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Corte dei conti

La Corte dei conti, che ha sede a Lussemburgo, è stata istituita dal trattato di Bruxelles del 1975. È considerata istituzione europea a partire dall’adozione del trattato di Maastricht nel 1992. La Corte dei conti esercita la sua attività in completa indipendenza.

La Corte dei conti è composta da un cittadino di ciascun Stato membro. I suoi membri sono nominati per un periodo di sei anni (rinnovabile) con decisione del Consiglio adottata a maggioranza qualificata, previa consultazione del Parlamento europeo. I membri designano tra loro, per tre anni, il presidente della Corte dei conti. Il suo mandato è rinnovabile.

La Corte controlla la legalità e la regolarità delle entrate e delle spese dell'Unione europea (e di ogni organismo creato dalla Comunità) e ne accerta la sana gestione finanziaria. Essa fornisce al Parlamento europeo e al Consiglio una dichiarazione di affidabilità relativa ai conti oltre di legalità e regolarità delle operazioni relative. Essa redige una relazione annuale, pubblicata nella Gazzetta ufficiale alla fine di ogni esercizio finanziario.

In base al trattato di Amsterdam, la Corte dei conti è chiamata a riferire al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ad ogni caso di irregolarità. Inoltre, il suo potere di controllo è stato esteso anche ai fondi comunitari gestiti dagli organismi esterni e dalla Banca europea per gli investimenti. Tuttavia, essa non dispone di un potere di sanzione. Se scopre frodi o casi di irregolarità, deve comunicarlo all’OLAF, l'ufficio antifrode dell'Unione europea.

Dal trattato di Nizza essa può istituire, nel suo ambito, sezioni per l'adozione di talune categorie di relazioni o di pareri.

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