RSS
Indice alfabetico
Questa pagina è disponibile in 15 lingue
Nuove lingue disponibili:  CS - HU - PL - RO

We are migrating the content of this website during the first semester of 2014 into the new EUR-Lex web-portal. We apologise if some content is out of date before the migration. We will publish all updates and corrections in the new version of the portal.

Do you have any questions? Contact us.


Accordo «cieli aperti» tra l'Europa e gli Stati Uniti

Con la presente decisione l'Unione europea approva l'accordo « cieli aperti » concluso con gli Stati Uniti d'America. L'accordo, oltre a prevedere un'apertura totale dei collegamenti transatlantici alle compagnie europee e americane, contiene un meccanismo per poterlo approfondire ulteriormente su aspetti quali la proprietà delle compagnie aeree.

ATTO

Decisione 2007/339/CE del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea, riuniti in sede di Consiglio, del 25 aprile 2007, concernente la firma e l'applicazione provvisoria dell'accordo sui trasporti aerei tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e gli Stati Uniti d'America, dall'altro.

SINTESI

Con il nuovo testo le compagnie aeree dell'Unione potranno d'ora in poi:

  • effettuare voli verso gli Stati Uniti a partire da qualsiasi aeroporto europeo, indipendentemente dalla sua nazionalità (gli Stati Uniti ne riconoscono infatti il carattere europeo);
  • operare senza restrizioni sul numero di voli, velivoli e rotte;
  • fissare i prezzi in funzione del mercato;
  • firmare accordi di cooperazione.

Per quanto riguarda gli investimenti europei nei paesi terzi, le compagnie di alcuni paesi terzi (i paesi europei non appartenenti all'UE e 18 paesi africani) potranno anch'esse essere oggetto di investimenti comunitari senza alcun rischio per i loro diritti di traffico verso gli Stati Uniti. Analogamente, gli Stati Uniti ammetteranno i voli delle compagnie comunitarie nel cui capitale hanno investito paesi europei non membri dell'UE.

L'accordo permetterà inoltre di rafforzare la cooperazione tra le due parti nell'ambito della sicurezza, della concorrenza, degli aiuti di Stato e della tutela dei consumatori e dell'ambiente.

Per quanto concerne la proprietà delle compagnie aeree, il nuovo accordo consente agli europei di detenere più del 50 % del capitale complessivo delle compagnie americane, ma non di ottenerne il controllo: la legislazione americana stabilisce infatti che uno straniero non può detenere il 25 % delle azioni a diritto di voto di una società americana e non può controllarla. Gli europei si sono quindi riservati la possibilità di limitare gli investimenti americani nelle compagnie europee allo stesso livello.

Verso nuovi negoziati

I negoziati tra le due parti sono anche sfociati nell'introduzione di un meccanismo che consenta di aprire ulteriormente i cieli transatlantici e sopprimere le limitazioni che ancora sussistono, in particolare sulla proprietà delle compagnie aeree americane. L'accordo invita così a proseguire i negoziati nei due mesi successivi alla sua entrata in vigore. L'Unione si è peraltro riservata il diritto di sospendere certe parti dell'accordo qualora il dialogo non consentisse di approfondirlo nei tre anni successivi. L'obiettivo del Consiglio dei ministri è di arrivare in tal modo ad uno spazio aereo completamente liberalizzato.

Contesto

Il trasporto aereo verso gli Stati Uniti si è retto finora su accordi bilaterali conclusi tra gli Stati membri e le autorità americane. Sedici Stati membri già beneficiavano pertanto di accordi «cieli aperti». Questa frammentazione però costituiva un ostacolo, poiché impediva la realizzazione del mercato unico.

Il 5 novembre 2002 la Corte di giustizia, adita dalla Commissione, ha emesso alcune sentenze (C-466-469/98, C-467/98, C468/98, C-469/98, C-472/98, C-475/98 e C-476/98) che hanno posto fine a questi accordi e hanno fatto sì che quest'ambito fosse riconosciuto come materia da trattare a livello comunitario.

La Commissione ha in seguito ricevuto un mandato per negoziare un accordo aereo con gli Stati Uniti, valido per l'intera Comunità. Dopo quattro anni di discussioni, i negoziatori sono giunti ad un accordo il 2 marzo 2007. Su richiesta del Regno Unito la data per l'entrata in vigore è stata rinviata al 30 marzo 2008.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Decisione 2007/339/CE

30.3.2008-L 134 del 25.5.2007
Ultima modifica: 22.08.2007
Avviso legale importante | Informazioni su questo sito | Ricerca | Per contattarci | Inizio pagina