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Trasparenza (accesso ai documenti)

Le istituzioni dell'Unione europea (UE) hanno la responsabilità di condurre le loro azioni nella maniera più trasparente possibile.

Secondo l'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni.

Il regolamento del 30 maggio 2001 attua questo diritto d'accesso ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. Tuttavia esso mantiene due tipi di eccezioni al principio: le ipotesi nelle quali il rifiuto all'accesso è automaticamente rifiutato (attentato alla sicurezza pubblica, alla difesa e alle relazioni internazionali, ecc.) e quelle in cui l'accesso è rifiutato (attentato alla protezione degli interessi commerciali di un privato, ecc.) fatto salvo un interesse pubblico prevalente che giustifichi la divulgazione del documento.

L'accesso ai documenti dev'essere facilitato mediante la creazione di un registro pubblico elettronico.

La nozione di trasparenza rinvia all'apertura delle istituzioni comunitarie e alla chiarezza del loro funzionamento. La trasparenza è legata alla richiesta da parte dei cittadini di un accesso più ampio all'informazione e ai documenti dell'Unione europea, oltre che a una più intensa partecipazione al processo decisionale che aiuterebbe a costruire un sentimento di vicinanza con l'Unione.

Già nel 1993 il Consiglio e la Commissione hanno adottato un codice di condotta che stabiliva principi comuni sul diritto di accesso alle informazioni. Sulla base di tale codice le due istituzioni hanno inserito nel loro regolamento interno disposizioni particolari relative all'accesso ai loro documenti.

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