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Lotta contro la corruzione

La Commissione presenta una serie di misure volte a rafforzare la lotta contro la corruzione nell’Unione Europea (UE) e la volontà politica degli Stati membri di combattere con efficacia questo fenomeno.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo del 6 giugno 2011, intitolata "La lotta contro la corruzione nell'Unione europea" [COM (2011) 308 def. – Non pubblicata nella Gazzetta Ufficiale].

SINTESI

La corruzione colpisce tutti i paesi dell’Unione europea, anche se in modi diversi. Si tratta di un fenomeno nefasto, non solo a livello finanziario ma anche sociale, perché la corruzione nasconde spesso altre infrazioni gravi quali il traffico di stupefacenti o la tratta degli esseri umani. Inoltre minaccia di intaccare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche e nei loro dirigenti politici.

A livello internazionale e comunitario esistono diversi strumenti di lotta contro la corruzione, che però non vengono sfruttati allo stesso modo in tutti gli Stati membri.

Per rafforzare in tutti gli Stati membri la volontà politica di trattare questo problema, la Commissione annuncia la creazione di una relazione anticorruzione e chiede agli Stati membri di sfruttare al meglio gli strumenti esistenti di lotta alla corruzione. Inoltre, presenta delle misure volte a migliorare l'inclusione del fenomeno nelle politiche interne ed esterne dell'Unione.

Relazione anticorruzione

A partire dal 2013, la Commissione pubblicherà ogni due anni una relazione anticorruzione (DE ) (EN ) (FR ) che costituirà un meccanismo di sorveglianza e di valutazione dell’UE. La relazione metterà in evidenza le tendenze e le debolezze alle quali bisognerà rimediare e stimolerà lo scambio delle migliori prassi. Permetterà anche di rendersi conto maggiormente degli sforzi profusi e dei problemi riscontrati, nonché delle cause della corruzione.

La relazione si baserà su dati provenienti da fonti diverse, tra cui i meccanismi di sorveglianza del Consiglio d'Europa, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e delle Nazioni Unite, ma anche da esperti indipendenti, da conclusioni di ricerche, dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), da Eurojust, Europol, dalla rete europea contro la corruzione, dagli Stati membri, dagli studi Eurobarometro e dalla società civile.

Sfruttamento degli strumenti esistenti

La Commissione chiede ai paesi dell’UE di recepire integralmente nella loro giurisprudenza nazionale la legislazione europea contro la corruzione nel settore privato e di garantirne la buona applicazione.

Chiede, altresì, agli Stati membri che non lo hanno ancora fatto di ratificare gli strumenti internazionali esistenti contro la corruzione: la convenzione penale e la convenzione civile sulla corruzione del Consiglio d’Europa, la convenzione delle Nazioni Unite e la convenzione dell’OCSE.

La Commissione intende, peraltro, intensificare la propria cooperazione con le istanze internazionali e chiederà che l’UE partecipi al Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) (EN) (FR) creato in seno al Consiglio d’Europa.

Inclusione del tema della corruzione nelle politiche dell’UE

La lotta anticorruzione deve essere parte integrante di tutte le politiche UE interessate, sia interne che esterne.

A livello interno, la Commissione intende in particolare rafforzare la cooperazione giudiziaria e politica in materia di corruzione, in collaborazione con Europol, Eurojust, l’Accademia europea di polizia (CEPOL), e l’OLAF. Intende anche migliorare la formazione degli addetti ai servizi di contrasto in questo campo.

La Commissione proporrà, tra l’altro, un ammodernamento delle regole comunitarie sul sequestro dei proventi del crimine affinché le giurisdizioni degli Stati membri, anche nei casi di corruzione, possano effettivamente confiscare e recuperare i beni d'origine criminale. La corruzione è spesso legata al riciclaggio di denaro sporco, pertanto la Commissione presenterà nel 2012 una strategia destinata ad aumentare le indagini fiscali penali. Infine, per misurare meglio la portata della corruzione e l’efficacia delle misure intraprese per combatterla, si sta preparando un piano d’azione volto a migliorare le statistiche sulla criminalità e la giustizia penale.

La Commissione si occuperà anche dell'ammodernamento delle regole comunitarie sugli appalti pubblici, delle norme contabili e del controllo legale dei conti delle imprese europee. Ha inoltre adottato una strategia di lotta contro la frode che danneggia gli interessi finanziari dell’Unione.

A livello esterno, la Commissione continuerà ha seguire con grande attenzione le politiche anticorruzione nei paesi candidati e potenziali canditati all’adesione all’UE. Prevede di rendere questa lotta uno dei perni centrali del sostegno dell'UE ai paesi che partecipano alla politica di vicinato. Quanto alle politiche di cooperazione e di sviluppo, la Commissione prevede di applicare con più frequenza il principio di condizionalità, ossia far sì che il rispetto delle norme internazionali in materia di corruzione sia una condizione per la cooperazione e l'aiuto allo sviluppo.

ATTI CORRELATI

Relazione della Commissione al Consiglio, del 6 giungo 2011, sulle modalità di partecipazione dell’Unione europea al Gruppo di Stati del Consiglio d’Europa contro la corruzione (GRECO) [COM (2011) 307 def. – Non pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale].

Decisione della Commissione del 28 settembre 2011 che istituisce un gruppo di esperti sulla corruzione [GU C 286 del 30.9.2011].
Il compito di questo gruppo di esperti è di consigliare la Commissione su tutte le questioni inerenti alla corruzione e, in particolare, di assisterla nell’elaborazione della relazione anticorruzione dell’UE.

Ultima modifica: 21.10.2011
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