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Accordo sullo Spazio economico europeo

L'accordo sullo spazio economico europeo istituisce un unico mercato per agevolare gli scambi tra la Comunità europea e i paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS).

ATTO

Decisione 94/1/CE, CECA del Consiglio e della Commissione del 13 dicembre 1993 relativa alla conclusione dell'accordo sullo Spazio economico europeo tra le Comunità europee, i loro Stati membri e la Repubblica d'Austria, la Repubblica di Finlandia, la Repubblica d'Islanda, il Principato del Liechtenstein, il Regno di Norvegia, il Regno di Svezia e la Confederazione elvetica [Gazzetta ufficiale L 1 del 3.1.1994].

Accordo sullo Spazio economico europeo - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Dichiarazioni dei governi degli Stati membri della Comunità e degli Stati AELS - Accordi - Verbale concordato - Dichiarazioni di una o più parti contraenti all'accordo sullo Spazio economico europeo [Gazzetta ufficiale L 1 del 3.1.1994].

SINTESI

Il presente accordo mira a rafforzare le relazioni economiche e commerciali della Comunità europea con i paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS).Esso estende in parte le quattro libertà di circolazione del mercato unico a questi Stati, e istituisce un sistema di scambi per garantire il rispetto delle regole di concorrenza. Non intende costituire un mercato senza frontiere né un'unione doganale.

Le parti hanno inoltre convenuto di rafforzare talune aree di cooperazione, soprattutto la ricerca e lo sviluppo, l'ambiente, l'istruzione e le politiche sociali.

Sono esclusi dall'ambito di applicazione dell'accordo (oggetto di accordi differenziati) i prodotti agricoli e della pesca, la fiscalità indiretta (IVA e accise). Queste aree sono oggetto di accordi specifici.

Libera circolazione delle merci

La liberalizzazione degli scambi prevede l'eliminazione dei dazi doganali sulle importazioni e le esportazioni (compresi i dazi doganali di carattere fiscale), delle restrizioni quantitative e delle misure di effetto equivalente, applicabili ai prodotti originari delle parti contraenti.

Le norme di origine sono definite nel protocollo 4. Esse non pregiudicano gli obblighi sottoscritti nell'ambito dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT).

I prodotti dell'agricoltura e della pesca sono soggetti ad un sistema progressivo, in virtù di accordi specifici.

Libera circolazione delle persone

L'accordo stabilisce il principio di libera circolazione dei lavoratori, dipendenti o autonomi. I cittadini della Comunità europea e dei paesi AELS hanno il diritto di spostarsi per cercare e svolgere un’attività di lavoro sul territorio dell'altra parte. Possono prendere dimora in uno Stato dopo avervi occupato un impiego.

I lavoratori hanno diritto alla parità di trattamento per quanto riguarda l'impiego, la retribuzione e le condizioni di lavoro. La libera circolazione deve altresì essere agevolata tramite il coordinamento delle disposizioni relative all'accesso al lavoro, alla sicurezza sociale e al riconoscimento di diplomi, certificati e titoli.

Il diritto di stabilimento riguarda le persone e le società. Permette la creazione di agenzie, succursali e filiali di società con sede nel territorio di una o dell'altra parte.

Libera circolazione dei servizi

Le parti eliminano tutte le restrizioni alla libera prestazione dei servizi, in particolare per le attività industriali, commerciali, artigianali e le libere professioni. I fornitori di servizi possono operare temporaneamente nel paese in cui viene prestato il servizio, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato.

Libera circolazione dei capitali

L'accordo stabilisce il principio della parità di trattamento in materia di mercato dei capitali e di credito. Qualsiasi restrizione basata sulla nazionalità, sulla residenza o sul luogo del collocamento dei capitali è vietata.

Tuttavia, le parti possono adottare misure correttive o di protezione, soprattutto per quanto riguarda le differenze tra le regolamentazioni sul tasso di cambio, in caso di perturbazione del mercato dei capitali di una parte o di una difficoltà nella propria bilancia dei pagamenti.

Disposizioni istituzionali e finanziarie

È istituito un Consiglio SEE per l'esecuzione dell'accordo. Esso è composto da membri del Consiglio e della Commissione, e da un membro di ciascuno degli Stati AELS. La presidenza del Consiglio SEE è esercitata a turno, per una durata di sei mesi. Il Consiglio è sostenuto nel suo incarico da un comitato consultivo SEE, composto da un numero uguale di membri del Comitato economico e sociale e del comitato consultivo AELS.

Il meccanismo finanziario previsto dall'accordo deve contribuire a ridurre le disparità economiche e sociali delle due parti.

Contesto

L’accordo sul SEE è stato firmato nel 1992 tra i dodici Stati membri e i sei Stati AELS, allora composto da Austria, Finlandia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svezia e Svizzera. L'accordo è entrato in vigore soltanto nel 1994, a causa del suo rifiuto da parte della Svizzera. Nel 1995 Austria, Finlandia e Svezia hanno aderito all'Unione europea.

RIFERIMENTI

Atto Data di entrata in vigore - Data di scadenza Termine ultimo per il recepimento negli Stati membri Gazzetta ufficiale
Decisione 94/1/CE, CECA

1.1.1994

-

GU L 1 del 3.1.1994

Il presente documento di sintesi, diffuso a titolo informativo, non è inteso a interpretare né sostituire il documento di riferimento, che costituisce l'unica base giuridica vincolante.

Ultima modifica: 08.01.2010

Vedi anche

  • Associazione europea di libero scambio (EFTA) (EN)
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