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Attuazione della politica europea di vicinato nel 2007

La politica europea di vicinato (PEV) è un partenariato reciprocamente vantaggioso che concorre alla modernizzazione dei paesi situati ai confini dell'Unione europea (UE). Il bilancio della strategia e delle misure intraprese incoraggia a proseguire le riforme.

ATTO

Comunicazione della Commissione al Parlamento e al Consiglio, del 3.4.2008, sull'attuazione della politica europea di vicinato nel 2007 [COM(2008) 0164 def. – Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale].

SINTESI

La presente comunicazione stila un bilancio strategico dell'attuazione della politica europea di vicinato (PEV) nel 2007, valutando le relazioni tra l'UE e i partner interessati dalla PEV, nonché le riforme politiche ed economiche realizzate in questi paesi.

Approfondimento delle relazioni

Sono stati conclusi accordi di partenariato e cooperazione (DE ES EN FR) con i paesi dell'area di vicinato orientale, ad eccezione della Bielorussia, la quale avrà la possibilità di diventare partner attivo dell'UE nell'ambito della PEV, purché avvii profonde riforme democratiche ed economiche che le consentano di avvicinarsi ai valori europei comuni.

Le relazioni con l'Ucraina si sono intensificate, spingendosi oltre l'accordo APC del 1998 e il piano d'azione UE-Ucraina. Nel 2007 sono stati avviati i negoziati di un nuovo accordo di associazione che fisserà un quadro molto più ambizioso, agevolerà l'approfondimento delle relazioni UE-Ucraina in tutti i campi, rafforzerà l'associazione politica e l'integrazione economica tra Ucraina e Unione europea, e creerà una zona di libero scambio ampia con l'UE.

Nel quadro del processo di Barcellona sono stati conclusi, per la zona di vicinato meridionale, degli accordi di associazione, ad eccezione della Siria, le cui relazioni sono attualmente disciplinate da un accordo di cooperazione, e della Libia, per la quale il Consiglio ha adottato delle direttive di negoziato proposte dalla Commissione in vista di un futuro accordo quadro.

Sono dodici i paesi che hanno concluso piani d'azione PEV (EN), fra cui il Libano e l'Egitto nel 2007, per accompagnare l'attuazione delle riforme interne e il consolidamento della cooperazione bilaterale con l'UE. L’aiuto finanziario comunitario si basa sulle loro priorità. Questi strumenti mirati e differenziati vengono adeguati alle capacità e alle esigenze dei singoli paesi. Nel 2007 le relazioni di cooperazione si sono intensificate in modo particolare con Israele, il Marocco, la Moldova e l'Ucraina.

Progressi dei programmi di riforma

La cooperazione in materia di dialogo e di riforma politica conduce, ad Est, a un avvicinamento progressivo alle norme fondamentali dell'UE, e a Sud, all'integrazione dei valori del processo di Barcellona. Le misure intraprese hanno riguardato in particolare la governance democratica, l'indipendenza del sistema giudiziario, il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, e la gestione dei flussi migratori.

Un dialogo politico aperto tra l'UE e tutti i paesi partner deve altresì permettere di compiere progressi nella risoluzione dei conflitti regionali.

Sotto il profilo dell'evoluzione macroeconomica, nel 2007 la maggior parte dei paesi partner della PEV ha registrato un’elevata crescita economica. Ciononostante, questi paesi hanno dovuto contrastare alti tassi di disoccupazione, soprattutto tra i giovani dei paesi mediterranei. La riduzione dell'inflazione e dei disavanzi commerciali, il miglioramento della governance economica, la riduzione della disoccupazione e il miglioramento delle condizioni di lavoro restano le principali questioni da risolvere.

La Commissione ha pubblicato nell'agosto 2008 un'analisi economica dei paesi vicini dell'UE relativa al 2007 (EN ).

Le riforme settoriali hanno consentito ai partner di compiere progressi verso la modernizzazione della loro società e verso la loro integrazione nel mercato europeo. La capacità degli Stati di attuare riforme a lungo termine viene valutata annualmente in una relazione sui progressi compiuti nei diversi settori (EN ). Il dialogo che intercorre con l'UE sul piano settoriale è volto a migliorare il funzionamento delle istituzioni e a sviluppare un'amministrazione orientata ai cittadini.

Anche le relazioni dei singoli paesi (EN) ull'attuazione dei piani d'azione sono presentate su base annua e permettono di valutare i progressi compiuti, nonché di identificare i settori che richiedono una maggiore cooperazione. Le future riforme dovranno ad esempio migliorare l'integrazione commerciale ed economica, la mobilità e la ricerca di soluzioni ai conflitti regionali.

I processi di cooperazione regionale

Il rafforzamento della dimensione regionale della PEV viene attuato nel quadro dei processi esistenti.

Un dialogo regionale viene condotto nell'ambito del partenariato euromediterraneo, « Processo di Barcellona: l’Unione per il Mediterraneo», avviato il 13 luglio 2008 a Parigi, nei settori seguenti:

  • cooperazione politica nonché in materia di sicurezza e di difesa;
  • democrazia e ruolo della società civile;
  • economia e cooperazione finanziaria, in particolare nell'ottica di creare una zona di libero scambio;
  • ambiente, energia, servizi e diritto di stabilimento;
  • cooperazione culturale, sociale e umana, in particolare per quanto riguarda l'istruzione, la società dell'informazione e le questioni di genere.

Il partenariato strategico UE - Africa e il suo primo piano d'azione contribuiscono in modo sostanziale al dialogo settoriale e all'approfondimento delle relazioni con i partner africani.

La sinergia del Mar Nero completa, in un quadro multilaterale, le relazioni esistenti con la Federazione russa, la Turchia e i partner orientali della PEV (eccetto la Bielorussia). Nel giugno 2008 è stata adottata una relazione sul primo anno di attuazione della sinergia del Mar Nero.

Nuove tappe

I piani d'azione PEV di seconda generazione, meglio adattati agli obiettivi e alle capacità dei singoli partner, dovrebbero condurre progressivamente a una convergenza normativa con le norme comunitarie.

Una maggiore visibilità delle riforme e la sensibilizzazione dei cittadini sulle misure adottate contribuiranno del pari al successo della cooperazione.

Contesto

Sin dall'inizio della sua attuazione, la PEV ha contribuito a creare prosperità e a mantenere stabilità e sicurezza ai confini dell'UE. Il successo di questa politica dimostra i vantaggi di una cooperazione adattata alle diverse esigenze dei paesi partner.

Ultima modifica: 20.02.2009

Vedi anche

Per ulteriori informazioni visitare i seguenti siti Internet:

- Politica europea di vicinato (EN)

- L’Unione europea nel mondo

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