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Spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia

Per rendere effettiva la libera circolazione delle persone sul territorio dell'Unione europea e per un maggiore livello di sicurezza attraverso un’azione più efficace contro il crimine, il razzismo e la xenofobia, si era deciso di istituire uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia

Lo “Spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia" è contemplato nel titolo V del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Esso riguarda le politiche di controllo alle frontiere, di asilo e di immigrazione, la cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. In questi settori le decisioni sono approvate prevalentemente mediante maggioranza qualificata. Il Parlamento europeo delibera insieme al Consiglio, secondo la procedura legislativa ordinaria, per la maggior parte delle aree politiche.

Sono stati previsti accordi di opting out (clausola di esenzione) per l’Irlanda e la Gran Bretagna, per quanto tali Stati abbiano deciso di aderire alla maggior parte delle iniziative relative allo spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia. La Danimarca invece esercita una piena facoltà di opting out in questo settore.

In passato i settori della giustizia e degli affari interni erano disciplinati unicamente da norme intergovernative e rientravano nel campo di applicazione del titolo VI del trattato sull’Unione europea (il "terzo pilastro"). Il trattato di Amsterdam “comunitarizzava” l’asilo, l’immigrazione e la cooperazione giudiziaria in materia civile, spostandolo al Titolo IV del trattato istitutivo della Comunità europea (“primo pilastro”). Il trattato di Lisbona ha raggruppato tutte queste tematiche nel trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

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