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Accordo con la Confederazione svizzera

L’importanza di tutelare in maniera efficace gli interessi finanziari della Comunità europea (CE) non si ferma alle frontiere esterne degli Stati membri. I criminali operano anche oltre le frontiere dell’Unione europea (UE). È pertanto necessario adottare misure di lotta contro la frode e contro ogni altra attività illecita che leda gli interessi finanziari dell'UE attraverso il potenziamento dell'assistenza amministrativa e della reciproca assistenza giudiziaria. Il 22 febbraio 2005 il Parlamento europeo ha approvato la conclusione dell’accordo di cooperazione fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera, dall’altro.

ATTO

Decisione 2009/127/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, relativa alla conclusione dell’accordo di cooperazione fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera, dall’altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziari.

SINTESI

L’accordo è inteso ad ampliare l’assistenza amministrativa e l’assistenza giudiziaria reciproca in materia penale fra la Comunità europea (CE) e la Svizzera. Con la presente decisione la Commissione approva l’accordo a nome della CE. Il titolo I dell’accordo contiene le disposizioni generali applicabili ai due titoli successivi: assistenza amministrativa (titolo II) e assistenza giudiziaria (titolo III). L’ultimo titolo (IV) contiene le disposizioni finali. L’atto finale contiene una dichiarazione comune relativa al riciclaggio e una dichiarazione comune concernente la cooperazione della Confederazione svizzera con Eurojust e, se possibile, con la Rete giudiziaria europea, nonché un processo verbale approvato per combattere la frode e ogni altra attività illecita che leda gli interessi finanziari delle parti.

Applicazione dell’accordo solo in casi specifici

L’accordo ha lo scopo di contrastare la frode in ogni sua fase: prevenzione, individuazione, investigazione, perseguimento e repressione, in campo amministrativo e penale. Tuttavia, è applicabile solo in casi molto specifici, fra cui:

  • gli scambi di merci in violazione della legislazione doganale e agricola;
  • gli scambi in violazione della legislazione fiscale relativa all’imposta sul valore aggiunto, a imposte speciali di consumo e alle accise;
  • la percezione o la detenzione di fondi, compreso l’uso di detti fondi a fini diversi da quelli della loro concessione originaria, provenienti dal bilancio delle parti contraenti o da bilanci gestiti da esse o per loro conto, come le sovvenzioni e i rimborsi;
  • le procedure di aggiudicazione di contratti assegnati dalle parti contraenti.

L’accordo prevede inoltre il sequestro e il recupero degli importi dovuti o indebitamente percepiti risultanti dalle attività illecite menzionate sopra. L’assistenza amministrativa o giudiziaria non potrà essere rifiutata per il solo motivo che la domanda si riferisce a una violazione ritenuta da una delle parti contraenti come infrazione fiscale. Lo stesso vale per il caso in cui la legislazione di una delle parti contraenti non preveda lo stesso tipo di prelievi o di esborsi, o non contenga lo stesso tipo di regolamentazione o la stessa qualificazione giuridica.

In casi d’importanza minore le autorità competenti possono tuttavia rifiutare una domanda di cooperazione: ad esempio se l’importo presunto dei diritti non riscossi o riscossi solo parzialmente rappresenta un valore non superiore a 25 000 euro o se il valore delle merci interessate rappresenta un valore non superiore a 100 000 euro. La cooperazione può anche essere rifiutata se la parte contraente richiesta ritiene che l’esecuzione della domanda sia di natura tale da nuocere alla sovranità, alla sicurezza, all’ordine pubblico o ad altri interessi essenziali. Il testo prevede altri casi in cui è possibile rifiutare una domanda, ad esempio quando il numero delle richieste impone oneri amministrativi eccessivi.

Nel campo d’applicazione del presente accordo è incluso il riciclaggio dei proventi delle attività illecite contemplate dallo stesso, a condizione che i reati siano punibili conformemente alla legislazione delle due parti contraenti con una pena privativa della libertà, o con una misura di sicurezza che limiti la libertà, superiore nel massimo a 6 mesi.

Le imposte dirette sono escluse dal campo d’applicazione del presente accordo.

Rafforzare l’assistenza amministrativa fra l’Unione europea e la Svizzera

L’accordo lascia impregiudicati gli obblighi derivanti da altri accordi, in particolare il protocollo supplementare relativo all’assistenza amministrativa reciproca in materia doganale del 9 giugno 1997. Le autorità delle parti contraenti applicano l’accordo nell’ambito delle competenze ad esse conferite sulla base del loro diritto interno. Ciascuna parte contraente designa un servizio centrale competente a trattare le domande di assistenza amministrativa.

L’accordo contiene disposizioni sulla forma e sul contenuto delle domande di assistenza e copre, fra l’altro, le richieste di informazioni, le richieste di sorveglianza e le richieste di indagini.

È tuttavia anche possibile un’assistenza spontanea senza domanda preliminare. In questo caso, l’autorità che trasmette le informazioni può, conformemente al diritto interno, stabilire condizioni per l’uso di tali informazioni.

Forme particolari di cooperazione

Per attuare l’accordo in maniera efficace sono previste forme particolari di cooperazione:

  • operazioni transfrontaliere congiunte in occasione dell’importazione, esportazione e transito di merci, quando gli interessi finanziari di una delle parti contraenti sono a rischio;
  • squadre investigative speciali comuni;
  • funzionari di collegamento che possono essere distaccati presso i servizi competenti di un’altra parte contraente.

Integrare gli accordi esistenti in materia di cooperazione giudiziaria reciproca

Scopo dell’accordo è completare la convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 e la convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato dell’8 novembre 1990, e facilitarne l’applicazione tra le parti contraenti. Le due convenzioni furono firmate sotto l’egida del Consiglio d’Europa a Strasburgo. L’accordo garantisce inoltre che le disposizioni più favorevoli degli accordi bilaterali o multilaterali tra le parti contraenti restino impregiudicate.

Ai sensi dell’accordo, l’assistenza giudiziaria è accordata:

  • in procedimenti per fatti che, in base al diritto interno di una o di entrambe le parti contraenti, sono punibili a titolo di infrazioni ai regolamenti. Tali infrazioni devono poter dar luogo a ricorso dinanzi a un organo giurisdizionale competente, in particolare in materia penale;
  • nelle azioni civili collegate alle azioni penali, fino a che l’esercizio della giurisdizione penale non si è concluso con la decisione definitiva sull’azione penale;
  • per reati o infrazioni per i quali può essere fatta valere la responsabilità di una persona giuridica della parte contraente richiedente;
  • ai fini di indagini e di procedimenti volti al sequestro e alla confisca dei mezzi e dei proventi di tali infrazioni.

L’accordo illustra nel dettaglio le fasi per la trasmissione delle domande (rogatorie), comprendente la consegna a mezzo posta. Le autorità della parte contraente richiedente possono essere autorizzate ad essere presenti all’esecuzione della domanda di assistenza giudiziaria. Tale presenza non è tuttavia soggetta al consenso della persona interessata dalla misura. L’autorizzazione può essere soggetta a condizioni. Le persone presenti hanno tuttavia accesso agli stessi locali e agli stessi documenti dei rappresentanti dell’altra parte contraente, purché sia rispettato il segreto giudiziario.

Secondo l’accordo, la ricevibilità di rogatorie a scopo di perquisizione e di sequestro non deve essere subordinata a condizioni diverse dalle seguenti:

  • il fatto che ha dato luogo alla rogatoria è punibile, conformemente al diritto delle due parti contraenti, con pena privativa della libertà o misura di sicurezza restrittiva della libertà per una durata massima di almeno 6 mesi, ovvero è punibile in base al diritto di una delle due parti contraenti con una sanzione equivalente e in base al diritto dell’altra parte contraente a titolo di infrazione a regolamenti perseguita da autorità amministrative la cui decisione può dar luogo a ricorso dinanzi a un organo giurisdizionale competente in particolare in materia penale;
  • l’esecuzione della rogatoria è compatibile con il diritto della parte contraente che riceve la domanda di assistenza giudiziaria. Sono altresì ricevibili le rogatorie a scopo di perquisizione e di sequestro per fatti di riciclaggio rientranti nel campo d’applicazione del presente accordo, a condizione che i fatti costitutivi siano punibili conformemente alla legislazione delle due parti contraenti con una pena privativa della libertà, o con una misura di sicurezza che limiti la libertà, superiore nel massimo a 6 mesi.

L’accordo contiene anche disposizioni per accelerare l’assistenza reciproca e disposizioni sull’uso dei mezzi di prova.

Informazioni bancarie e finanziarie

L’accordo copre anche le domande di informazioni bancarie e finanziarie qualora le condizioni di cui sopra siano soddisfatte. Le "informazioni bancarie e finanziarie" comprendono informazioni sui conti bancari aperti in banche stabilite sul territorio di una delle parti contraenti. La parte richiedente deve indicare i motivi per cui ritiene che le informazioni richieste possano essere di valore fondamentale ai fini dell’indagine. Il segreto bancario non può essere invocato quale motivo per rifiutarsi di cooperare.

È istituito un comitato misto, composto da rappresentanti delle parti contraenti, che è responsabile della corretta applicazione del presente accordo e della risoluzione delle controversie fra le parti. In questo comitato misto la Comunità è rappresentata dalla Commissione.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Decisione 2009/127/CE

18.12.2008

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GU L 46 del 17.2.2009

Ultima modifica: 14.08.2009
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