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Una convenzione per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione europea

L'Unione europea (UE) intende lottare contro le frodi che ledono le sue spese e entrate attraverso provvedimenti sanzionatori adeguati quali l'incriminazione della frode, sanzioni penali, l'attribuzione della responsabilità penale ai dirigenti delle imprese, la definizione di regole di competenza giurisdizionale.

ATTO

Atto del Consiglio, del 26 luglio 1995, che stabilisce la convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee [Gazzetta ufficiale C 316 del 27.11.1995].

SINTESI

Con questo atto il Consiglio stabilisce una convenzione per combattere le frodi che ledono gli interessi finanziari della Comunità europea (CE). Secondo la convenzione, le frodi in materia sia di spese * che di entrate * devono essere rese passibili di sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive in tutti i paesi dell’Unione europea (UE).

In base a questa convenzione, ogni paese dell’UE è tenuto a prendere le misure necessarie affinché tali condotte nonché la complicità, l'istigazione o il tentativo ad esse relativi siano passibili di sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive. Per i casi di frodi gravi, le sanzioni devono includere pene privative della libertà che possono comportare l'estradizione.

Ciascun paese dell’UE deve inoltre prendere le misure necessarie per consentire che i dirigenti delle imprese o qualsiasi persona che esercita il potere di decisione o di controllo in seno a un'impresa possano essere dichiarati penalmente responsabili, secondo i principi stabiliti dal diritto interno, per gli atti fraudolenti commessi ai danni degli interessi finanziari della CE.

Ogni paese dell’UE prende le misure necessarie per istituire la propria competenza giurisdizionale sugli illeciti penali da esso costituiti conformemente agli obblighi imposti dalla convenzione in oggetto.

Se una frode costituisce un illecito penale e riguarda almeno due paesi dell’UE, questi paesi cooperano in modo effettivo all'inchiesta, ai procedimenti giudiziari e all'esecuzione della pena comminata, per esempio per mezzo dell'assistenza giudiziaria, dell'estradizione, del trasferimento dei procedimenti o dell'esecuzione delle sentenze pronunciate all'estero in un altro paese dell’UE.

Qualora sorga una controversia fra paesi dell’UE relativa all'interpretazione o all'applicazione della convenzione, il caso deve essere esaminato in primo luogo in sede di Consiglio. Se entro sei mesi non si trova una soluzione, le parti possono adire la Corte di giustizia dell’Unione europea. Quest'ultima è competente anche per le controversie tra un paese dell’UE e la Commissione europea.

Contesto

Adottata nel quadro del titolo VI del trattato sull'Unione europea (dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009, le disposizioni rientrano nel titolo V del trattato sul funzionamento dell’Unione europea), la convenzione e i relativi protocolli intendono creare una base comune per la tutela penale degli interessi finanziari della CE.

La convenzione è entrata in vigore il 17 ottobre 2002, congiuntamente al primo protocollo e al protocollo concernente l'interpretazione da parte della Corte di giustizia. Il secondo protocollo è entrato in vigore il 19 maggio 2009. La convenzione e i protocolli sono aperti all'adesione dei paesi che diventano membri dell'UE.

Termini chiave dell'atto
  • Frode in materia di spese: qualsiasi azione od omissione intenzionale relativa all'utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi, inesatti o incompleti cui consegua il percepimento o la ritenzione illecita di fondi provenienti dal bilancio generale comunitario o dai bilanci gestiti dalla CE o per suo conto; alla mancata comunicazione di un'informazione in violazione di un obbligo specifico cui consegua lo stesso effetto; alla distrazione di tali fondi per fini diversi da quelli per cui essi sono stati inizialmente concessi.
  • Frode in materia di entrate: qualsiasi azione od omissione intenzionale relativa all'utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o documenti falsi, inesatti o incompleti cui consegua la diminuzione illegittima di risorse del bilancio generale comunitario o dai bilanci gestiti dalla CE o per suo conto; alla mancata comunicazione di un'informazione in violazione di un obbligo specifico cui consegua lo stesso effetto; alla distrazione di un beneficio lecitamente ottenuto, cui consegua lo stesso effetto.

ATTI COLLEGATI

Atto del Consiglio del 19 giugno 1997 che stabilisce il secondo protocollo della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee [Gazzetta ufficiale C 221 del 19.7.1997].
Il protocollo riguarda la responsabilità delle persone giuridiche, la confisca e il riciclaggio di denaro nonché la cooperazione tra i paesi dell’UE e la Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee e della protezione dei dati personali ad essi connessi. Questo protocollo è entrato in vigore il 19 maggio 2009.

Atto del Consiglio del 29 novembre 1996 che stabilisce, sulla base dell'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea, il protocollo concernente l'interpretazione, in via pregiudiziale, da parte della Corte di giustizia e delle Comunità europee, della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee [Gazzetta ufficiale C 151 del 20.5.1997].
Questo protocollo permette agli organi giurisdizionali nazionali di chiedere alla Corte di giustizia di interpretare, in via pregiudiziale, le disposizioni della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari della CE e dei relativi protocolli. È entrato in vigore il 17 ottobre 2002.

Atto del Consiglio del 27 settembre 1996 che stabilisce un protocollo della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee [Gazzetta ufficiale C 313 del 23.10.1996].
Questo protocollo è centrato sulla definizione dei concetti di "funzionario", "corruzione attiva e passiva", oltre che sull'armonizzazione delle sanzioni per i reati di corruzione. Una relazione esplicativa di questo protocollo è stata adottata il 19 dicembre 1997. Il protocollo è entrato in vigore il 17 ottobre 2002.

Decisione 2008/40/GAI del Consiglio, del 6 dicembre 2007, relativa all'adesione della Bulgaria e della Romania alla convenzione, elaborata in base all'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea, relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee, al protocollo del 27 settembre 1996, al protocollo del 29 novembre 1996, e al secondo protocollo del 19 giugno 1997 [Gazzetta ufficiale L 9 del 12.1.2008].
Con questa decisione, la Bulgaria e la Romania aderiscono alla convenzione e ai relativi protocolli.

Relazioni

Seconda relazione della Commissione – Applicazione della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee e dei relativi protocolli [COM(2008) 77 – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
Facendo seguito alla prima relazione del 2004, la Commissione esamina i progressi compiuti dai 27 paesi dell’UE nella ratifica e nell'applicazione degli strumenti di tutela degli interessi finanziari della CE. La relazione rileva lacune dovute ai frequenti ritardi nella ratifica e a casi di errato recepimento.

Relazione della Commissione – Applicazione da parte degli Stati membri della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee e dei relativi protocolli [COM(2004) 709 – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].
La relazione si concentra sull'applicazione della convenzione e dei suoi protocolli da parte dei 15 paesi dell’UE prima dell'allargamento del 1º maggio 2004. Essa ritiene che la tutela penale degli interessi finanziari della CE abbia segnato progressi grazie alle disposizioni nazionali adottate dai paesi dell’UE, ma si rammarica che nessuno dei paesi dell’UE abbia adottato tutte le misure necessarie a conformarsi integralmente alla convenzione. La Commissione raccomanda al Consiglio di invitare i paesi dell’UE ad intensificare i rispettivi interventi per rafforzare la normativa penale nazionale e ratificare senza ulteriori indugi il secondo protocollo.

Ultima modifica: 11.03.2011
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