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Politica di vicinato

La politica europea di vicinato (PEV) intende stabilire relazioni privilegiate con i paesi vicini dell’Europa dell’Est, della sponda sud del Mediterraneo e del Caucaso meridionale che non hanno prospettive di adesione. Sviluppata a partire dal 2003 per condividere con i paesi vicini i benefici dell’allargamento ed evitare il manifestarsi di nuove divisioni, la PEV rientra nel quadro della strategia europea di sicurezza.

La PEV è imperniata sulla promozione della democrazia, delle libertà, della prosperità, della sicurezza e della stabilità ma va al di là delle relazioni già instaurate con ciascun paese vicino. L'instaurazione di queste relazioni privilegiate è però condizionata all’interesse reciproco a rispettare valori comuni, segnatamente quelli della democrazia, dello stato di diritto, dei diritti dell’uomo, del buon governo, i principi di un’economia di mercato e di sviluppo sostenibile

La PEV viene attuata mediante piani d’azione bilaterali basati sui bisogni del paese vicino interessato e sugli interessi reciproci di quest’ultimo e dell’Unione. Questi piani d’azione fissano un programma di lavoro per un periodo che va da tre a cinque anni e che riguarda le riforme politiche ed economiche, il ravvicinamento delle legislazioni con la legislazione comunitaria, la partecipazione a certi programmi comunitari e lo sviluppo e il rafforzamento della cooperazione e del dialogo.

Gli accordi bilaterali preesistenti alla PEV fungono da quadro per la realizzazione della PEV. I paesi vicini beneficiano anche, per il periodo 2007-2013, di un’assistenza finanziaria e tecnica, essenzialmente per il tramite dello Strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) che sostituisce i programmi TACIS e MEDA del 2000-2006.

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