizione dei tribunali nazionali, europei e internazionali, ma a violazioni che raggiungono le dimensioni di un problema sistematico.

Attuazione

L'articolo 7 TUE concede al Consiglio e al Consiglio europeo un margine discrezionale al momento di constatare una violazione o un rischio di violazione dei diritti fondamentali. Il Consiglio ha inoltre la possibilità, ma non l'obbligo, di comminare sanzioni. I poteri del Consiglio e del Consiglio europeo sono sottoposti al controllo democratico del Parlamento europeo che deve approvare le loro decisioni. Il controllo della Corte di giustizia invece riguarda la procedura.

Prevenzione

La relazione annuale del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti fondamentali nell’UE consente già l'elaborazione di una diagnosi precisa per i paesi dell'Unione. Ma sono disponibili varie altre fonti (organizzazioni non governative, giurisprudenze regionali ed internazionali, organizzazioni internazionali…), e anche le denunce individuali inviate alla Commissione ed al Parlamento costituiscono fonti d'informazione sulle preoccupazioni dei cittadini in materia di diritti fondamentali.

La Commissione sottolinea poi il ruolo della rete di esperti indipendenti sui diritti fondamentali e la sua relazione annuale. La rete è stata poi integrata all’Agenzia europea dei diritti fondamentali creata nel 2007 e che presenta ogni anno una relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell’UE.

Inoltre la Commissione stila ormai ogni anno una relazione annuale sull' applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La prima relazione è stata redatta per il 2010. Il monitoraggio dovrà permettere di individuare le situazioni che potrebbero portare a violazioni dei diritti fondamentali ai sensi dell'articolo 7 del TUE.

Nel caso in cui la Commissione dovesse proporre l'applicazione dell'articolo 7 del TUE contro uno Stato membro, quest'ultima instaurerebbe un dialogo con le altre istituzioni, in particolare il Parlamento europeo, e con lo Stato membro interessato in tutte le fasi della procedura. Questi contatti informali consentirebbero di analizzare la situazione e di raccogliere le opinioni del paese interessato.

Al fine di ottenere un maggior scambio di informazioni, la Commissione suggerisce anche di stabilire contatti con il Consiglio d'Europa ed in particolare con il commissario per i diritti dell'uomo. Allo stesso modo è necessario un dialogo continuo e regolare con la società civile, e in particolare con le ONG responsabili di tutelare e promuovere i diritti fondamentali. Sono spesso interventi non comunitari che richiamano l'attenzione del pubblico su eventuali violazioni.

La Commissione ritiene che sarebbe necessario sviluppare una politica di sensibilizzazione e di educazione del pubblico in materia di diritti fondamentali.

Contesto

Il trattato di Amsterdam (1997) ha introdotto una possibilità di intervento da parte dell'Unione, a posteriori, in caso di violazione grave e persistente dei valori comuni da parte di uno Stato membro. Il trattato di Nizza (2001) ha aggiunto un meccanismo di prevenzione in caso di evidente rischio di violazione grave. Alcuni cambiamenti nella procedura sono stati successivamente introdotti dal trattato di Lisbona (2007).

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 30 marzo 2011 - Relazione 2010 sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea [COM(2011) 160 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 25.10.2011
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