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Antitrust

Le norme antitrust sono regole di concorrenza riguardanti gli accordi e le procedure commerciali anticoncorrenziali nonché gli abusi di posizione dominante.

Gli accordi e le prassi commerciali suscettibili di limitare la concorrenza sono proibiti dalle norme comunitarie antitrust, segnatamente dall'articolo 101 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea - TFUE). Il divieto riguarda i cartelli (definiti parimenti intese) e le situazioni nelle quali alcune imprese concorrenti si uniscono per limitare la concorrenza, controllando i prezzi, limitando la produzione ovvero spartendosi i mercati. Accordi restrittivi possono peraltro essere a volte autorizzati se presentano più effetti positivi che negativi (accordi che migliorano la produzione, la distribuzione dei prodotti, la promozione del progresso tecnico, ecc.).

Le regole comunitarie antitrust vietano inoltre alle imprese di abusare della loro posizione dominante su un mercato (articolo 102 del TFUE). Un'impresa occupa una posizione dominante allorquando detiene una parte importante di un mercato ed è in grado di sottrarsi alla normale concorrenza su tale mercato. In questo caso, a tale impresa viene vietato di sfruttare indebitamente la sua posizione dominante, ad esempio praticando prezzi eccessivi o, inversamente, esageratamente bassi ovvero esercitando discriminazioni fra i partner commerciali.

La Commissione può comminare pesanti ammende alle imprese che partecipano a iniziative commerciali illegali.

A decorrere dal 1o maggio del 2004, le norme comunitarie antitrust modernizzate consentono alle autorità nazionali competenti in materia di concorrenza di applicare, al pari della Commissione, le leggi comunitarie vigenti in materia di intese e di abusi di posizioni dominanti.

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