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Ripartizione delle competenze

Il trattato di Lisbona chiarisce la ripartizione delle competenze tra l'Unione e gli Stati membri. Ai sensi dell’articolo 5 del trattato sull’Unione europea –TUE), il principio di attribuzione si inserisce a fianco dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Secondo tale principio, l’Unione europea agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei determinati settori.

Sono previste tre categorie di competenze diverse:

  • le competenze esclusive: previste in virtù dell’articolo 3 del trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE). Solo l’Unione è autorizzata a legiferare in questi settori. L’Unione può altresì concludere accordi internazionali qualora tale conclusione sia prevista da un atto legislativo dell’Unione o tale accordo sia necessario per esercitare una delle sue competenze esclusive.
  • Le competenze condivise: previste dall’articolo 4 del TFUE. In questi settori, l’Unione e gli Stati membri possono legiferare. Essi possono esercitare la loro competenza nel caso in cui l’Unione non abbia esercitato la sua o rinunci ad esercitarla. Gli Stati membri possono inoltre chiedere alla Commissione di abrogare un atto legislativo adottato in uno di questi settori condivisi al fine di garantire meglio il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità (dichiarazione n. 18 allegata al trattato di Lisbona).
  • i settori in cui gli Stati membri rimangono competenti ma nei quali l’Unione può completare la loro azione conducendo azioni di sostegno o di coordinamento.

Tali competenze possono essere estese attraverso l’applicazione della clausola di flessibilità (articolo 352 TFUE). Tale estensione permette di dare ulteriori poteri all’Unione qualora non siano stati previsti dai trattati i mezzi per le azioni necessarie alla realizzazione di uno dei suoi obiettivi. 

I principi di sussidiarietà e di proporzionalità hanno il ruolo di regolare le competenze per garantire il rispetto di tale ripartizione delle competenze. I parlamenti nazionali si vedono riconosciuti un ruolo nel controllo del rispetto del principio di sussidiarietà.

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