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Il processo di Barcellona: un’Unione per il Mediterraneo

L’obiettivo dell’Unione per il Mediterraneo è approfondire le relazioni tra l’Europa e i paesi terzi mediterranei nell’ambito di un partenariato euromediterraneo rafforzato, in grado di produrre risultati visibili e concreti per i cittadini della regione.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 20 maggio 2008 sul «Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo» [COM(2008) 319 definitivo – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

L’obiettivo di tale comunicazione è aumentare l’efficacia del partenariato euromediterraneo. La nuova Unione per il Mediterraneo consiste principalmente nello sviluppare:

  • la cooperazione politica;
  • il principio di corresponsabilità nelle relazioni multilaterali;
  • progetti regionali e subregionali più concreti e più visibili per i cittadini della regione.

Il numero degli Stati interessati è arrivato a 43 e comprende tutti gli Stati membri dell’Unione europea (UE), la Commissione europea, i paesi partner e paesi osservatori del partenariato euromediterraneo (Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Giordania, Autorità palestinese, Israele, Libano, Siria, Turchia e Albania) e altri Stati costieri del Mediterraneo (Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Principato di Monaco).

L’Unione per il Mediterraneo fa parte delle politiche e dei programmi dell'Unione del partenariato euromediterraneo.

Funzionamento istituzionale

Il partenariato va rafforzato migliorando l’equilibrio e la titolarità condivisa. A tal fine, la comunicazione propone:

  • vertici biennali dei capi di Stato e di governo;
  • una copresidenza, costituita da un rappresentante dell’Unione europea e di un paese membro mediterraneo;
  • un comitato misto permanente per la governance istituzionale, formato da rappresentanti degli Stati membri dell’UE, dei partner mediterranei e della Commissione europea;
  • un segretariato paritetico composto da funzionari distaccati incaricati dell’individuazione, dell’esame e del follow-up dei progetti.

Si riafferma il ruolo dell’Assemblea parlamentare euromediterranea (EMPA) come luogo di dialogo parlamentare e istanza consultiva sull’attuazione del partenariato.

Dimensione del progetto

Il processo di Barcellona: un’Unione per il Mediterraneo è il quadro di attuazione della cooperazione regionale e transnazionale per lo sviluppo della coesione regionale, dell’integrazione economica e delle interconnessioni infrastrutturali.

La strategia e il programma indicativo regionale euromediterraneo 2007-2013 continuano ad essere attuati. Le risorse supplementari destinate al finanziamento dei progetti devono provenire principalmente:

  • dalla partecipazione del settore privato;
  • dalla cooperazione bilaterale degli Stati membri dell’UE;
  • dal contributo dei partner mediterranei;
  • dalle istituzioni finanziarie internazionali, banche regionali e altri fondi bilaterali;
  • dal Fondo euromediterraneo di investimenti e partenariato (FEMIP), destinato al rafforzamento del settore privato;
  • dallo strumento di investimento della politica di vicinato (ENPI) e dallo strumento di cooperazione transfrontaliera dell’ ENPI;
  • dagli altri strumenti applicabili ai paesi coperti dall’iniziativa.

Contesto

Il processo di Barcellona è l'unica sede che permette un dialogo costruttivo per proseguire sulla via delle riforme politiche e socioeconomiche e della modernizzazione della regione del Mediterraneo.

La liberalizzazione degli scambi con l’UE in vista dell’istituzione di una zona di libero scambio ha favorito notevolmente le esportazioni e gli investimenti. Ciò nonostante, occorrono riforme più approfondite e rapide per giungere ad una effettiva integrazione regionale.

Durante il primo vertice del processo di Barcellona: un’Unione per il Mediterraneo, il 13 luglio 2008 a Parigi, i capi di Stato e di governo hanno adottato una dichiarazione comune (FR ) sulla base delle principali proposte della presente comunicazione.

Ultima modifica: 01.01.2008
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