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Libro verde sui procedimenti penali

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Al fine di agevolare l'attuazione dei principi di reciproco riconoscimento, la Commissione europea presenta questo libro verde in materia di norme minime comuni relative alle garanzie procedurali a favore di indagati e imputati, perseguiti o condannati per aver commesso un reato. I diritti fondamenti in questione sono cinque: diritto all'assistenza e alla rappresentanza in giudizio; diritto di farsi assistere da un interprete o da un traduttore; diritto a una protezione specifica per gli appartenenti a gruppi ritenuti vulnerabili; diritto dei cittadini degli altri Stati membri e dei paesi terzi a un'assistenza consolare; diritto a una "dichiarazione di diritti".

ATTO

Libro verde della Commissione - Garanzie procedurali a favore di indagati e imputati in procedimenti penali nel territorio dell'Unione europea.

SINTESI

Onde agevolare l'applicazione del principio di reciproco riconoscimento, il libro verde della Commissione mira a valutare l'opportunità e la necessità di istituire negli Stati membri dell'Unione norme minime comuni in materia di garanzie procedurali concesse alle persone indagate o imputate per aver commesso un reato, e perseguite o condannate per tale reato. Il libro verde si prefigge altresì di definire queste norme minime e i settori in cui andranno applicate.

Il testo è suddiviso in nove capitoli ed esamina 35 quesiti precisi, in merito ai quali vengono consultati tutti i settori interessati (servizi governativi, organi istituzionali di categoria, organizzazioni non governative - ONG, avvocati e privati cittadini).

I primi tre capitoli, pari a un terzo del libro verde, legittimano l'intervento della Commissione su scala europea in materia di protezione delle persone indagate o imputate per un reato penale, ovvero perseguite o condannate per questo reato, con particolare attenzione alle persone oggetto di un'azione penale in uno Stato membro di cui non hanno la cittadinanza. Questi tre capitoli vertono rispettivamente sui motivi di un'azione dell'Unione in questo settore; sulla definizione dei diritti fondamentali; sugli obblighi convenzionali e sulle disposizioni vigenti.

Diritti fondamentali derivanti dal diritto a un processo equo

La Commissione stila un inventario dei diritti fondamentali, la cui osservanza impone all'Unione di agire al riguardo: l'articolo 6 della convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, che prevede il "diritto a un processo equo", nonché l'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali, che fa riferimento al "diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale", oltre ad altre disposizioni di altri trattati internazionali.

Per la definizione dei "diritti fondamentali" sottesa al concetto di "diritto a un processo equo", la Commissione è giunta alla conclusione che, seppure tutti sono importanti, nella fase attuale è opportuno privilegiare i diritti considerati essenziali, vale a dire:

  • il diritto a un'assistenza giudiziaria e a un'assistenza giuridica (rappresentanza) fornita da un avvocato;
  • il diritto a farsi assistere da un interprete e a ottenere la traduzione dei documenti essenziali:
  • il diritto per le persone accusate di un reato di ottenere informazioni scritte in merito ai loro diritti fondamentali, in una lingua che siano in grado di comprendere, magari sotto forma di "dichiarazione dei diritti";
  • il diritto a una protezione sufficiente per le persone vulnerabili;
  • il diritto all'assistenza consolare.

Ciascuno di tali diritti forma oggetto di un capitolo nel libro verde.

Diritto all'assistenza e alla rappresentanza in giudizio

La Commissione prospetta la possibilità di travalicare il diritto all'assistenza di un avvocato, obbligando gli Stati membri a porre in essere un sistema nazionale di rappresentanza in giudizio ad opera di un avvocato. Essa prende in considerazione persino la possibilità di imporre che gli Stati membri verifichino il livello di competenza degli avvocati d'ufficio e garantiscano loro una retribuzione sufficiente.

Diritto di farsi assistere da un'interprete o da un traduttore

Il libro verde propone la creazione di un meccanismo formale che imponga agli addetti all'istruzione giudiziaria di accertarsi che l'indagato comprenda sufficientemente la lingua del procedimento per difendersi. Esso prevede inoltre la creazione di albi nazionali di traduttori e di interpreti giudiziari, nonché di sistemi nazionali di formazione per questi operatori, con l'obbligo per gli Stati membri di verificare che il loro livello di retribuzione sia sufficiente.

Protezione dei gruppi vulnerabili

La Commissione analizza un elenco di gruppi di imputati potenzialmente vulnerabili, ai quali gli Stati membri dovrebbero concedere un livello di protezione commisurato al loro grado di vulnerabilità. Fra le categorie proposte la Commissione cita, in particolare, i cittadini esteri, i bambini, le persone colpite da infermità fisiche o mentali, gli imputati con persone a carico, gli analfabeti, i profughi, gli alcolizzati e i tossicomani.

Il libro verde parla anche della possibilità di esigere da poliziotti, avvocati e agenti di custodia una valutazione della potenziale vulnerabilità di un indagato o di un imputato in un procedimento penale, e propone una serie di provvedimenti da adottare al termine di questa valutazione.

Assistenza consolare

Le disposizioni vigenti in materia figurano all'articolo 36 della convenzione di Vienna, del 1963, sulle relazioni consolari. Al fine di migliorarle, la Commissione propone di esigere che gli Stati membri affidino a un funzionario il compito di accertarsi del rispetto dei diritti degli indagati e imputati nel paese ospite, nonché di fare da tramite fra queste perone e le loro famiglie o i loro avvocati.

Dichiarazione dei diritti

Dopo aver elencato i diritti che vanno garantiti a un imputato, il libro verde evoca la necessità di stilare una "dichiarazione dei diritti" comune a tutti gli Stati membri, che specificherebbe per iscritto i diritti fondamentali di qualsiasi indagato o imputato, ai quali la dichiarazione stessa andrebbe consegnata al massimo all'atto dell'arresto.

Osservanza e monitoraggio delle norme comuni

Da ultimo, il libro verde esamina la necessità di istituire un sistema che consenta di verificare il grado di osservanza di queste norme minime da parte di tutti gli Stati membri, di creare strumenti di valutazione, nonché di prevedere eventuali sanzioni in caso di inosservanza da parte di uno Stato membro.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreData limite di trasposizione negli Stati membriGazzetta ufficiale
Libro verde della Commissione COM(2003) 75 def.---

ATTI CONNESSI

Proposta di decisione-quadro del Consiglio in ordine a determinati diritti procedurali concessi in procedimenti penali nel territorio dell'Unione europea [COM(2004) 328 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Dopo la pubblicazione del libro verde, alla Commissione sono pervenute 78 risposte scritte, favorevoli all'idea di definire norme minime comuni in materia di garanzie procedurali. Nel giugno 2003 è stata organizzata un'audizione; tenendo debito conto delle reazioni, il 28 aprile 2004 la Commissione ha presentato una proposta di decisione-quadro. Essa verte sull'accesso degli indagati e imputati all'assistenza di un avvocato, sull'accesso degli imputati di origine straniera ai servizi di un interprete e di un traduttore, sulla protezione delle persone che non sono in grado di comprendere o seguire la procedura, sui diritti dei detenuti a comunicare (e in particolare sull'assistenza consolare concessa ai detenuti stranieri), sulla dichiarazione dei diritti nonché sulla valutazione e sul monitoraggio di tali misure.
Procedura di consultazione (CNS/2004/0113)

Proposta di decisione-quadro del Consiglio relativa al mandato europeo di ricerca delle prove diretto al reperimento di oggetti, documenti e dati da utilizzare a fini probatori nel quadro di procedimenti penali [COM(2003) 688 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Procedura di consultazione (CNS/2003/0270)

Ultima modifica: 01.02.2008
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