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Strategia contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa

Il documento presenta un piano d’azione esauriente dell’Unione europea (UE) per la lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM). La strategia dell’UE sottolinea quanto sia importante agire con risolutezza per prevenire, dissuadere, bloccare ed eliminare i programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM) e dei missili.

ATTO

Strategia dell’UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa . Bruxelles, 12 dicembre 2003 [Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

L’Unione europea deve agire con risolutezza, utilizzando tutti gli strumenti e le politiche a sua disposizione per prevenire, dissuadere, bloccare e, se possibile, eliminare i programmi di proliferazione delle armi di distruzione di massa (ADM) e dei missili.

Benché i regimi previsti dai trattati internazionali e gli accordi di controllo delle esportazioni abbiano rallentato la diffusione delle armi di distruzione di massa, vari Stati e anche gruppi di terroristi hanno tentato o stanno tentando di sviluppare armi del genere.

Una minaccia crescente per la pace e la sicurezza

La proliferazione delle armi di distruzione di massa, in particolare di armi nucleari, chimiche e biologiche, e dei loro vettori (missili a media e lunga gittata, missili da crociera e velivoli non pilotati) costituiscono una crescente minaccia.

La proliferazione delle armi di distruzione di massa, assieme alla diffusione di tecnologie e conoscenze a duplice uso, aumenta il rischio che queste armi siano utilizzate da Stati o che siano acquisite da gruppi di terroristi che potrebbero, in modo diretto o indiretto, minacciare l’UE, inclusi i suoi interessi più vasti (comunità di espatriati e interessi economici).

Per una risposta efficace di tipo multilaterale

Nell’ambito di una lotta efficace contro la proliferazione, l’UE dovrebbe adottare un approccio forte e multilaterale in cooperazione con gli Stati Uniti e con gli altri partner. Il controllo delle esportazioni e l’appoggio alle istituzioni multilaterali, incaricate di verificare e garantire il rispetto dei trattati, sono considerati fondamentali.

Alle misure preventive (trattati multilaterali e regimi di controllo delle esportazioni) si aggiungono, se necessario, misure coercitive a norma del capo VII della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale (sanzioni selettive o globali, intercettazioni di spedizioni, uso della forza, ecc.).

Per affrontare la minaccia delle armi di distruzione di massa si devono prendere in considerazione tre elementi:

  • l’importanza del multilateralismo: il sistema dei trattati multilaterali costituisce la base giuridica di tutti gli sforzi dell’UE in materia di non proliferazione. L’applicazione universale delle norme sancite nei trattati internazionali e nei relativi protocolli-trattato di non proliferazione nucleare (FR) - TNP, accordi dell’Agenzia internazionale per l'energia atomica (EN) - AIEA, convenzione sulle armi chimiche - CAC, convenzione sull’interdizione delle armi biologiche e tossiniche (EN) - BTWC, Codice di condotta internazionale contro la proliferazione dei missili balistici - ICOC e trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (FR) – (CTBT) è considerata un obiettivo politico dell’UE, come anche il miglioramento dei meccanismi di verifica delle violazioni delle suddette norme;
  • la necessità di promuovere un ambiente regionale e internazionale stabile: l’UE attuerà dei dispositivi regionali di sicurezza, attaccando le cause che sottendono la proliferazione, e anche dei processi regionali che puntano al controllo degli armamenti e al disarmo. Inoltre, l’UE dedicherà particolare attenzione al problema della proliferazione nella regione del bacino del Mediterraneo;
  • una stretta cooperazione con partner importanti: la definizione di un approccio comune e la cooperazione con partner importanti (Stati Uniti, Federazione russa, Giappone e Canada), le Nazioni Unite e altri organismi internazionali sono essenziali per attuare efficacemente il regime di non proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Prevenire, bloccare e, se possibile, eliminare i programmi di proliferazione

L’UE deve integrare a tutti i livelli, in modo da massimizzarne l’efficacia, l’ampia gamma di strumenti di cui dispone per lottare contro la proliferazione di armi di distruzione di massa:

  • i trattati multilaterali e i relativi meccanismi di verifica;
  • i dispositivi nazionali di controllo delle esportazioni, coordinati a livello internazionale;
  • i programmi di cooperazione che puntano a ridurre la minaccia;
  • leve politiche ed economiche;
  • il divieto di attività illegali di approvvigionamento;
  • le misure coercitive previste dalla Carta delle Nazioni Unite.

L’attuazione della strategia dell’UE si basa su un piano d’azione che sarà oggetto di regolare revisione e si sviluppa lungo quattro assi.

Primo asse: un’azione risoluta contro i proliferatori

  • rendere universali i principali trattati, accordi e strumenti di verifica e, se necessario, rafforzarli;
  • favorire il ruolo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
  • migliorare il sostegno politico, finanziario e tecnico dei sistemi di verifica;
  • rafforzare le politiche e le prassi in materia di controllo delle esportazioni;
  • migliorare, nell’ambito dell’Unione europea, le misure di sicurezza che impediscono l’accesso non autorizzato a materiali, attrezzature e conoscenze sensibili dal punto di vista della proliferazione;
  • rafforzare l’individuazione, il controllo e l’intercettazione dei traffici illegali.

Secondo asse: un ambiente internazionale e regionale stabile

  • rafforzare i programmi comunitari di cooperazione con gli altri paesi volti a sostenere il disarmo, il controllo e la sicurezza di materiali, strutture e conoscenze specialistiche sensibili;
  • integrare le preoccupazioni relative alla non proliferazione delle armi di distruzione di massa nelle altre attività e politiche dell’UE per aumentarne l’efficacia.

Terzo asse: cooperare strettamente con gli Stati Uniti e con altri partner importanti

Quarto asse: realizzare le strutture necessarie in seno all’Unione

  • istituire un centro di monitoraggio, nell’ambito del segretariato generale del Consiglio, incaricato di monitorare l’applicazione coerente della strategia dell’UE. Dal 2004 viene presentata una relazione semestrale sui progressi al Consiglio dell’UE per l’approvazione.

Nel dicembre 2006 il Consiglio ha approvato un «documento orientativo » sul monitoraggio e sul rafforzamento dell’attuazione coerente della strategia dell’UE contro la proliferazione delle ADM attraverso un centro di monitoraggio sulle stesse. Il documento ha lo scopo di stabilire un metodo di lavoro fondato sulla cooperazione che permetta al segretariato generale del Consiglio, ai servizi della Commissione e agli Stati membri di collaborare con efficacia nella lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Contesto

Al Consiglio europeo di Salonicco, tenutosi il 19 e 20 giugno 2003, gli Stati membri hanno adottato una dichiarazione sulla non proliferazione in cui si sono impegnati a portare avanti l’elaborazione di una strategia comunitaria coerente, entro la fine del 2003, per affrontare le minacce delle armi di distruzione di massa. Nel dicembre 2003, parallelamente all’adozione della strategia europea in materia di sicurezza «Un’Europa sicura in un mondo migliore», il Consiglio europeo ha adottato la strategia contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa.

Il presente documento di sintesi, diffuso a titolo informativo, non è inteso a interpretare né sostituire il documento di riferimento, che costituisce l’unica base giuridica vincolante.

Ultima modifica: 13.04.2007

Vedi anche

  • Per maggiori informazioni consultare il sito del Servizio europeo per l’azione esterna (EN)
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