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Uso degli additivi nell’alimentazione animale

L’Unione europea (UE) armonizza e razionalizza le norme relative alla valutazione e all’autorizzazione degli additivi destinati all’alimentazione animale. Prevede inoltre misure sull’etichettatura di tali additivi e regole più severe per determinate sostanze.

ATTO

Regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all’alimentazione animale [Cfr. atti modificativi)].

SINTESI

Il presente regolamento intende stabilire una procedura uniforme per l’autorizzazione e l’uso degli additivi destinati all’alimentazione animale, nonché regole per l’etichettatura e il monitoraggio di tali sostanze.

Campo di applicazione

Il presente regolamento si applica a tutti gli additivi * destinati all’alimentazione animale, ad eccezione dei:

Condizioni di autorizzazione

Il richiedente deve essere in grado di provare che l’additivo per il quale ha presentato una domanda di autorizzazione all’immissione sul mercato soddisfi determinate condizioni, in particolare:

  • l’additivo deve influenzare favorevolmente le caratteristiche dei mangimi nei quali è introdotto o la produzione animale;
  • in nessun caso l’additivo ha un’influenza sfavorevole sulla salute umana o animale o sull’ambiente;
  • l’additivo non danneggia il consumatore influendo negativamente sulle caratteristiche specifiche dei prodotti di origine animale;
  • la presentazione dell’additivo non deve trarre in inganno il consumatore.

Gli antibiotici, diversi dai coccidiostatici o dagli istomonostatici, non sono autorizzati come additivi per mangimi.

Procedura d’autorizzazione

Gli additivi destinati all’alimentazione animale devono ricevere un parere favorevole dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) prima di ottenere l’autorizzazione all’immissione sul mercato e all’utilizzo.

Le domande di autorizzazione vanno indirizzate alla Commissione. Quest’ultima procede in seguito a notificare le domande agli Stati membri prima di trasmetterle all’EFSA. Il richiedente stesso deve inviare all’EFSA la copia della domanda e una serie di informazioni (il nome e l’indirizzo del richiedente, una descrizione del metodo di produzione e fabbricazione, una descrizione delle utilizzazioni previste dell’additivo, le condizioni proposte per l’immissione sul mercato dell'additivo, gli studi sulla sicurezza e l’efficacia, ecc.). Parallelamente, deve inviare dei campioni al laboratorio comunitario di riferimento per l’analisi. Se necessario, l’EFSA può richiedere informazioni supplementari.

L’EFSA esprime il suo parere entro sei mesi dal ricevimento della domanda, basandosi sulle informazioni ricevute dal richiedente e sulla relazione di valutazione trasmessa dal laboratorio comunitario di riferimento. In caso di parere favorevole, il parere deve comprendere, in particolare, informazioni sulle condizioni e restrizioni specifiche in merito alla manipolazione, il monitoraggio successivo all’immissione sul mercato e l’uso dell’additivo, nonché le specie animali o categorie di specie animali alle quali è destinato l’additivo, informazioni sui requisiti specifici supplementari per l’etichettatura degli additivi, nonché, se del caso, una proposta per la fissazione di limiti massimi per i residui (LMR) negli alimenti pertinenti di origine animale.

La Commissione decide di autorizzare o di non autorizzare l’additivo sulla base del parere dell’EFSA. Questa autorizzazione ha una validità di 10 anni e può essere rinnovata. Il rinnovo di un’autorizzazione può avvenire attraverso disposizioni semplificate.

Il presente regolamento prevede disposizioni relative all’uso a scopo di ricerca degli additivi non autorizzati, nonché disposizioni relative all’uso di determinati additivi (segnatamente quelli prodotti a partire da organismi geneticamente modificati).

Le persone che immettono sul mercato o utilizzano un additivo autorizzato sono responsabili del rispetto delle condizioni o restrizioni eventualmente imposte dalla Commissione.

Sulla base del parere dell’EFSA, la Commissione può decidere di modificare, sospendere o revocare un’autorizzazione.

Informazioni sugli additivi

Gli additivi sono iscritti in un registro accessibile al pubblico. Sono classificati in una o più delle cinque categorie seguenti: additivi tecnologici, additivi organolettici, additivi nutrizionali, additivi zootecnici, coccidiostatici e istomonostatici. Queste categorie sono anch’esse suddivise in gruppi funzionali in base alle principali funzioni degli additivi.

Gli additivi devono essere etichettati in maniera chiara e indelebile e recare alcune informazioni, fra cui il nome specifico dato agli additivi nell’autorizzazione e il loro numero di identificazione, il nome e l’indirizzo del responsabile di tali indicazioni, il peso netto o il volume netto degli additivi, nonché le istruzioni per l’uso e raccomandazioni concernenti la sicurezza d’impiego e, se del caso, i requisiti specifici indicati nell’autorizzazione.

Su richiesta del richiedente, talune informazioni da lui fornite possono essere mantenute riservate, qualora la Commissione ritenga che la loro divulgazione potrebbe danneggiare le regole della concorrenza.

Contesto

Le direttive 70/524/CEE e 87/153/CEE sono abrogate.

Termini chiave dell’atto
  • Additivi per mangimi: sostanze, microrganismi o preparati, diversi dai mangimi e dalle premiscele che sono intenzionalmente aggiunti agli alimenti per animali o all'acqua al fine di svolgere, in particolare, una o più tra le funzioni seguenti: soddisfare le esigenze nutrizionali degli animali, influenzare favorevolmente le caratteristiche dei mangimi o dei prodotti di origine animale, il colore di pesci e uccelli ornamentali, le conseguenze ambientali della produzione animale, la produzione, le prestazioni o il benessere degli animali o avere un effetto coccidiostatico o istomonostatico.
  • Coadiuvanti tecnologici: tutte le sostanze non consumate direttamente come alimenti per animali, utilizzate deliberatamente nella trasformazione di alimenti per animali o materie prime per mangimi per conseguire un determinato obiettivo tecnologico durante il trattamento o la trasformazione, che possono dar luogo alla presenza, non intenzionale ma tecnicamente inevitabile, di residui delle sostanze stesse o di loro derivati nel prodotto finale.

RIFERIMENTI

AttoEntrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 1831/2003

7.11.2003

-

GU L 268 del 18.10.2003

Atto(i) modificatore(i)Entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 378/2005

25.3.2005

-

GU L 59 del 5.3.2005

Regolamento (CE) n. 596/2009

7.8.2009

-

GU L 188 del 18.7.2009

Regolamento (CE) n. 767/2009

21.9.2009

-

GU L 229 dell’1.9.2009

Le successive modifiche e correzioni al regolamento (CE) n. 1831/2003 sono state integrate nel testo di base. Questa versione consolidata ha unicamente un valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Regolamento (UE) n. 516/2010 della Commissione, del 15 giugno 2010 , relativo all’autorizzazione permanente di un additivo destinato all’alimentazione animale [Gazzetta ufficiale L 150 del 16.6.2010].

Regolamento (CE) n. 429/2008 della Commissione, del 25 aprile 2008, sulle modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la preparazione e la presentazione delle domande e la valutazione e l’autorizzazione di additivi per mangimi [Gazzetta ufficiale L 133 del 22.5.2008].
Le domande di autorizzazione di un additivo per mangimi sono presentate utilizzando il modulo che figura nell’allegato I del regolamento e sono accompagnate da un fascicolo che consente di valutare l’efficacia e la sicurezza dell’additivo per la salute animale e umana o per l’ambiente. Per le domande di autorizzazione presentate prima del 21 giugno 2008, continua ad essere di applicazione l’allegato della direttiva 87/153/CEE.

Ultima modifica: 25.03.2011
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