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Verso una strategia dell'UE in materia di aiuti al commercio

La presente comunicazione mira a delineare una strategia congiunta dell'Unione europea (UE) per gli aiuti agli scambi commerciali a favore dei paesi in via di sviluppo. Gli aiuti al commercio, per i quali l’UE figura al primo posto fra i finanziatori di tutto il mondo, sono una dimensione essenziale dell' e degli accordi di partenariato economico (APE) fra l’UE e i (ACP).

ATTO

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 4 aprile 2007 dal titolo: «Verso una strategia dell’UE in materia di aiuti al commercio – il contributo della Commissione» [COM(2007) 163 definitivo - Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Gli scambi commerciali sono un importante fattore capace di accelerare la crescita e la riduzione della povertà nei paesi in via di sviluppo. Per garantire l'integrazione di tali paesi nel commercio mondiale non basta però migliorare l'accesso al mercato e rafforzare le norme commerciali internazionali. Per sfruttare appieno i vantaggi del commercio, i paesi in via di sviluppo devono altresì eliminare gli ostacoli sul fronte dell'offerta e ovviare alle carenze strutturali. Essi devono pertanto procedere a riforme interne delle politiche legate al commercio, agevolare gli scambi commerciali, potenziare le capacità nel settore doganale, ammodernare le infrastrutture, migliorare le capacità produttive e creare mercati nazionali e regionali. Occorrono inoltre iniziative complementari in materia di stabilità macroeconomica, riforme fiscali, promozione degli investimenti, politica del lavoro, normative e istituzioni nel settore del mercato di capitali e prodotti, nonché sviluppo del capitale umano.

Gli aiuti al commercio rappresentano un fattore fondamentale in tale contesto. Essi mirano a generare crescita, occupazione e reddito e contribuiscono pertanto al primo e all'ottavo obiettivo di sviluppo del millennio, ossia dimezzare il numero di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno e instaurare un sistema finanziario e di mercato aperto, regolamentato e non discriminatorio.

Gli aiuti al commercio perseguono i seguenti obiettivi:

  • consentire ai paesi in via di sviluppo, e in particolare ai paesi meno sviluppati (PMS), di utilizzare gli scambi commerciali in maniera più efficace per promuovere la crescita, l'occupazione, lo sviluppo e la riduzione della povertà, nonché per conseguire i propri obiettivi di sviluppo;
  • agevolare il loro accesso ai mercati internazionali attraverso il miglioramento delle loro capacità sul fronte dell'offerta e delle infrastrutture connesse al commercio;
  • aiutare tali paesi ad attuare le riforme legate al commercio e ad adattarsi ad esse, anche attraverso adeguamenti sociali e del mercato del lavoro;
  • sostenere l'integrazione regionale;
  • contribuire ad un'agevole integrazione nel sistema commerciale mondiale.

Una strategia dell'UE in materia di aiuti al commercio può contribuire a tali obiettivi attraverso misure volte a:

  • incrementare il volume degli aiuti al commercio dell'UE, portando in particolare l'assistenza in campo commerciale a 2 miliardi di euro l'anno entro il 2010, ma anche promuovendo una risposta efficace al maggior fabbisogno di aiuti al commercio;
  • migliorare la qualità degli aiuti al commercio dell'UE;
  • attuare un sistema efficace in materia di controllo e notificazione degli aiuti.

Incrementare il volume degli aiuti al commercio

La Commissione ricorda che il gruppo di lavoro dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) responsabile degli aiuti al commercio ha individuato cinque categorie di aiuti al commercio, ossia:

  • la politica e la normativa commerciali;
  • lo sviluppo del commercio;
  • le infrastrutture connesse al commercio;
  • le capacità produttive;
  • l'adeguamento legato al commercio.

Le prime due categorie sono raggruppate sotto il titolo "aiuti legati al commercio" e comprendono:

  • la politica commerciale e la regolamentazione degli scambi, finalizzate a garantire un'effettiva partecipazione dei paesi in via di sviluppo ai negoziati commerciali multilaterali e ad aiutare tali paesi ad attuare la legislazione legata al commercio;
  • lo sviluppo del commercio e il miglioramento del clima imprenditoriale, dei servizi e delle istituzioni preposte a fornire sostegno alle imprese.

Nel 2005 l'UE si è impegnata a incrementare il volume degli aiuti al commercio dell'UE, portando l'assistenza in campo commerciale a 2 miliardi di euro l'anno entro il 2010, erogati per metà dalla Commissione e per metà dagli Stati membri. Attualmente la Commissione fornisce 840 milioni di euro l'anno, mentre il contributo degli Stati membri ammonta a soli 300 milioni.

Per incrementare il volume degli aiuti la Commissione raccomanda che:

  • il volume annuale degli aiuti al commercio forniti dagli Stati membri sia portato a 600 milioni di euro entro il 2008, al fine di raggiungere l'obiettivo di 1 miliardo di euro previsto per il 2010;
  • una quota significativa dell'aumento di tali aiuti sia destinata ai paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) a sostegno dell'integrazione regionale e degli accordi di partenariato economico (APE). In particolare, è necessario fornire ai paesi ACP un'indicazione degli importi reali in questione.

Inoltre, in tutti i paesi in via di sviluppo è necessario elaborare metodi efficaci di valutazione delle necessità commerciali a livello regionale e garantire che tali necessità figurino nelle strategie nazionali di sviluppo dei paesi partner. In particolare, l'UE dovrebbe adoperarsi per migliorare l'efficacia dello strumento del quadro integrato * applicato ai PMS e per utilizzare lo stesso tipo di approccio anche con gli altri paesi.

L'UE deve inoltre portare avanti l'attuazione di un programma allargato di aiuti al commercio finalizzato a:

  • fornire sostegno alle infrastrutture connesse al commercio, alle capacità produttive e agli adeguamenti legati al commercio (riforme fiscali);
  • sviluppare pratiche coerenti in materia di notificazione per tutte le categorie di aiuti al commercio.

Migliorare la qualità degli aiuti al commercio

Al fine di migliorare la qualità e l'efficacia degli aiuti al commercio, la Commissione raccomanda che la strategia dell'UE si concentri sui seguenti aspetti:

  • definire misure atte a garantire che gli aiuti al commercio producano risultati concreti in questo campo, ad esempio individuando i settori degli aiuti al commercio che permettono di ridurre maggiormente, e in maniera sostenibile, la povertà;
  • garantire una migliore titolarità e un maggior coinvolgimento, attraverso l’integrazione delle questioni legate al commercio nelle strategie di riduzione della povertà e la partecipazione attiva delle parti interessate del settore privato e della società civile;
  • promuovere la sostenibilità istituzionale e finanziaria dei programmi mediante il potenziamento delle capacità delle parti interessate e la titolarità di tutte le operazioni. È altresì necessario garantire la sostenibilità sociale e ambientale, attraverso la valutazione dell'impatto delle politiche e degli accordi commerciali riguardanti lo sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda in particolare la sostenibilità ambientale, l'UE deve aiutare i partner a sviluppare metodi di produzione sostenibili. Un altro aspetto importante è la promozione di condizioni di lavoro dignitose e lo sviluppo di meccanismi efficaci per i mercati del lavoro e per l’adeguamento sociale;
  • garantire l'analisi, la programmazione e l'attuazione congiunte tra i vari partner dell'UE. L'analisi congiunta delle esigenze in campo commerciale deve essere eseguita nei PMS attraverso lo strumento del quadro integrato, sviluppando processi analoghi negli altri paesi. L'UE potrebbe coordinare meglio le sue strategie di intervento nei paesi e nelle regioni. Le possibilità di attuazione congiunta dipendono principalmente dai progressi realizzati grazie agli approcci settoriali globali (ASG) nel settore degli aiuti al commercio. In particolare, gli ASG devono permettere di sviluppare metodi di attuazione congiunta, come ad esempio il sostegno al bilancio e il cofinanziamento tra partner dell'UE;
  • puntare all'efficacia degli aiuti regionali al commercio, il che significa: fornire sostegno alla capacità dei partner regionali di far proprie e di dirigere le iniziative di aiuto al commercio, coordinare il programma d'integrazione regionale e commerciale, razionalizzare i metodi di attuazione e intensificare la cooperazione con i donatori non UE. Più specificamente, la strategia dell'UE deve dare priorità agli interventi regionali nel quadro degli APE.

Attuare un sistema efficace di controllo e di notificazione

Per compiere progressi in tutti questi settori è essenziale garantire il controllo e la notificazione degli aiuti, sia a livello internazionale che a livello dell'UE. In particolare, il controllo e la notificazione a livello internazionale devono riguardare sia la dimensione quantitativa degli aiuti al commercio che la dimensione qualitativa (efficacia degli aiuti). A livello dell'UE la Commissione raccomanda che i progressi realizzati nell'attuazione della strategia UE di aiuti al commercio siano valutati ogni anno dal Consiglio.

Infine, i tre gruppi di misure citati precedentemente devono essere accompagnati dal potenziamento delle capacità umane presso gli organismi donatori. A tale riguardo, la Commissione raccomanda di fare il punto della situazione in termini di capacità e di competenze specifiche a disposizione dell’UE e di iniziative congiunte dell’UE per sviluppare e condividere le competenze.

Contesto

La presente comunicazione rappresenta il contributo della Commissione ad un rinnovato sostegno dell'UE a favore degli aiuti al commercio, in vista dell'adozione, da parte del Consiglio, di una strategia congiunta dell'UE (vedasi la rubrica «Atti collegati»). La comunicazione fa parte di un pacchetto di misure adottato dalla Commissione per valutare il rispetto degli impegni assunti in materia di politica di sviluppo dell'UE (vedasi la rubrica «Atti collegati»).

Parole chiave dell'atto
  • Quadro integrato: programma finanziato da più donatori per permettere ai PMS di rafforzare la loro partecipazione all'economia mondiale, con l'obiettivo di aiutarli a integrare il commercio nei loro piani nazionali di sviluppo e contribuire all’erogazione coordinata degli aiuti al commercio per soddisfare le esigenze individuate da tali paesi.

ATTI COLLEGATI

Relazione della Commissione del 15 settembre 2008 «Le disposizioni sociali negli accordi di libero scambio».
Introducendo disposizioni sul lavoro e sullo sviluppo sostenibile nei suoi accordi di libero scambio, l'Unione europea (UE) contribuisce alla stabilità economica, politica e sociale dei paesi partner. La presente relazione riporta i vari modelli e pratiche in materia.

Sin dal 1996, l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) si è impegnata a rispettare i principi fondamentali del diritto del lavoro. Sulla base di tali principi, l'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) ha adottato nel 2000 un'agenda per la promozione del lavoro dignitoso. La stessa agenda è stata ripresa dall'ONU e dall'UE. L'Unione europea si impegna a includerla nei suoi accordi commerciali internazionali. L'agenda è inoltre un punto di riferimento essenziale per le carte e i codici di responsabilità sociale delle imprese.

Taluni trattati internazionali conclusi a livello bilaterale o regionale prevedono delle disposizioni sul diritto del lavoro, come quelli conclusi dal Canada, dagli Stati Uniti, dal Mercosur e dall'Unione europea. Sostanzialmente queste disposizioni riguardano le norme fondamentali del diritto del lavoro (libertà di associazione, contrattazione collettiva, abolizione del lavoro minorile, eliminazione di ogni forma di lavoro coatto o forzato e la discriminazione sul posto di lavoro). Le disposizioni sociali degli accordi possono estendersi ad altri settori, in particolare alle condizioni di lavoro, il salario minimo, l'orario di lavoro, la salute e la sicurezza sul posto di lavoro e lo sviluppo sostenibile. Clausole relative al lavoro sono previste dagli accordi legati al sistema delle preferenze generalizzate, nonché la possibilità di sanzioni positive o negative. In seguito alla loro reciproca apertura commerciale, l'UE e i suoi partner dovranno approfondire le loro relazioni, sviluppando degli standard minimi e adottando disposizioni in altri settori quali il commercio equo, gli effetti nefasti sull'occupazione, la difesa dei valori universali.

L'inclusione di tali disposizioni è intesa a smorzare gli effetti nefasti della liberalizzazione del commercio. Ma la relazione sottolinea che ledere i principi del diritto del lavoro vuol dire frenare lo sviluppo sociale e la crescita economica.

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 4 aprile 2007 dal titolo: «Da Monterrey al consenso europeo in materia di sviluppo: il rispetto degli impegni assunti» [COM(2007) 158 definitivo - Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].
Questa comunicazione politica introduce le due comunicazioni specifiche intitolate «Mantenere le promesse dell'Europa sui finanziamenti allo sviluppo» e «Verso una strategia dell’UE in materia di aiuti al commercio – il contributo della Commissione».

Relazione annuale della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Onorare le promesse dell'Europa per quanto riguarda il finanziamento dello sviluppo [COM(2007) 164 definitivo - Non pubblicato nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 23.08.2009
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