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Politica europea di vicinato: relazione 2008

La relazione 2008 sulla politica europea di vicinato (PEV) presenta le riforme realizzate dai paesi partner dell'Unione europea (UE) e lo sviluppo delle loro azioni di cooperazione. Nonostante il rallentamento congiunturale internazionale, nonché i conflitti e le sfide politiche in alcuni paesi del vicinato, i progressi compiuti dimostrano la necessità di rafforzare la PEV.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 23 aprile 2009, sull'"Attuazione della politica europea di vicinato nel 2008" [COM(2009) 188 def. - Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

Il 2008 ha visto un rafforzamento delle relazioni dell’Unione europea (UE) con i paesi che fanno parte della politica europea di vicinato (PEV). I progressi a livello di cooperazione bilaterale e multilaterale dimostrano un'interdipendenza accresciuta fra i partner e la necessità di consolidare la PEV.

Le principali evoluzioni compiute dai paesi partner riguardano gli accordi commerciali, il rafforzamento della cooperazione politica, le finanze pubbliche e la fiscalità doganale, la politica di concorrenza, il contesto imprenditoriale e la lotta contro la corruzione. Si deve moltiplicare l'impegno per portare a termine le riforme democratiche e promuovere i diritti dell'uomo.

Tuttavia, il 2008 è stato caratterizzato da una congiuntura economica sfavorevole per le riforme. Molti eventi hanno destabilizzato la zona di vicinato: il conflitto fra Russia e Georgia nel mese di agosto del 2008, l'interruzione delle forniture di gas a causa di una vertenza tra l’Ucraina e la Russia e l’intervento israeliano a Gaza nel dicembre 2008/gennaio 2009. Infine, tutta la regione oggetto della PEV ha risentito dell’aggravarsi della crisi economica e finanziaria mondiale.

Cooperazione regionale

L’UE e i suoi partner hanno adottato nuovi quadri di cooperazione che approfondiscono i capitoli regionali della politica europea di vicinato.

Il vertice di Parigi del luglio 2008 ha varato l’Unione per il Mediterraneo, volta a imprimere un nuovo slancio politico alle relazioni cruciali tra l’UE e i suoi partner mediterranei. Essa deve contribuire a una migliore condivisione delle responsabilità fra i partner e rendere tali relazioni più concrete e visibili. Nell’ambito di questa iniziativa si devono avviare progetti regionali di lotta all'inquinamento marittimo e alle catastrofi naturali e di origine umana, nonché progetti di sviluppo dei collegamenti marittimi e terrestri, e progetti in materia di energie rinnovabili e imprese.

 Nel 2008 è stata inaugurata l’Università euromediterranea (EN) in Slovenia.

In occasione di una riunione dei ministri degli Esteri svoltasi a Kiev nel febbraio 2008, la Sinergia del Mar Nero è entrata nella sua fase operativa. Sono stati individuati i settori che richiedono un’azione a livello regionale: energia, trasporti, comunicazioni, commercio, ambiente, politica marittima, pesca, migrazione, rispetto della legge e lotta contro la criminalità organizzata. La prima serie di progetti da sviluppare nell’ambito di tale iniziativa comprende il disinquinamento del Mar Nero, i collegamenti e la sicurezza marittima e la creazione di uno spazio aereo comune.

Nel 2008 la Commissione ha proposto la creazione di un partenariato orientale (EN) (FR) per approfondire le relazioni con i paesi dell'Europa centrale e del Caucaso meridionale. Tale quadro deve permettere lo sviluppo delle riforme politiche e democratiche, l'integrazione economica della regione, la sicurezza energetica e la mobilità delle persone.

Incidenza della crisi finanziaria internazionale

La PEV contribuisce a rafforzare i rapporti commerciali fra l’UE e i paesi vicini, e a perseguire la loro integrazione economica regionale. L’incidenza della crisi finanziaria è stata diversa nelle regioni del sud e dell'est:

  • i partner orientali sono stati i più colpiti, a causa del flusso ridotto di capitali esteri indispensabili alla loro crescita, alla vulnerabilità del loro settore bancario e al calo dei prezzi all'esportazione in alcuni settori chiave (metallo, agricoltura, commercio);
  • i partner mediterranei sono stati scarsamente interessati dalla crisi del credito. Le economie di questi paesi sono state protette dai deboli indici d'indebitamento, dalla necessità ridotta di capitali esteri, e dalla scarsa integrazione regionale del loro settore finanziario.

La crisi ha colpito gravemente alcuni settori economici, come il turismo, l'edilizia e le industrie orientate all'esportazione, dato il calo della domanda, in particolare di quella europea, e l'aumento della concorrenza dei paesi in cui i salari sono più bassi. La crisi dovrebbe provocare un calo degli investimenti, un aumento della disoccupazione giovanile e dei flussi migratori.

Raccomandazioni

Nel contesto attuale, e data la necessità di progredire verso la liberalizzazione degli scambi, la PEV deve:

  • condurre un dialogo regolare per rispondere alle esigenze economiche e sociali dei paesi più vulnerabili e sostenere il loro sviluppo sostenibile;
  • mobilitare altra assistenza macrofinanziaria comunitaria sotto forma di prestiti forniti in cooperazione col Fondo monetario internazionale (FMI);
  • potenziare il quadro normativo del settore finanziario per garantire un controllo adeguato dei mercati finanziari, ampliando i programmi di assistenza tecnica esistenti;
  • incoraggiare la BEI e la BERS ad accelerare le loro operazioni di prestito;
  • sostenere gli scambi e gli investimenti diretti alle piccole e medie imprese (PMI).

La programmazione dello strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) per il periodo 2011-2013 deve tenere conto di tali priorità.

 
Ultima modifica: 30.09.2009
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