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Accordi euromediterranei di associazione

Tra il 1998 e il 2005 l'Unione europea (UE) ha stipulato degli accordi euromediterranei di associazione con sette paesi del Mediterraneo del sud. Questi accordi infatti conferiscono un'adeguata disciplina al dialogo politico tra nord e sud, fungono da base alla progressiva liberalizzazione degli scambi nello spazio mediterraneo e stabiliscono infine le condizioni della cooperazione in ambito economico, sociale e culturale tra l'Unione europea e i paesi partner.

ATTO

Decisione 2006/356/CE, decisione 2005/690/CE, decisione 2004/635/CE, decisione 2002/357/CE, decisione 2000/384/CE, decisione 2000/204/CE, decisione 98/238/CE, relative alla conclusione dell'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte e, rispettivamente, la Repubblica algerina democratica e popolare, la Repubblica araba d'Egitto, il Regno hashemita di Giordania, lo Stato di Israele, il Regno del Marocco e la Repubblica tunisina dall'altra.

SINTESI

Il partenariato euromediterraneo tra l'Unione europea (UE) e i paesi del Mediterraneo del sud è stato avviato nel 1995 dal processo di Barcellona. Tale partenariato politico, economico e sociale si basa sui principi di reciprocità, solidarietà e co-sviluppo.

In tale contesto sono stati istituiti alcuni accordi di associazione fra l’UE, gli Stati membri e i paesi partner del Mediterraneo. Questi accordi bilaterali di nuova generazione sostituiscono gli accordi di prima generazione, ovvero gli accordi di cooperazione conclusi negli anni Settanta.

Il rispetto dei principi democratici e dei diritti fondamentali costituisce un elemento essenziale degli accordi di associazione.

Al di là del carattere bilaterale e delle peculiarità specifiche di ciascuno Stato partner, gli accordi di associazione rispettano uno schema analogo e si prefiggono di promuovere:

  • un dialogo periodico in materia politica e di sicurezza, per favorire la reciproca comprensione, la cooperazione e le iniziative comuni;
  • la cooperazione economica, commerciale e finanziaria, volta soprattutto alla progressiva liberalizzazione degli scambi, allo sviluppo sostenibile della regione e agli investimenti;
  • la cooperazione sociale, culturale e in materia di istruzione, soprattutto attraverso il dialogo interculturale, il controllo delle migrazioni, lo sviluppo delle qualifiche, la promozione del diritto del lavoro o della parità fra donne e uomini.

Gli accordi incoraggiano inoltre la cooperazione intraregionale dei paesi partner del Mediterraneo, quale fattore di pace e stabilità, nonché di sviluppo economico e sociale.

Verso una zona di libero scambio

Gli accordi di associazione prevedono la progressiva istituzione di una zona di libero scambio nel Mediterraneo, nel rispetto delle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). Questa zona di libero scambio deve essere attuata dopo un periodo di transizione della durata di 12 anni successivi all'entrata in vigore degli accordi. Tuttavia gli scambi fra l’UE e Israele sono già oggetto di una liberalizzazione.

La libertà di circolazione delle merci tra l’UE e i paesi del Mediterraneo risulterà possibile attraverso:

  • la progressiva eliminazione dei dazi doganali;
  • il divieto delle restrizioni quantitative all'esportazione e all'importazione, nonché di altre misure di effetto equivalente o discriminatorie tra le parti.

Queste regole si applicano in particolare all'importazione di prodotti industriali, agli scambi di prodotti agricoli, trasformati e non, e ai prodotti della pesca.

Possono essere adottate, tuttavia, delle misure di salvaguardia per ragioni di interesse pubblico o per tutelare un settore economico particolarmente vulnerabile.

Per quanto riguarda il diritto di stabilimento e della libera prestazione dei servizi, le parti ribadiscono il rispettivo impegno in virtù dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GATS) (EN) (ES) (FR). Inoltre i partner devono giungere alla completa liberalizzazione del settore dei capitali non appena sussisteranno le condizioni di base.

Infine, si dovrà progressivamente mettere in atto un meccanismo di composizione delle controversie commerciali.

Disposizioni istituzionali

Nel quadro di ciascun accordo di associazione vengono costituite delle strutture istituzionali: da un lato un consiglio di associazione, organizzato a livello ministeriale, che adotta decisioni e formula raccomandazioni per perseguire gli obiettivi stabiliti; dall'altro lato un comitato di associazione, che garantisce la gestione dell'accordo e la composizione delle controversie relative all'applicazione degli accordi.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo di recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Decisione 2006/356/CE, Repubblica libanese

1.4.2006

-

GU L 143 del 30.5.2006

Decisione 2005/690/CE, Repubblica algerina democratica e popolare

1.9.2005

-

GU L 265 del 10.10.2005

Decisione 2004/635/CE, Repubblica araba d'Egitto

1.6.2004

-

GU L 304 del 30.9.2004

Decisione 2002/357/CE, Regno hashemita di Giordania

1.5.2002

-

GU L 129 del 15.5.2002

Decisione 2000/384/CE, Stato di Israele

1.6.2000

-

GU L 147 del 21.6.2000

Decisione 2000/204/CE, Regno del Marocco

1.3.2000

-

GU L 138 del 9.6.2000

Decisione 98/238/CE, Repubblica tunisina

1.3.1998

-

GU L 97 del 30.3.1998

ATTI CONNESSI

  • Algeria

Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica algerina democratica e popolare, dall'altra [Gazzetta ufficiale L 265 del 10.10.2005].

  • Autorità palestinese

Accordo euromediterraneo interinale di associazione relativo agli scambi e alla cooperazione tra la Comunità europea, da una parte, e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a beneficio dell'Autorità palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, dall'altra [Gazzetta ufficiale L 187 del 16.07.1997].
L'accordo di associazione euromediterraneo interinale sarà applicato tra le parti fino alla conclusione di un accordo euromediterraneo di associazione. Esso riguarda principalmente le questioni commerciali e di cooperazione in settori diversi da quello politico.

  • Egitto

Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba d'Egitto, dall'altra [Gazzetta ufficiale L 304 del 30.09.2004].

  • Giordania

Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno hashemita di Giordania, dall'altra [Gazzetta ufficiale L 129 del 15.05.2002].

  • Israele

Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e lo Stato di Israele, dall'altra [Gazzetta ufficiale L 147 del 21.06.2000].

  • Libano

Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra [Gazzetta ufficiale L 143 del 30.05.2006].

  • Marocco

Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e il Regno del Marocco, dall'altra [Gazzetta ufficiale L 70 del 18.3.2000].

  • Tunisia

Accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica tunisina, dall'altra [Gazzetta ufficiale L 97 del 30.03.1998].

La presente scheda di sintesi è diffusa a titolo informativo e non intende interpretare né sostituire il documento di riferimento che rimane l’unica base giuridica vincolante.

Ultima modifica: 10.03.2011
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