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Corte di giustizia dell’Unione europea

La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE), istituita nel 1952 dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, comprende la Corte di Giustizia, il Tribunale e i tribunali specializzati. Assicura il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati. Essa è composta da un giudice per Stato membro e da otto avvocati generali. Il numero degli avvocati generali potrà essere portato a 11, ove ciò sia richiesto dalla CGUE. I giudici e gli avvocati generali sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri per un mandato rinnovabile di sei anni. Essi sono scelti tra giuristi che riuniscono le condizioni richieste per l’esercizio, nei rispettivi paesi, delle più alte funzioni giurisdizionali. Un comitato, composto da sette personalità provenienti da organi giurisdizionali europei o nazionali, ha il compito di fornire un parere sulle nomine effettuate dai governi per le funzioni di giudice e avvocato generale (art. 255 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)).

Ogni tre anni si procede a un rinnovo parziale dei giudici e degli avvocati generali.

I giudici della Corte designano tra loro il presidente della Corte per un periodo di tre anni rinnovabile. Il presidente dirige le attività e i servizi della Corte e presiede le udienze e le deliberazioni per quanto riguarda i collegi giudicanti più ampi.

La Corte assolve due funzioni principali:

  • verificare la compatibilità degli atti delle istituzioni europee e dei governi con i trattati; (ricorso per inadempimento, ricorso per carenza e ricorso per annullamento);
  • pronunciarsi, su richiesta di un giudice nazionale, sull'interpretazione o la validità delle disposizioni del diritto comunitario (rinvio pregiudiziale).

La Corte può riunirsi in sezioni (da tre a cinque giudici), in grande sezione (tredici giudici) o in seduta plenaria.

Gli avvocati generali assistono la Corte. Essi hanno il compito di presentare, con assoluta imparzialità e in piena indipendenza, un parere giuridico, denominato «conclusioni», nelle cause di cui sono investiti.

Il cancelliere è il segretario generale dell'istituzione, di cui dirige i servizi sotto l'autorità del presidente della Corte.

La Corte di giustizia stabilisce il proprio regolamento di procedura. Tale regolamento è sottoposto all'approvazione del Consiglio che delibera a maggioranza qualificata.

Lo statuto della Corte può essere modificato dal Consiglio e dal Parlamento europeo in codecisione, su richiesta della Corte o della Commissione.

Si consulti:

 

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