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Movimenti transfrontalieri degli organismi geneticamente modificati

L'Unione europea applica le disposizioni del protocollo di Cartagena sulla prevenzione di rischi biotecnologici. Questo protocollo mira a garantire un grado adeguato di protezione per il trasferimento, la manipolazione e l'uso degli organismi geneticamente modificati (OGM) che possono avere effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana, con particolare riferimento ai movimenti transfrontalieri transfrontalieri (movimenti di OGM tra due Stati ad esclusione dei movimenti deliberati tra le parti del protocollo di Cartagena nella Comunità europea).

ATTO

Regolamento (CE) n. 1946/2003, del 15 luglio 2003, del Parlamento europeo e del Consiglio sui movimenti transfrontalieri degli organismi geneticamente modificati.

SINTESI

Il regolamento mira a stabilire un sistema comune di notifiche e di scambio di informazioni sui movimenti transfrontalieri di OGM verso paesi terzi, onde garantire che i movimenti atti ad avere effetti negativi sull'uso sostenibile della diversità biologica e sulla salute umana avvengano rispettando l'ambiente e la salute umana.

Esportazioni di OGM da paesi terzi

Il regolamento distingue gli OGM destinati a essere deliberatamente emessi nell'ambiente e gli OGM destinati all'alimentazione umana o animale o a essere trasformati.

L'esportatore di OGM destinati a essere deliberatamente emessi nell'ambiente deve inviare una notifica scritta all'autorità nazionale competente del paese importatore prima della spedizione transfrontaliera. Questa notifica deve contenere le informazioni specificate nell'allegato I del regolamento e consente al paese di importazione di accettare soltanto i prodotti preventivamente approvati in cognizione di causa.

Se l'importatore non risponde entro i 270 giorni successivi al ricevimento della notifica, l'esportatore invia un sollecito all'autorità nazionale dell'importatore chiedendo una risposta entro 60 giorni. Invia una copia della notifica e della ricevuta di ritorno all'autorità competente del suo Stato membro e alla Commissione. In nessun caso il movimento transfrontaliero può aver luogo senza il consenso preventivo per iscritto dell'importatore.

L'esportatore deve conservare, per almeno 5 anni, la notifica, la ricevuta di ritorno e la decisione dell'importatore e deve anche notificare il transito di questi OGM ai paesi che lo richiedano.

La Commissione o lo Stato che ha preso la decisione notifica al Centro di scambio di informazioni sulla biosicurezza (Biosafety Clearing House -BCH), istituito dal protocollo di Cartagena, ogni decisione relativa all'uso, compresa l'immissione sul mercato, di OGM destinati all'alimentazione umana o animale o ad essere trasformati e che possono essere oggetto di movimenti transfrontalieri. La notifica deve contenere gli elementi specificati nell'allegato II del regolamento. Gli OGM destinati all'alimentazione umana o animale o a essere trasformati non possono essere oggetto di movimenti transfrontalieri se non sono autorizzati nella Comunità e se l'importatore non ha dato il suo consenso esplicito (fatte salve le disposizioni del regolamento (CE) n° 178/2002).

Ogni esportatore deve garantire che gli OGM che esporta siano chiaramente identificati, in particolare indicando che il prodotto contiene o è costituito da OGM e indicando il codice attribuito all'OGM. Gli esportatori di OGM destinati all'alimentazione umana o animale o a essere trasformati devono attestare in una dichiarazione che tali OGM non saranno emessi deliberatamente nell'ambiente. Gli OGM destinati a essere usati soltanto in ambiente confinato devono rispettare regole di sicurezza per il deposito, il trasporto e l'uso.

Movimenti transfrontalieri non intenzionali

Gli Stati membri prendono le misure necessarie per evitare movimenti transfrontalieri non intenzionali di OGM. Se sono al corrente di un incidente che può dare luogo ad una emissione di OGM con eventuali movimenti transfrontalieri non intenzionali ed avere conseguenze negative per l'ambiente o la salute umana, essi devono:

  • informare i cittadini;
  • informare la Commissione, gli altri Stati membri, il BCH e le istituzioni internazionali competenti;
  • consultare gli Stati interessati per permettere loro di adottare le misure necessarie.

Disposizioni comuni

Per istituire il sistema di scambio di informazioni sulle esportazioni di OGM verso paesi terzi, il regolamento elenca le informazioni che gli Stati membri devono comunicare alla Commissione e al BCH e quelle che la Commissione deve comunicare al BCH.

La Commissione e gli Stati membri devono designare dei punti di contatto (entità che assicurano a proprio nome il collegamento con il segretariato del protocollo). Gli Stati membri designano anche le autorità nazionali competenti. Ogni Stato membro e, a nome della Comunità, la Commissione comunicano rispettivamente al segretariato il nome e l'indirizzo dei punti di contatto e delle proprie autorità competenti, al più tardi alla data in cui il protocollo entra in vigore.

Entro il 5 novembre 2004, gli Stati membri prevedono un regime di sanzioni applicabile alle infrazioni al presente regolamento.

Gli Stati membri trasmettono alla Commissione a scadenze regolari, e almeno ogni tre anni, una relazione sull'attuazione del presente regolamento. La Commissione stila una relazione basandosi sulle informazioni comunicate dagli Stati membri e la presenta alla conferenza delle parti della Convenzione.

Contesto: protocollo di Cartagena

Gli Stati membri e la Comunità hanno firmato il protocollo di Cartagena nel 2000. Nel giugno 2002, la Commissione ha pubblicato la decisione 2002/628/CE, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo di Cartagena sulla biosicurezza della Convenzione sulla biodiversità biologica. L'obiettivo del protocollo è garantire che il trasferimento, la manipolazione e l'uso degli organismi viventi derivanti dalla biotecnologia moderna non abbiano effetti negativi sulla diversità biologica né sulla salute umana, con particolare riferimento ai movimenti transfrontalieri. Ai termini della legislazione comunitaria, il termine organismi viventi derivanti dalla biotecnologia moderna può essere considerato come un sinonimo del termine OGM.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore - Data di scadenza Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 1946/2003 25.11.2003 - GU L 287 del 05.11.2003
Ultima modifica: 25.07.2007
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