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Carta dei diritti fondamentali

La Carta dei diritti fondamentali riunisce in un unico documento i diritti fondamentali applicabili a livello dell'Unione Europea (UE). Essa stabilisce i principi etici e i diritti dei cittadini e dei residenti europei connessi con la dignità, la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà, la cittadinanza e la giustizia. La carta sancisce diritti che non sono tutelati nell'ambito della convenzione europea dei diritti umani (CEDU), che si limita alla tutela dei diritti civili e politici, mentre la carta annovera, nella fattispecie, i diritti sociali dei lavoratori, la protezione dei dati, la bioetica e il diritto a una buona amministrazione.

Le disposizioni della Carta si rivolgono alle istituzioni, agli organi e agli organismi dell'UE, come pure agli Stati membri. L'UE e le legislazioni nazionali devono conformarsi ai principi sanciti nella Carta. Tuttavia la Carta possiede un'applicazione legale solo quando le istituzioni e gli Stati membri stanno attuando il diritto comunitario. Non estende le competenze dell'Unione al di là di quanto già stabilito nei trattati.

Il Regno Unito, la Polonia e la Repubblica ceca hanno negoziato una clausola di esclusione dall'applicazione della Carta.

La carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è stata proclamata in forma solenne nell'ambito del Consiglio europeo di Nizza il 7 dicembre 2000. Essa si basa sui trattati comunitari, sulle convenzioni internazionali, sulle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, nonché sulle varie dichiarazioni del Parlamento europeo. Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009, la Carta (modificata nel dicembre 2007) ha ricevuto lo stesso valore giuridico vincolante dei trattati.

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