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Difesa contro gli ostacoli al commercio

Il regolamento CEE n° 3286/94 mira a fornire uno strumento che permetta agli operatori economici e agli Stati membri di richiedere alle istituzioni comunitarie di attivarsi, conformemente alle norme commerciali internazionali, in relazione agli ostacoli al commercio introdotti da paesi terzi, allo scopo di eliminare il pregiudizio o gli effetti negativi sugli scambi che ne sono la conseguenza.

ATTO

Regolamento (CE) n. 3286/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, che stabilisce le procedure comunitarie nel settore della politica commerciale comune al fine di garantire l'esercizio dei diritti della Comunità nell'ambito delle norme commerciali internazionali, in particolare di quelle istituite sotto gli auspici dell'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) [Cfr atti modificativi].

SINTESI

Il regolamento sostituisce il regolamento del 1984 relativo alle pratiche illecite e riguarda gli ostacoli agli scambi che possono intralciare le esportazioni comunitarie verso i paesi terzi.

Il campo di applicazione del regolamento sugli ostacoli agli scambi è più ampio di quello relativo alle pratiche illecite. Il regolamento si applica non solamente ai beni ma anche a certi servizi, in particolare a quelli transfrontalieri.

Definizioni

Il termine "ostacolo al commercio" designa ogni pratica commerciale adottata da un paese terzo ma vietata dalle norme commerciali internazionali, che riconoscono alla parte lesa il diritto di cercare di eliminarne l'effetto. Le norme commerciali internazionali sono essenzialmente quelle dell'OMC o quelle istituite attraverso un accordo bilaterale tra la Comunità e un paese terzo.

Nel presente regolamento, per "pregiudizio" si intende ogni pregiudizio notevole che un ostacolo agli scambi può arrecare ad un'industria comunitaria sul mercato della Comunità.

Gli "effetti negativi sugli scambi" sono gli effetti che un ostacolo al commercio può arrecare alle imprese comunitarie sul mercato di un paese terzo e che hanno un effetto notevole sull'economia della Comunità o di una regione o di un settore di attività economica della Comunità.

Il termine "industria comunitaria" si riferisce all'insieme dei produttori o prestatori comunitari di prodotti o di servizi che sono oggetto di un ostacolo agli scambi o l'insieme dei produttori e prestatori la cui produzione complessiva costituisce la maggioranza della produzione comunitaria totale dei prodotti o servizi in questione.

Il termine "impresa comunitaria" designa ogni società, direttamente connessa con il bene o il servizio oggetto dell'ostacolo agli scambi, costituita conformemente al diritto di uno Stato membro e che ha la sede legale, la sede amministrativa centrale o lo stabilimento principale nella Comunità.

Diritto di ricorso

A titolo del presente regolamento, le denunce possono essere presentate:

  • a nome di un'industria comunitaria che ha subito un grave pregiudizio a causa di un ostacolo agli scambi che incide sul mercato comunitario;
  • a nome di una o più imprese comunitarie che subiscono gli effetti negativi sugli scambi a seguito di un ostacolo che incide sul mercato di un paese terzo;
  • da parte di uno Stato membro che denuncia un ostacolo agli scambi.

La denuncia deve contenere elementi di prova sufficienti relativi all'esistenza degli ostacoli agli scambi e ai conseguenti pregiudizi o effetti negativi sugli scambi. Per l'esame del pregiudizio o degli effetti negativi sugli scambi, la Commissione valuta alcuni fattori come il volume rispettivo delle importazioni e delle esportazioni interessate, i prezzi dei concorrenti dell'industria comunitaria in questione, il tasso di crescita delle esportazioni verso il mercato in cui si verifica la concorrenza con i prodotti comunitari, la capacità di esportazione dei paesi di provenienza ecc.

Procedure d'esame

Le denunce devono essere presentate alla Commissione per iscritto. La Commissione dispone di 45 giorni per decidere se accogliere la denuncia. Tale termine può essere posticipato, su richiesta del denunciante, per consentire l'acquisizione di informazioni complementari.

Il regolamento introduce una procedura di consultazione che prevede l'istituzione di un comitato consultivo composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione. In seno a tale comitato, gli Stati membri vengono informati e possono esprimere il loro parere per iscritto o richiedendo una consultazione orale.

Se la denuncia è accolta, viene avviata un'inchiesta, pubblicando sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee l'avviso dell'apertura di una procedura d'esame in cui si precisano il prodotto o il servizio in questione e i paesi interessati. La Commissione raccoglie quindi le informazioni pertinenti presso le parti interessate.

La chiusura del procedimento può essere decisa quando risulta dalla procedura d'esame che non è necessario intraprendere un'azione nell'interesse della Comunità. Il procedimento può essere sospeso quando al termine della procedura d'esame, il paese terzo o i paesi terzi interessati adottano misure che eliminano gli effetti negativi sugli scambi o il pregiudizio oggetto della denuncia. Esso può essere sospeso anche per permettere di ricercare una soluzione amichevole che possa condurre alla conclusione di un accordo tra il paese terzo o i paesi terzi interessati e la Comunità.

Adozione di misure di politica commerciale

Qualora risulti dalla procedura d'esame che un'azione è necessaria nell'interesse della Comunità per garantire l'esercizio dei suoi diritti, vengono adottate misure appropriate ai sensi del presente regolamento. Tali misure possono prendere la forma di:

  • sospensione o revoca di qualsiasi concessione scaturita da negoziati di politica commerciale;
  • l'aumento dei dazi doganali esistenti o l'istituzione di qualsiasi altro onere all'importazione;
  • l'instaurazione di restrizioni quantitative e di qualsiasi altra misura che modifichi le condizioni di importazione e di esportazione o incida in altro modo sugli scambi con il paese interessato.

Qualora, in conformità con gli obblighi internazionali, la Comunità debba seguire preventivamente una procedura internazionale di consultazione o di risoluzione delle controversie, le misure di cui sopra vengono adottate al termine di tali procedure e tenendo conto dei risultati delle stesse.

Il Consiglio delibera sulla proposta della Commissione entro trenta giorni dalla sua presentazione.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 3286/941.1.1995-GU L 349 del 31.12.1994
Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 356/9524.2.1995-GU L 41 del 23.2.1995
Regolamento (CE) n. 125/20085.3.2008-GU L 40 del 14.2.2008
Le modifiche e correzioni successive al regolamento (CE) n. 3286/94 sono state integrate nel testo di base. Questa versione consolidata  ha solo valore documentale.

ATTI COLLEGATI

Comunicazione della Commissione, del 6 dicembre 2006, Europa globale - Gli strumenti europei di difesa commerciale in un'economia globale in mutamento - Libro verde destinato alla consultazione pubblica [COM(2006) 763 def.].
Questo Libro verde rientra nel processo avviato nell'ottobre del 2006 per favorire la riflessione e dare nuovi impulsi alla competitività dell'UE in un'economia globalizzata. In tale contesto, la Commissione ha avviato una procedura di riflessione sugli strumenti di difesa commerciale (misure antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia) affinché questi possano continuare ad essere utilizzati per tutelare adeguatamente gli interessi dell'UE. Questi ultimi sono basati sulle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e permettono di proteggere l'UE dal commercio sleale, nonché di gestire le conseguenze della globalizzazione. Il contesto di adozione degli strumenti di difesa commerciale si è adeguatamente evoluto.

Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 4 ottobre 2006: Europa globale - competere nel mondo - Un contributo alla strategia per la crescita e l'occupazione dell'UE [COM(2006) 567 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

Ultima modifica: 17.05.2011
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