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Glossario

Patto di stabilità e di crescita

In seguito alla firma del Trattato di Lisbona, il glossario è corso di aggiornamento.

Il patto di stabilità e di crescita (PSC) rientra nel contesto della terza fase dell'Unione economica e monetaria (UEM) che è iniziata il 1° gennaio 1999. Tale patto si prefigge garantire che la disciplina di bilancio degli Stati membri continui dopo l'introduzione della moneta unica (euro).

Formalmente, il patto di stabilità e di crescita è costituito da una risoluzione del Consiglio europeo (adottata ad Amsterdam il 17 giugno 1997) e da due regolamenti del Consiglio del 7 luglio 1997 che ne precisano gli aspetti tecnici (controllo della situazione di bilancio e del coordinamento delle politiche economiche; applicazione della procedura d'intervento in caso di deficit eccessivi). In esito a varie discussioni sull'applicazione del PSC, i due regolamenti sono stati modificati nel giugno del 2005.

A medio termine, gli Stati membri si impegnano a rispettare l'obiettivo di una posizione finanziaria vicina all'equilibrio di bilancio e a presentare al Consiglio e alla Commissione un programma di stabilità entro il 1° marzo 1999 (la presentazione di tale programma è stata successivamente prevista annualmente). Sullo stesso modello, gli Stati non partecipanti alla terza fase dell'UEM, vale a dire quelli che non hanno (ancora) introdotto l'euro, devono presentare un programma di convergenza.

Il patto di stabilità e di crescita prevede la possibilità per il Consiglio di applicare sanzioni nei confronti di uno Stato membro partecipante che non abbia adottato le misure necessarie per porre fine a una situazione di deficit eccessivo (« procedura di deficit eccessivo »). In un primo tempo, la sanzione assume la forma di un deposito senza interessi presso la Comunità ; tuttavia questo potrà successivamente essere convertito in ammenda in caso di mancata correzione del deficit eccessivo nel corso dei due anni successivi. Non esiste tuttavia nessun automatismo per quanto riguarda tali sanzioni, le quali dipendono da una valutazione delle circostanze da parte del Consiglio.

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