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Controlli ufficiali dei mangimi e degli alimenti

Nell'ambito della revisione della legislazione sui prodotti alimentari (« pacchetto igiene »), il presente regolamento riorganizza i controlli ufficiali dei prodotti alimentari e dei mangimi al fine di integrare i controlli durante tutte le fasi della produzione e in tutti i settori. Il regolamento fissa i compiti spettanti all'Unione europea per quanto riguarda l'organizzazione dei controlli, nonché le disposizioni che le autorità nazionali responsabili dei controlli ufficiali debbono rispettare, ivi comprese le misure di attuazione da adottare in caso di inottemperanza alla legislazione comunitaria.

ATTO

Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali [Cfr. atto(i) modificatore(i)].

SINTESI

Il presente regolamento mira a colmare le lacune della legislazione vigente in materia di controlli ufficiali degli alimenti e dei mangimi grazie a un approccio comunitario armonizzato per lo sviluppo e la gestione dei sistemi di controllo nazionali.

Il regolamento mira a:

  • prevenire o eliminare i rischi che potrebbero derivare direttamente dall'ambiente per gli esseri umani e gli animali, oppure ridurre tali rischi a un livello accettabile;
  • garantire pratiche eque per quanto riguarda il commercio dei mangimi e dei prodotti alimentari e la tutela degli interessi dei consumatori, ivi comprese l'etichettatura dei mangimi e dei prodotti alimentari e qualsiasi altro tipo di informazioni destinate ai consumatori.

Per controllo ufficiale si intende "qualsiasi forma di controllo eseguita dall'autorità competente o dalla Comunità per la verifica della conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali"

Il presente regolamento non si applica ai controlli ufficiali volti a verificare la conformità alle regole sull'organizzazione comune del mercato dei prodotti agricoli.

OBBLIGHI IN MATERIA DI CONTROLLI UFFICIALI

I principi fondamentali in materia di responsabilità spettante alle autorità degli Stati membri sono fissate nel regolamento (CE) n. 178/2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare. Il presente regolamento descrive in maggiore dettaglio come si debbano interpretare e attuare tali principi.

I controlli ufficiali ad opera degli Stati membri devono consentire loro di verificare e assicurare il rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di mangimi e alimenti. A tal fine i controlli ufficiali sono effettuati su base regolare, di massima senza preavviso e in qualsiasi fase della produzione, della trasformazione e della distribuzione dei mangimi e degli alimenti. I controlli sono organizzati tenendo conto dei rischi identificati, dell'esperienza e delle conoscenze acquisite dai controlli precedenti, dell'affidabilità dei controlli già eseguiti dagli operatori dei settori interessati e del sospetto di una possibile inadempienza.

Autorità competenti

Gli Stati membri designano le autorità competenti ad eseguire i controlli ufficiali. Dette autorità devono soddisfare criteri operativi che garantiscano la loro efficienza, efficacia e imparzialità. Devono disporre pertanto di attrezzature adeguate e di personale adeguatamente qualificato (negli ambiti di cui all'allegato II), nonché di piani di emergenza. Per garantire che le autorità competenti raggiungano gli obiettivi fissati dal regolamento, potranno essere effettuati audit interni o esterni.

Qualora la competenza ad eseguire una parte dei controlli sia delegata a organismi regionali o locali, occorre una collaborazione efficace tra l'autorità centrale e i diversi organismi.

L'autorità competente può delegare mansioni specifiche di controllo a organismi non governativi purché questi ultimi soddisfino una serie di condizioni rigorosamente definite dal regolamento. È prevista pertanto una procedura per predisporre un elenco delle mansioni che possono o non possono essere delegate. Non può invece essere delegata l'adozione di misure di attuazione. L'autorità competente può effettuare audit o ispezioni degli organismi cui è stata conferita la delega.

Trasparenza e riservatezza

Le autorità competenti devono rendere disponibili al pubblico le informazioni di interesse in loro possesso, in particolare laddove esistano motivi ragionevoli per sospettare che un prodotto alimentare o un mangime presenti un rischio per la salute umana o animale.

Il personale delle autorità competenti è tenuto a non divulgare le informazioni ottenute nell'esercizio delle sue attività di controllo che, per loro natura, sono soggette al segreto professionale.

Campionamento e analisi

I metodi di campionamento e analisi impiegati nel contesto dei controlli ufficiali devono essere pienamente convalidati conformemente alla legislazione comunitaria o a protocolli internazionalmente accettati. Questi metodi di analisi devono tener conto dei criteri elencati all'allegato III ed essere effettuate da laboratori accreditati a tal fine, conformemente agli standard elaborati dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN).

Piani d'emergenza

Vengono elaborati piani di emergenza in cui si delineano le misure da attuarsi, in casi di emergenza, allorché risulti che mangimi o alimenti presentano, direttamente o tramite l'ambiente, un serio rischio per gli esseri umani o gli animali. Detti piani d'intervento specificano le autorità amministrative da coinvolgere unitamente ai loro poteri e responsabilità.

Controllo dei prodotti provenienti da paesi terzi

Il presente regolamento completa le disposizioni della direttiva 97/78/CE che riguarda i controlli applicabili ai mangimi e ai prodotti alimentari di origine animale. Ad esempio esso introduce i seguenti principi per i mangimi e gli alimenti di origine non animale:

  • il controllo regolare, a cura degli Stati membri, dei mangimi e degli alimenti di origine non animale importati nell'Unione europea (UE). Tali controlli possono avvenire in qualsiasi punto della catena di distribuzione: prima o dopo l'immissione in libera pratica (ad esempio nei locali dell'importatore), durante la trasformazione o nei punti di vendita al dettaglio. In ogni modo vi deve essere una stretta cooperazione tra i servizi doganali e l'autorità competente;
  • a livello comunitario dovrebbe essere compilato ed aggiornato un elenco di mangimi e di prodotti alimentari che possono presentare rischi. Tali mangimi e alimenti devono essere presentati in posti d'ispezione specificamente individuati e attrezzati per l'effettuazione dei controlli necessari. I controlli devono essere eseguiti presso il punto di entrata nell'UE prima dell'immissione in libera pratica dei prodotti;
  • la possibilità di effettuare controlli ufficiali dei mangimi e degli alimenti provenienti da paesi terzi che entrano in zone franche e in magazzini franchi o sono in fase di transito, sono depositati presso magazzini doganali, si trovano in regime di perfezionamento attivo, in regime di trasformazione sotto controllo doganale o di ammissione temporanea.

I controlli di cui sopra comprendono almeno un controllo della documentazione, un controllo d'identità e, se del caso, un controllo fisico.

Laddove venga constatato il mancato rispetto della normativa, i prodotti interessati possono essere sequestrati o confiscati e distrutti, sottoposti a trattamento speciale o rispediti fuori della Comunità a spese dell'operatore responsabile della partita oggetto del controllo.

Infine gli accertamenti specifici pre-esportazione effettuati da un paese terzo possono essere approvati purché soddisfino i requisiti comunitari ovvero requisiti ad essi almeno equivalenti. Qualora sia stata concessa una simile approvazione, la frequenza dei controlli eseguiti dagli Stati membri può essere adattata.

Finanziamento dei controlli ufficiali

Gli Stati membri devono garantire la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per l'organizzazione dei controlli ufficiali.

Ove s'impongano tasse d'ispezione agli operatori del settore dei mangimi e di quello degli alimenti, si devono osservare principi comuni per fissare il livello di tali tasse; inoltre i metodi e i dati usati per il calcolo di tali tasse sono pubblicati o resi altrimenti disponibili al pubblico.

Qualora i controlli ufficiali mettano in luce casi di mancata conformità alla normativa sui mangimi e sugli alimenti, i costi aggiuntivi risultanti da un'intensificazione dei controlli ricadono sull'operatore del settore dei mangimi e degli alimenti in questione.

Certificazione

Il presente regolamento stabilisce una procedura per indicare i casi e le condizioni in cui deve essere rilasciata una certificazione ufficiale.

Laboratori di riferimento

In forza della legislazione comunitaria vigente sono stati istituiti diversi laboratori comunitari di riferimento (LCR) (allegato V). Essi possono ottenere un contributo finanziario dell'UE e hanno il compito di:

  • fornire ai laboratori nazionali di riferimento indicazioni sui metodi di analisi;
  • organizzare test comparativi e coordinare, nella loro sfera di competenza, le attività pratiche e scientifiche necessarie per ottenere nuovi metodi di analisi;
  • condurre corsi di formazione;
  • fornire assistenza tecnica alla Commissione.

Gli Stati membri assicurano che per ciascun LCR siano designati uno o più laboratori nazionali di riferimento. Questi ultimi fungono da punto di comunicazione tra l'LCR e tutti i laboratori ufficiali negli Stati membri.

MISURE AMMINISTRATIVE

Assistenza e cooperazione

Se i controlli ufficiali richiedono l'intervento di più di uno Stato membro, le autorità competenti interessate si prestano reciprocamente assistenza amministrativa. Questa assistenza può configurarsi anche quale cooperazione attiva e contemplare anche i controlli in loco di esperti di uno Stato membro in un altro Stato membro.

Gli Stati membri designano un organo di collegamento il cui ruolo consisterà nell'assistere e coordinare la comunicazione, la trasmissione e il ricevimento delle richieste di assistenza. Alla ricezione di una richiesta motivata (esistenza di un rischio grave) l'organo di collegamento contatta le autorità pertinenti che provvedono affinché al richiedente vengano fornite tutte le informazioni e la documentazione necessarie per consentirgli di verificare la conformità alla normativa.

Quando un paese terzo comunica informazioni all'autorità competente di uno Stato membro, quest'ultima è tenuta a trasmetterle alle autorità competenti degli Stati membri che possono avere interesse a dette informazioni.

L'assistenza amministrativa si applica agli scambi di qualsiasi tipo di informazioni, ad eccezione di quelle che formano oggetto di un procedimento giudiziario e di quelle che potrebbero nuocere agli interessi commerciali delle persone fisiche o giuridiche.

Piani nazionali di controllo

Gli Stati membri devono elaborare un piano di controllo nazionale pluriennale integrato. Quest'ultimo, da mettere in atto entro il 1° gennaio 2007, deve illustrare in modo esauriente il sistema di controllo nazionale e le attività connesse. Il piano è elaborato conformemente agli orientamenti fissati dalla Commissione in consultazione con gli Stati membri; la finalità è la promozione di un approccio armonizzato che incoraggi l'adozione di buone pratiche.

Un anno dopo l'avvio dei piani di controllo nazionali e successivamente con cadenza annuale gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione comprendente un aggiornamento del piano di controllo nazionale. La Commissione, alla luce delle relazioni nazionali e del risultato degli audit da essa condotti, elabora una relazione sul funzionamento generale dei sistemi di controllo nazionali, la presenta al Parlamento europeo e al Consiglio e ne cura la pubblicazione.

Controlli comunitari negli Stati membri

Sinora i controlli comunitari negli Stati membri sono stati organizzati in funzione dei mandati conferiti alla Commissione nelle diverse direttive settoriali. La creazione, con il presente regolamento, di un'unica base giuridica e la definizione di piani di controllo dovrebbero consentire ai servizi di controllo dell'UE di eseguire un audit generale dei sistemi di controllo degli Stati membri in un'ottica globale. Se necessario, le ispezioni e gli audit ad opera dell'Ufficio alimentare e veterinario (FVO) della Commissione possono essere integrati da audit più specifici e da ispezioni finalizzate a un settore particolare o a un determinato problema. Per ciascun controllo effettuato la Commissione elabora una relazione sui risultati, che, se del caso, contiene raccomandazioni delle quali gli Stati membri devono assicurare un appropriato follow-up.

Il presente regolamento prevede inoltre che esperti della Commissione effettuino controlli nei paesi terzi e prescrive che i paesi terzi, per i prodotti che essi esportano verso l'Unione europea, dispongano di piani di controllo analoghi a quelli previsti per gli Stati membri. Questi piani devono essere tecnicamente ed economicamente realistici, tenuto conto della situazione specifica e della struttura del paese, come pure della natura dei prodotti esportati.

Controlli effettuati in paesi terzi

I paesi terzi che intendono esportare merci verso l'UE debbono fornire alla Commissione informazioni circa l'organizzazione e la gestione generale dei rispettivi sistemi di controllo sanitario. In mancanza di informazioni sufficienti, dopo consultazione con il paese interessato la Commissione può adottare misure provvisorie.

La Commissione deve tener conto degli elenchi elaborati nel quadro del regolamento (CE) n. 854/2004 che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano. Per gli altri tipi di prodotti, la Commissione può eventualmente elaborare elenchi comparabili o adottare altre misure (certificati, condizioni particolari d'importazione, ecc.).

Formazione del personale preposto ai controlli

È indispensabile un quadro comunitario per la formazione del personale preposto ai controlli negli Stati membri così da assicurare l'uniformità delle decisioni prese da detto personale. La Commissione può quindi organizzare corsi sulla legislazione, sui metodi e sulle tecniche di controllo, nonché sui metodi e sulle tecniche di produzione, trasformazione e commercializzazione dei mangimi e degli alimenti.

Controlli dei paesi terzi negli Stati membri

Le autorità dei paesi terzi hanno diritto a organizzare controlli negli Stati membri, facendosi accompagnare eventualmente da rappresentanti dell'FVO; questi rappresentanti possono assistere gli Stati membri fornendo informazioni e dati disponibili a livello comunitario che possono essere utili nel contesto del controllo del paese terzo.

Misure nazionali di attuazione

Qualora, nel corso di controlli ufficiali, venga rilevata un'infrazione, l'autorità competente interessata adotta le adeguate misure tenendo conto della natura dell'infrazione e dei precedenti dell'operatore inadempiente. Dette misure possono consistere in misure amministrative (ritiro dal mercato, distruzione del prodotto, chiusura di un'azienda, ritiro dello status approvato dello stabilimento, ecc.) o sanzioni. Tali sanzioni devono essere efficaci, dissuasive e proporzionate.

Misure coercitive a livello comunitario

Il presente regolamento aggiunge una nuova dimensione alle misure di salvaguardia previste dal regolamento (CE) n. 178/2002 e consente quindi alla Commissione di prendere misure laddove vi sia la prova che il sistema di controllo di uno Stato membro presenta gravi carenze. Tali misure possono comportare la sospensione della commercializzazione di determinati mangimi o alimenti oppure la fissazione di condizioni speciali per la loro distribuzione. Tali misure sono adottate se i controlli comunitari hanno dimostrato una mancata conformità alla legislazione comunitaria e se gli Stati membri interessati non hanno corretto la situazione a richiesta della Commissione ed entro i termini fissati dalla medesima.

QUADRO GENERALE

Nel gennaio 2000 la Commissione ha proposto una rifusione completa della normativa riguardante l'igiene dei prodotti alimentari e le questioni veterinarie («pacchetto igiene»). La riorganizzazione si compone di cinque atti relativi ai seguenti aspetti:

Il presente regolamento entra in vigore il 20 maggio 2004. Esso è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2006, ad eccezione degli articoli 27 e 28 (finanziamento delle misure di controllo), che sono applicabili unicamente a decorrere dal 1° gennaio 2007.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore Data limite di trasposizione negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 882/2004

20.5.2004

-

GU L 165 del 30.4.2004

Regolamento (CE) n. 1162/2009 [Gazzetta ufficiale L 314 dell’1.12.2009].

Il regolamento (CE) n. 1162/2009 concede un periodo supplementare per ottenere un accreditamento a pieno titolo ai laboratori che si trovano all’interno di macelli e di stabilimenti per la lavorazione della selvaggina e che effettuano controlli ufficiali per individuare la presenza di Trichinella. La concessione di questa deroga è subordinata al rispetto di alcune condizioni. I laboratori in questione devono in particolare dimostrare di aver avviato le necessarie procedure di accreditamento e fornire garanzie sufficienti in merito alla qualità delle analisi che eseguono.

Atto(i) modificatore(i) Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale

Regolamento (CE) n. 1029/2008

10.11.2008

-

GU L 278 del 21.10.2008

Regolamento (CE) n. 596/2009

7.8.2009

-

GU L 188 del 18.7.2009

Le modifiche e correzioni successive al regolamento (CE) n. 882/2004 sono state integrate nel testo di base. Questa versione consolidata ha unicamente un valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Decisione 2009/821/CE della Commissione, del 28 settembre 2009, che stabilisce un elenco di posti d’ispezione frontalieri riconosciuti, fissa talune modalità relative alle ispezioni eseguite dagli esperti veterinari della Commissione e stabilisce le unità veterinarie del sistema TRACES [Gazzetta ufficiale L 296 del 12.11.2009].
Si veda la versione consolidata

Regolamento (CE) n. 669/2009 della Commissione, del 24 luglio 2009, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al livello accresciuto di controlli ufficiali sulle importazioni di alcuni mangimi e alimenti di origine non animale e che modifica la decisione 2006/504/CE della Commissione [Gazzetta ufficiale L 194 del 25.7.2009].
Si veda la versione consolidata

Ultima modifica: 07.10.2010
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