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Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione

Tale decisione autorizza il presidente del Consiglio a designare le persone abilitate a firmare, a nome della Comunità europea, la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. Lo scopo della convenzione è aumentare l’efficacia della lotta alla corruzione, promuovere la corretta gestione degli affari pubblici ed incoraggiare la cooperazione internazionale e l’assistenza tecnica.

ATTO

Decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome della Comunità europea, della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.

SINTESI

Alla conferenza tenutasi a Merida in Messico, dal 9 all’11 dicembre 2003, è stata aperta alla firma la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. Nel corso della sessione n. 2658 del 10 maggio 2005, il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione relativa alla firma della convenzione.

Tale decisione autorizza il presidente del Consiglio a designare le persone abilitate a firmare, a nome della Comunità europea, la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. Il 15 settembre 2005 la Commissione europea e la presidenza del Consiglio hanno firmato la convenzione a nome della Comunità europea. Tale convenzione, detta anche convenzione di Merida, è stata adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003 (risoluzione 58/4) ed è rimasta aperta alla firma fino al 9 dicembre 2005.

Produrre uno strumento efficace contro la corruzione

Nel dicembre 2000 l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di costituire un comitato ad hoc aperto a tutti gli Stati con il compito di redigere uno strumento giuridico internazionale efficace contro la corruzione (risoluzione 55/61). Il comitato ha negoziato la convenzione tra il gennaio 2002 e l’ottobre 2003. La Commissione ha rappresentato gli interessi della Comunità europea.

La Commissione ritiene che gli obiettivi stabiliti dal Consiglio nelle sue direttive di negoziato siano stati raggiunti. La convenzione introduce misure preventive e di assistenza tecnica molto esigenti nei settori di competenza della Comunità, in particolare con riferimento al mercato interno. Tra queste figurano misure per prevenire e contrastare il riciclaggio di denaro, norme contabili per il settore privato, criteri di trasparenza e parità di accesso per tutti i candidati agli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi.

Poiché gli Stati membri hanno dichiarato la propria intenzione di procedere alla firma della convenzione fin dall'apertura alla firma a Merida in Messico (ad eccezione della Spagna, l’unico Stato membro dei 15 a non averlo fatto), la Commissione ritiene che anche la Comunità europea debba fare altrettanto. A tal fine la Commissione ha proposto che la presidenza del Consiglio designi le persone abilitate a firmare, a nome della Comunità europea, la convenzione. Il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione senza dibattito.

Lotta alla corruzione: la convenzione ONU

Gli obiettivi della convenzione sono:

  • promuovere e rafforzare le misure intese a prevenire e a lottare contro la corruzione in modo più efficiente ed efficace;
  • promuovere, agevolare e sostenere la cooperazione internazionale e l’assistenza tecnica;
  • promuovere l’integrità, la responsabilità e la sana gestione degli affari pubblici e della proprietà pubblica.

Si applica alla prevenzione, all’indagine e al procedimento giudiziario della corruzione e al blocco, al sequestro, alla confisca e alla restituzione dei proventi di reato.

La convenzione elenca in modo dettagliato le misure volte a prevenire la corruzione, compresa l’attuazione di politiche e pratiche di prevenzione, l’istituzione di enti per il raggiungimento di tale obiettivo, l’attuazione di codici di condotta per i funzionari pubblici e criteri obiettivi per l’assunzione e la promozione di dipendenti pubblici e per gli appalti pubblici. La convenzione promuove la trasparenza e la responsabilità nella gestione delle finanze pubbliche e nel settore privato, con parametri di contabilità e di verifica contabile più severi. Sono previste anche misure per prevenire il riciclaggio di denaro e misure per garantire l’indipendenza del potere giudiziario. Tra le misure preventive sono anche incoraggiati i rendiconti pubblici e la partecipazione della società.

In materia di incriminazione, individuazione e repressione, la convenzione raccomanda agli Stati contraenti di adottare le misure legislative e di altro tipo necessarie per determinare un’intera serie di reati. Cioè:

  • corruzione di dipendenti pubblici nazionali o esteri e funzionari di organizzazioni internazionali pubbliche;
  • appropriazione indebita, concussione o altre malversazioni ad opera di un dipendente pubblico di qualunque proprietà pubblica o privata;
  • traffico di influenza;
  • abuso d’ufficio e arricchimento illecito.

Sotto tutti gli aspetti, la convenzione considera corruzione l’offerta o l’accettazione di vantaggi non dovuti per se stessi o per un’altra persona o ente.

Nel settore privato è necessario istituire i reati di appropriazione indebita e corruzione e i reati di riciclaggio di proventi del crimine, ricettazione, ostruzione dell’amministrazione della giustizia e tentata appropriazione indebita o corruzione o partecipazione alle medesime.

Si raccomanda agli Stati contraenti di prendere i provvedimenti necessari per:

  • prevedere la responsabilità delle persone giuridiche;
  • consentire il blocco, il sequestro e la confisca;
  • proteggere i testimoni, gli esperti e le vittime;
  • proteggere chi sporge denuncia;
  • affrontare le conseguenze degli atti di corruzione;
  • garantire che gli enti o le persone che hanno subito danni in seguito ad un atto di corruzione abbiano il diritto di avviare un procedimento giudiziario per ottenere un indennizzo;
  • istituire uno o più enti o nominare persone specializzate nella lotta contro la corruzione attraverso l’applicazione della legge;
  • favorire la cooperazione con le forze dell’ordine;
  • favorire la cooperazione tra autorità nazionali e con il settore privato;
  • superare gli ostacoli che possono derivare dall’applicazione delle leggi sul segreto bancario;
  • tenere conto delle condanne precedenti di un presunto criminale in un altro Stato ai fini dei procedimenti penali;
  • stabilire la loro giurisdizione sui reati commessi sul loro territorio o contro di loro o da parte di un loro cittadino, ecc.

Gli Stati contraenti adottano anche le misure necessarie relative a procedimenti e sanzioni contro funzionari pubblici, per ottenere un equilibrio tra le loro immunità e i reati da loro commessi, ivi comprese le conseguenze che ne derivano.

La convenzione dedica un capitolo alla cooperazione internazionale. Gli Stati contraenti cooperano in materia penale e in materia di estradizione e trasferimento di persone condannate, in una serie di situazioni descritte dalla convenzione. L’assistenza giudiziaria reciproca è un elemento di importanza primaria in questo capitolo e la convenzione prende in considerazione numerose possibilità per fornire la più ampia gamma possibile di possibilità di assistenza.

Gli Stati contraenti possono anche trasferire i procedimenti penali se necessario, condurre indagini congiunte e utilizzare speciali tecniche investigative come la sorveglianza elettronica. Le autorità incaricate dell’applicazione della legge sono tenute a cooperare tra loro attraverso canali di comunicazione e di cooperazione più efficaci nel corso delle indagini.

Il capitolo V riguarda il recupero dei beni. Il recupero dei beni ai sensi di questo capitolo è un principio fondamentale della convenzione. Si incoraggiano le istituzioni finanziarie a verificare l’identità dei clienti e i proprietari effettivi dei conti di grande valore e ad evitare le banche che non hanno una presenza fisica e che non sono affiliate ad un gruppo finanziario regolamentato. Inoltre il capitolo specifica le misure da adottare per il recupero diretto dei beni e come farlo attraverso la cooperazione internazionale in materia di confisca. Tali beni dovrebbero essere recuperati conformemente alle regole stabilite dalla convenzione. Inoltre, occorre istituire un’unità di informazione finanziaria e accordi o disposizioni bilaterali o multilaterali per migliorare l’efficacia della cooperazione internazionale.

Gli Stati contraenti devono anche creare programmi di formazione specifici e fornirsi reciprocamente la massima assistenza tecnica possibile. Sono altresì previsti la raccolta, lo scambio e l’analisi di informazioni sulla corruzione e misure pratiche intese a migliorare la cooperazione a vari livelli, nonché l’assistenza finanziaria e materiale per sostenere gli sforzi dei paesi in via di sviluppo e dei paesi con economie in transizione per prevenire e contrastare efficacemente la corruzione.

Viene istituita una conferenza degli Stati contraenti per migliorare le loro capacità e la loro cooperazione per raggiungere gli obiettivi stabiliti nella convenzione e per promuovere ed esaminare la sua attuazione.

La convenzione può essere firmata dalle organizzazioni regionali di integrazione economica, a condizione che almeno uno stato membro di una tale organizzazione l’abbia firmata. La convenzione entrerà in vigore il novantesimo giorno successivo al deposito del trentesimo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione.

ATTI COLLEGATI

Decisione del Consiglio 2008/801/CE, del 25 settembre 2008, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione [Gazzetta ufficiale L 287 del 29.10.2008].
Con tale decisione la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione è stata approvata a nome della Comunità europea. Tale decisione autorizza il presidente del Consiglio a designare le persone abilitate a depositare lo strumento della Comunità di conferma formale. Tale strumento è vincolante per la Comunità. Consiste in una dichiarazione sulla competenza della Comunità relativamente a materie disciplinate dalla convenzione (allegato II) e in una dichiarazione relativa alla risoluzione di controversie sull’interpretazione o l’applicazione della convenzione (allegato III).

Ultima modifica: 12.12.2008

Vedi anche

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